Polo Cup on the Beach



Polo Cup on the Beach

Aprile 15, 2007

Polo-CupIl più elegante sport, che nel XX sec. si sviluppa in molti paesi e ottiene un successo tale da meritarsi un posto tra le discipline olimpiche, per 3 giorni e per la terza volta in Europa si esibirà sulla spiaggia di Rimini in riva al mare in un emozionante torneo.
60 Splendidi cavalli di razza si esibiranno nel gioco spettacolare del Polo sulla sabbia per aggiudicarsi la vittoria. A fare da cornice musica, danza, spettacoli, arte, cultura dalla mattina a notte inoltrata il pubblico verrà coinvolto nel villaggio tematico dedicato all’Argentina, nuova patria del Polo importato nel 1879 dall’inglese Tom Preston e nel 1882 nascita del club Buenos Aires.
In programma anche mostre, il battesimo della sella per i bambini, la scuola di tango e nelle serate a partire dalle ore 21, sono previsti spettacoli di danza argentina e un concerto.
In seconda serata il palco si trasformerà in una grande “tangheria” dove le scuole di tango coinvolgeranno il pubblico nell’affascinante ballo..
Tariffa d’ingresso : Ingresso libero
Orario Feriale : Le partite si svolgono dalle ore 11 alle 18,30
Orario Festivo : Le partite si svolgono dalle ore 11 alle 18,30

Il Polo Attualmente viene giocato in tutto il Mondo sull’erba.
il Polo Cup on the Beach è una competizione di polo praticata sulla sabbia.
Si tratta di uno sport a squadre di origine asiatica con giocatori a cavallo che, con una stecca, devono colpire una palla di radica per farle varcare lo specchio della porta. Normalmente nel gioco del Polo vengono utilizzati cavalli allevati in Argentina: molto veloci, scattanti e in grado di compiere cambi di direzione repentini.
In questo inusuale campo da gioco, la spiaggia, si sfidano al massimo squadre da tre giocatori, mentre il pubblico può godersi lo spettacolo in tutta sicurezza dall’area “villaggio”.

Il Polo è uno sport antichissimo, nasce oltre duemila anni fa e la sua corsa attraverso i secoli lo ha portato dall’Estremo Oriente (Costantinopoli, Isfaha, Damasco, Jaipur, Samarcanda, Gilgit) all’Europa e dall’Europa al continente americano.
Sembra oramai fuori dubbio che il Polo sia nato in Persia: attuale Iran.
Intorno al IV sec. a.C. il Re persiano Dario III, per sfidare il giovane Alessandro Magno, gli inviò una stecca e una palla: i tipici “strumenti” del Polo. E fu Re Dario il Grande, nel 522 a.C., a portare il Polo in India da dove si espanse nel mondo, attività ginnica nata mantenere in forma la cavalleria: fendenti di sciabola in avanti e indietro, da sinistra a destra e grazie alla quale l’Impero persiano si espandeva in tutto il mondo di allora conosciuto,
In quell’epoca si chiamava “Chaugan” o “Ciogan” - che in persiano significa mazza, bastone e solo successivamente gli fu dato il nome attuale dall’etimologia dubbia: sembrerebbe derivante dalla parola tibetana “pullu” o “pulu” che stava ad indicare la palla di legno utilizzata per il gioco.
Falsa la leggenda secondo la quale la cavalleria di Re Dario giocassse una sorta di Polo con le teste dei guerrieri nemici uccisi.
Al popolo persiano, infatti, viene attribuita la prima carta dei diritti umani sancita da Ciro il Grande 2500 anni fa, indubbiamente la leggenda crudele e sanguinaria è in contrasto con la realtà.
Nonostante la “ricostruzione storica” tutti i popoli dell’Asia rivendicano la paternità al gioco del Polo, tutte le tesi possono essere verosimili, se solo si pensa che l’equitazione è nata tre o quattro millenni or sono nell’India Orientale, come strumento di lavoro, arma di guerra, mezzo di trasporto, ma l’equitazione portò il cavallo ad essere anche un compagno di giochi e di avventura, i mongoli si esibivano in un gioco violento senza regole, che aveva come oggetto, conteso con la mano destra, una sorta di rudimentale palla o una piccola pecora.
Il Polo si sviluppò in epoche successive anche in Cina dove, chi lo praticava, era tenuto in grande considerazione. Nel 1200, ad esempio, per poter accedere alle cariche pubbliche più importanti bisognava essere, tra l’altro, anche abili giocatori di Polo.
Ma la strada del Polo per l’Occidente è nata in India nella seconda metà dell’Ottocento quando la regione era una colonia britannica. Fu allora che gli ufficiali inglesi di stanza in India impararono a giocarlo alle corti dei Maharaja a Manipur e Lahore.
Sempre in India gli Inglesi fondarono i loro primi clubs e gli stessi ufficiali, ritornando in patria con sosta a Malta, fondarono nell’isola mediterranea - nel 1868 - il primo club europeo di Polo.
Quindi, ovviamente, lo portarono in Inghilterra dove - fin dagli inizi - la pratica di questo sport fu per tutti gli aristocratici, oltre che una disciplina sportiva anche l’affermazione del proprio rango e della relativa fortuna.
Per prima la famiglia reale ha sempre potuto contare su eccellenti giocatori:

Prima il principe Filippo di Edimburgo, ora suo figlio: il principe Carlo che, con il suo 4 di handicap, è considerato un più che onorevole giocatore.
Oggi, anche in Inghilterra, il Polo non è più soltanto dei blasonati. E le migliaia di praticanti - bambini compresi - lo dimostrano.
La prima partita sul suolo britannico si svolse a Hounslow nello stesso anno - il 1868 - tra una squadra del 10° Reggimento Ussari e una del 9° Reggimento Lancieri.
Ma il primo club inglese - il Monmouthshire - nacque, ufficialmente, soltanto alcuni anni più tardi: nel 1862 e le regole codificate solamente successivamente.
dall’Hurlingham Club e, ancora oggi, la Federazione inglese di Polo si chiama The Hurlingham Polo Association.

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