La Strada dei vini e dei sapori
Dicembre 15, 2006
Per il Turista motivato e curioso, nonchè appassionato di gastronomia ed enologia, che quindi ama scoprire, conoscere, gustare “La Strada dei vini e dei Sapori” non è solo un sottile percorso segnato sulla carta geografica, ma è un vero e proprio itinerario attraverso L’Entroterra Romagnolo. Viaggiando e scoprendo il meraviglioso Entroterra fatto di colline affacciate sulla pianura con il mare sullo sfondo, fatto di tanti paesi: Gemmano, San Clemente, Verucchio, Torriana, Saludecio e tanti altri ancora, paesi ricchi di storia, di opere d’arte e di tradizioni Romagnole rimaste intatte anche col passare del tempo. Tradizioni per una buona cucina, genuina, casareccia, fatta di prodotti naturali. Pellegrino Artusi autore del libro gastronomico più conosciuto nel mondo “La Scienza in cucina e L’Arte del mangiar bene” diceva che la “Romagna è una di quelle terre dove la storia delle tradizioni popolari combacia straordinariamente con la storia del folclore culinario”
La gastronomia popolare è dettata dalle stagioni, le regine dalla gastronomia sono le “Minestre” termine col quale in Romagna si definiscono anche quelle asciutte. Minestre di sfoglia fatta con farina di grano e uova fresche tirate col mattarello dalla “arzdora” di casa: qui giganteggiano “I Cappelletti”, ripieni di ricotta, uova, carne mista, parmiggiano e noce mosacata,; I Passatelli, impasto di uova , formaggio e pangrattato; gli Strozzapreti impasto originale della Piadina, i Tortelli ripieni, le Tagliatelle, avvolte dai saporosi e ricchi sughi della cucina dell’Entroterra.
I Romani e prima di loro gli Etruschi già ben conoscevano e valorizzavano il vino di questa Terra Romagnola: Plinio ad esempio cita il Sangiovese come vino di qualità del tempo: Leonardo da Vinci molti secoli dopo, resta così impressionato dalla cura con cui i coltivatori romagnoli appendono grappoli d’uva per l’inverno , da dedicare all’usanza un disegno.
Il vino, il cui consumo nella tradizione rurale romagnola era sempre amministrato dal patriarca della famiglia: oltre a saceglierne la qualità, vigilava sulla sua conservazione.
Oggi i 5 tipici vini romagnoli: Albana, Sangiovese, Trebbiano, Pagadebit, Cagnina, sono in grande ascesa qualitativa, i vitigni tutti selezionati per una produzione Doc!!!!!!
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