Buonaforchetta?la Romagna ti aspetta!



Buonaforchetta?la Romagna ti aspetta!

Aprile 27, 2007

TavernettaMa quanto è importante per ognuno di noi la buona cucina?
Tantissimo, per l’uomo è l primo posto della piramide! Non importa se il locale non è di lusso, non importa se il locale è semplice e imboscato pur che si mangi bene. Anche personaggi reali del passato come Francesco Giuseppe imperatore d’Austria, quando andava a caccia sulle montagne della Baviera, o a Bad Ischl amava fermarsi in “Gasthaus��? semplici dove per poter gustare  sue “ Palatschinken��?quelle che oggi sono anche da noi conosciute come “crepes��?.
La Romagna è piena di locande, ristorantini rustici, tipici, di stile mediovale che sia tra il verde delle colline nelle Terre della Signoria dei Malatesta di Rimini  che lungo la costa adriatica sulla spiaggia o nelle diverse località, vi propongono gustose specialità ed un servizio cordiale. Lo spuntino di piade e cassoni fanno parte di una gustosa tradizione romagnola, le bottegucce o i chioschi le preparono all’istante affinché possano essere assaporate calde farcite dai formaggi della zona o da salami nostrani, il cui sapore è forte e saporito e il colore meno brillante, essendo privi di conservanti.
Nei ristoranti i famosi primi piatti sono il richiamo principale per chi ama la buona cucina.

Passatelli: uova parmigiano e pane grattato amalgamati e passati attraverso un ferro forato hanno la forma di vermicelli rappresentano il più classico dei piatti della domenica romagnola, Sulla costa vengono proposti non solo cotti in brodo di gallina, ma anche nel brodo di pesce.
Cappelletti, ricordano il cappello di un prete , forgiati a mano fatti di sfoglia ripiena di un composto a base di carne magre e parmigiano, profumato con noce moscata, pepe e scorza di limone grattat. Ogni casa naturalmente ha la sua ricetta personale e il suo segreto, questo era il piatto tipico del giorno di Natale cotti nel brodo di cappone, oggi vengono serviti ovunque non solo in brodo ma anche con un buonissimo sugo di carne.
Gnocchi: si ottengono unendo le patate lessate e schiacciate con la farina.. Dall’impasto morbido ed elastico si forgiano dei bastoncini, che vengono tagliati a tocchetti di 2-3 cm. Rigettano in acqua bollente salata e appena affiorano si scolalano e si condiscono col sugo di salciccia.

Le specialità che in questa Terra di Romagna si possono gustare sono infinite, nutrienti, genuine e molto semplici, ma ogni albergatore, ristoratore fa tesoro di una citazione del maestro Pellegrino Artusi:
“ La miglior salsa che possiate offrire ai vostri invitati….. è un buon viso ed una schietta cordialità��?
Ed è quello che troverete sempre in questa calda, ospitale terra!! Gli hotel di Gatteo mare, gli hotel 3 stelle rimini, gli hotel 3 stelle Cesenatico, sono improntati sull’ospitalità e sulla buona cucina, sono hotel dotati di tutti i comfort e propongono offerte pacchetti molto convenienti, last minute in ogni periodo, piano famiglia, dispongono di convenzioni coi più grandi Parchi Tematici, Discoteche, Parch Divertimento, Escursioni nella città di Rimini e nell’Entroterra!!Gli Hotel della Costa mettono a disposizione del cliente gratuitamente biciclette per gite nei dintorni. Scegliere la Romagna vuole dire: affidarsi a veri professionisti per la riuscita sicura della propria vacanza

