I Malatesta capitani di ventura poi potenti Signori



I Malatesta capitani di ventura poi potenti Signori

Aprile 11, 2007

VerucchioI Malatesta una Signoria di cui tutti parlano, ma che pochi forse né conoscono la storia, le origini, a essa è legata la Provincia, l’entroterra di Rimini.

Roccaforti, castelli fortificati furono per gli anni in cui governò questa Signoria, il segno del potere acquisito e che, per dominare le colline della Romagna e Marche, cercò di mantenere con lotte, tradimenti, inganni.. Nel XV secolo i Malatesta (che è una delle Casate tra le più importanti d’Italia, insieme ai Medici, ai D’Este, ai Gonzaga, ai Borgia ed ai Montefeltro) hanno la Signoria di Rimini e durante i tre secoli di potere (tra il 1200 ed il 1500) consolidano ed allargano i loro possedimenti in Romagna, nelle Marche ed in Toscana (ed anche in Lombardia); ma è nelle terre riminesi che mantennero però il loro nucleo più potente ed agguerrito.
Le origini della Famiglia Malatesta:
Da un certo Malatesta signore nel XII sec. di Montefeltrio e di altri territori, sono le radici dei discendenti, che nel 1216 ottenevano la cittadinanza di Rimini  divisi poi in due rami:
di Soligno e di Verucchio. marchigiani, espellendone i Parcitadi, loro maggiori avversari. Morti nel 1304 Giangiotto e nel 1312 Malatesta, il successore Malatestino affidò una parte dei domini al nipote Uberto Malatesta di Ghiaggiulo (Cesena) e al fratellastro Pandolfo (Pesaro, Fano e Senigallia). Con l’appoggio angioino lottò contro i Malatesta di Sogliano , ghibellini, e contro Enrico V II di Lussemburgo. Malatestino morì nel 1317, lasciando il potere al figlio Ferrandino, minorenne, e a Pandolfo. Durante la guerra tra papa Giovanni XXII e Lodovico il Bavaro, Uberto si unì agli imperiali, ma venne sconfitto da Pandolfo.Morto quest’ultimo nel 1326, Ferrandino rimasto solo al potere venne spodestato nel 1334 dai cugini da M. II e Galeotto e ridotto al solo possesso di Mondaino. I duem Cugini sostenuti dai ghibellini condussero una guerra contro i guelfi e i sostenitori di Ferrandino, che durò circa 10 anni, in seguito dopo aver patteggiato col Pontefice ottennero gran parte delle terre nel frattempo conquistate. Nel 1364 a M II successoro i figli M. Ungano e Pandolfo, i quali con lo zio Galeotto si spartirono i possessi della Romagna e della Marca Anconetana. Il figlio di Pandolfo fu il capostipite dei Malatesta di Pesaro, mentre un altro che morì nel 1372 fu il padre di Carlo Pandolfo e Galeazzo, l’ultimo dei quali ereditò l’intera Signoria che dovette poi cedere a Francesco Sforza.
I figli di Galeotto si spartirono Carlo (Rimini), Pandolfo Fano e Mondaino, Andrea M. Cesena, Roncofreddo e Frossombrone, Galeotto Belfiore ( Cervia, Sestino, Meldola, Borgo San Sepolcro, Saao Feltrio e Montefiore ) ai quali già Vicari della SSede, fu concessa da Bonifacio IX, l’investitura dei singoli domini.
Dei quattro fratelli Carlo e Pandolfo si distinsero al comando delle forze viscontee e di quelle ponteficie. Questi capitani di alto rango, ormai, seppero tessere tele con inganno, astuzia e fermezza, alla morte di Pandolfo i figli Galeotto Roberto, Sigismondo Pandolfo, e M.Novello ereditarono anche i possedimenti dello zio Carlo, morto nel 1429. Egli si impegnò in favore del pontefice durante il ”grande scisma d’Occidente” che travagliò per mezzo secolo la Chiesa. Carlo si tenne sempre fedele al pontefice legittimo (furono nominati altri 3 papi) Gregorio XII. Si rese disponibile anche ospitandolo nei mesi drammatici del conciliabolo di Pisa.
Sigismondo Pandolfo (1417-1468) dei tre fratelli fu quello che ereditò la maggior parte dei domini aviti, fu un condottiero al soldo di altri signori per ben 30 anni, attiratosi l’ira del papa e una disastrosa guerra, fu sconfitto a Senigallia nel 1463 e i suoi possedimenti si ridussero alla sola Rimini.
Trecento anni di storia segnarono e trasformarono queste terre dell’ultima parte di Romagna in una regione storica potente e temuta, riconoscibile.
La condizione dei Malatesta era quella di sudditi del papa, ”concessionari” di una piccola parte del territorio della Chiesa, con un censo annuale da pagare e patti da rispettare. Figuravano come ”vicari” del papa per tutto ciò che riguardava il potere temporale. Persino alcune frazioni di San Marino sono state sotto il dominio malatestiano
Oggi queste terre sono suddivise in 15 Comuni, che coincidono quasi totalmente con i castelli più importanti edificati tra Medioevo e Rinascimento, sono inoltre da considerarsi territorio malatestiano anche i vari comuni che si affacciano sul mare Adriatico tra i quali Cattolica.

La Signoria dei Malatesta in Valmarecchia nella provincia di Rimini comprende quattro comuni: Santarcangelo, Torriana, Verucchio, Poggio Berni e Montebello, mentre nell’alta Valmarecchia, nella provincia di Pesaro comprende altri comuni tra i quali Novafeltria, San Leo, Pennabilli e Sant’Agata Feltria
Dunque alla fine di questo ripasso storico preso dalla Enciclopedia Universale Zenit Editrice di Milano, possiamo notare che certamente Rimini non è una qualsiasi piccola Provincia affacciata sul mare, ma che gode di un rispettoso passato storico, che cavalva dalla preistoria ai giorni nostri con coraggio, maestria. E’ una città che non vuole stare seconda a nessuno ed è per questo che ogni singolo cittadino propone, inventa, cerca, offre novità.
Rimini è una città solare di cui molti ne hanno decantato la bellezza, ma pochissimi la conoscono profondamente, allora non perdere l’occasione e vieni in questa Provincia!!!!!! Amarla è facile, perchè qui trovo tutto quello che ti aspetti da una vacanza!!!!!
Una storia affascinante, che vale la pena di essere scoperta per imparare a vedre Rimini sotto una luce diversa.
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