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Rimini enogastronomia

Febbraio 18, 2007

Spiaggia e storiaLa costa della Romagna, la Riviera Adriatica  per i suoi litorali sabbiosi, per i suoi divertimenti, per la grande ospitalità, che si ritrova ovunque avvolgendoti in un caldo abbraccio, per il buon pesce, che nei ristoranti, negli hotel, nelle pensioni viene preparato con le migliori ricette, per le strutture ricettive ristrutturate e climatizzate, per il nuovo centro fieristico, sia nel passato che nel presente ha un grande fascino e spinge il visitatore a inoltrarsi nel cuore dell’entroterra tra borghi, ricchi di storia e tradizioni, tra le colline generose di vini e piatti genuini.
Le tradizioni enogastronomiche locali rendono unica la cucina della provincia di Rimini ricca di sapori e gusti, legata alla natura agreste dei luoghi e basata sui prodotti della terra e dell’allevamento. Le ricette semplici sono tutte rigorosamente a base di prodotti tipici e stagionali: olio, vino, legumi, erbe selvatiche-campagnole usate fin dall’antichità e che hanno mantenuto nel corso dei tempi le loro caratteristiche, i piatti della tradizione rappresentano l’ambiente, la storia, valorizzano le mani sapienti e la memoria della gente, che hanno custodito e diffuso i pregi di questa realtà territoriale. Il turista, scegliendo Rimini e tutta la sua Provincia, impara ad apprezzare e a conoscere meglio la terra di Romagna !!!!!
Qui alcune ricette gastronomiche romagnole:
piadina:
Farina e acqua sono gli elementi principali della ricetta più antica, in seguito si è aggiunto sale e grasso sotto forma di strutto, che ne hanno arricchito il sapore.
La piadina,che non sostituiva il pane, che veniva preparato in ogni famiglia contadina ogni settimana, costituiva un elemento costante nella dieta del contadino romagnolo, alla piadina si accompagna da sempre:alle erbe, che crescono in modo selvatico nei campi fra i filari delle viti, fra gli olivi e lungo i fossi, le più diffuse sono: radicchi, rosole, ravastrelli, strigoli, ortica e asparagini. Dunque piadina erbe e un po’ di formaggio erano nel passato un pranzo completo, tutt’ora oggi nelle serate invernali si usa cenare con piada squacquerone, tipico formaggio di mucca di consistenza molle.
La piadina diventa Cassone quando ripiegata in due si riempie di rosole, foglia del papavero, che tritate si lasciano riposare col sale per perdere l’acqua e così al naturale usate per formare i cassoni, oggi i cassoni si possono riempire con la salsiccia, con pomodoro e mozzarella, con patate e salciccia.
La piadina è buona calda e fredda, i vecchi romagnoli la inzuppavano nel vino, e oggi la si mangia anche con la nutella , miele o marmellata accompagnata da sangiovese trebbiano, pagadebit, albana o cagnina.
! Romani (e prima di loro gli Etruschi) già ben conoscevano e valorizzavano il vino di queste terre: Plinio, ad esempio, cita il Sangiovese come vino di qualità del tempo; Leonardo da Vinci, molti secoli dopo, resta così impressionato dalla cura con cui i coltivatori romagnoli appendono i grappoli d’uva per l’inverno, da dedicare all’usanza un disegno. Vino il cui consumo in casa, nella tradizione rurale romagnola, era sempre amministrato dal patriarca della famiglia: oltre a sceglierne la qualità, vigilava sulla sua conservazione.

La Piadina è’ un mangiare fragrante e saporito alla portata di tutti e la si può oggi acquistare anche nei supermercati oltre che nei chioschi lungo le strade.Pasta e minestre specialità conosciute in tutto il mondo:
la pasta in romagna viene fatta in casa tirata col matterello, diventa persino un lavoro “le sfogline��? coloro che fanno la spoglia.
Farina e acqua strozzapreti e maltagliati, con l’aggiunta di uova, tagliatelle, tagliolini, quadrettino e paste ripiene come i cappelletti, altre con l’aggiunta di parmigiano per i passatelli, con patate per gnocchi.
Farina
Passatelli uovo parmigiano e pane grattato il tutto amalgamato e attraverso un ferro si formano vermicelli dorati una minestra sostanziosa e gustosa. Rappresentano il più classico dei piatti della domenica,vengono proposti non solo col brodo di carne o gallina, ma anche di pesce diventandone una vera prelibatezza.
Gnocchi di patate vengono ottenuti unendo le patate lessate e schiacciate con la farina, l’impasto deve essere morbido ed elastico si forgiano dei bastoncini tagliati poi in tocchetti di 2-3 cm,, gettati in acqua bollente salata affiorano dopo pochi minuti e si condiscono con sugo di salciccia.

Negli Hotel, nei ristoranti, negli agriturismi della riviera adriatica questi piatti vengono proposti nel menù, che è a scelta e ricco. Il turista si ritrova a scegliere fra ricette tipicamente romagnole, che si sposano con un buon bicchiere di vino “Il Sangiovese��?!
La gastronomia popolare di questa parte di Romagna è da sempre segnata dalle ritualità (cicli stagionali, “vigilie��?, feste agricole, carnevali, quaresime), con i relativi piatti, ricette o ingredienti da cui non si poteva prescindere. Ecco perché feste e sagre, imperniate soprattutto sui contenuti gastronomici, dettati dalla stagionalità e quindi dalla freschezza dei prodotti, sono ancora così vive e attuali in queste contrade.
 Bellaria Igea Marina ………si ssono sviluppate lungo la costa, ma alle spalle hanno pianura ricca di vigneti che si estendono fin sulle colline donando al vino l’amore del mare e della collina!!!!

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Bevendo Sangiovese

Febbraio 8, 2007

VignetiVisitare la Romagna, venire a Rimini e scoprire i dintorni: è un variegato viaggio tra cibo e bevande, sapori e profumi, piaceri e colori, cultura e storia.
Non c’è nulla di più bello vivere intensamente e profondamente i luoghi che scegliamo per un soggiorno lungo o corto che sia; lo scoprire le leggende, i proverbi, i detti, i costumi, la storia rende la vacanza un viaggio di crescita.
Bevendo un buon bicchiere di Sangiovese si scopre l’identità del territorio, che si esprime attraverso il vino, Rimini Rimini (Rémin in romagnolo) è un comune di oltre 136mila abitanti, capoluogo dell’omonima provincia romagnola, istituita nel 1992, distaccandone il territorio dall’allora provincia di Forlì, che in tutti modi ostacolava la crescita di Rimini a Provincia togliendole in continuazioni territori che diventavano Comuni indipendenti. Nonostante l’istituzione di alcuni anni prima, solo nell’aprile del 1995 fu resa effettivamente operativa con l’attivazione della prefettura.
Assieme a Cattolica, Riccione è una meta molto importante del turismo balneare italiano e, più in generale, europeo (in modo particolare grazie ai turisti di provenienza tedesca).
Rimini ha un clima temperato grazie all’influenza del mare e quindi non si verificano quasi mai eccessivi sbalzi di temperatura. L’estate è calda ma spesso tira vento o brezza e ciò rende il caldo più sopportabile. Le mezze stagioni sono piovose e molto miti. L’inverno è umido ed il freddo è dato soprattutto dal gelido vento di Bora che soffia sulla città nei mesi invernali. Temp media in Gennaio: 7°C max / 1°C min Temp media in Luglio: 28° max / 18°C min
La storia di Rimini ha avuto inizio dalla spiaggia. Dal paleolitico, l’uomo primitivo ha abitato la zona tra la costa e il colle di Covignano. Dalla preistoria, la strada della civilizzazione ha portato Rimini fino a diventare una delle città più importanti dell’Impero Romano
Nel 268 a.C.., alla foce del fiume Ariminus (oggi Marecchia), in una zona già abitata in precendenza dagli Etruschi, dagli Umbri, dai Greci, dai Sanniti e dai Galli, i Romani fondarono la colonia di Ariminum. La posizione geografica ne fece un bastione contro l’avanzata dei Galli, e un avamposto per le conquiste verso la Pianura Padana. Rimini era un’importante rotta di comunicazione tra il Nord e il Centro Italia. Vi transitavano, anzi vi partivano, ben tre delle più importanti vie Romane:
la Via Emilia (187 a.C), che partiva da Ariminum e arrivava a Placentia (l’odierna Piacenza)
la Via Flaminia (220 a. C..), che partiva da Roma, la capitale dell’Impero, e arrivava direttamente ad Ariminum
la Via Popilia-Annia (132 a.C.), altro proseguimento della via Flaminia, verso Nord-Est: partiva da Ariminum passando per Rabenna, Atria (Adria), Patavium (Padova), Altinum, Aquileia, Tergeste (Trieste).
Rimini era di particolare importanza anche per il traffico di merci grazie al porto.
La città venne coinvolta anche in diverse guerre civili, ma rimase sempre fedele al popolo romano, in particolare a Mario e a Giulio Cesare, che dopo il passaggio del Rubicone, pronunciò il suo leggendario appello «Alea iacta est» (il dado è tratto) alle legioni, nel Foro di Rimini.Rimini, che attirò l’attenzione di molti imperatori, soprattutto Augusto e Adriano, attraversò un periodo di splendore sotto Roma, vi si costruirono prestigiose costruzioni, come il Ponte di Tiberio (ancora oggi utilizzato dalle automobili), l’Arco di Augusto, e l’anfiteatro.Nel 359, a seguito della crisi dell’Impero Romano causata da invasioni e guerre interne, la nascente comunità Cristiana tenne un importante Concilio a Rimini.
La città divenne un Comune nel corso del XIV secolo, e a seguito dei crescenti ordini religiosi, vennero edificati numerosi conventi e chiese. Conseguentemente arrivarono in città anche illustri artisti per progettare e decorare questi edifici. Il grande pittore Giotto fu l’ispiratore della scuola pittorica riminese del quattordicesimo secolo.
Dal 1295 divenne una signoria con Malatesta da Verucchio, patriarca della famiglia Malatesta.
Dal punto di vista letterario, si può rammentare che il forlivese Jacopo Allegretti fondò a Rimini, nel XIV secolo, quella che molti considerano la Prima Accademia letteraria d’Italia.
Uno dei monumenti più celebri della città romagnola è il Tempio Malatestiano, progettato da Leon Battista Alberti intorno al 1450 per volere di Sigismondo Pandolfo Malatesta e mai completato.
Intorno a Rimini la coampagna è arricchita da distese di ulivi e vigneti.
I vini prodotti nella zona di Covignano-Coriano sentono decisamente l’influenza del mare e hanno un carattere più mediterraneo e solare. Generalmente sono pronti abbastanza presto ed esprimono eleganza e grande maturità di frutto.
Le Uve di Sangiovese qui maturano con circa 10 giorni di anticipo rispetto alle zone più a nord ed è da queste colline, precisamente dai dintorni di Verucchio che arriva il delicatissimo Sangiovese ad acino elittico caratterizzato da una buccia sottile, da un fruttato evidente e da tannini leggeri e soffici, con gradazione dagli 11,5°C ai 12°C di sapore armonico che si sposa idealmente con paste asciutte, arrosti e brodetti di pesce. Con la vinaccia dell’uva del Sangiovese si ricava distillando “un’Acquavite” invecchiata solo alcuni mesi, dal profumo fine e gradevole, dal sapore secco e armonico, suadente. Viene consumata a fine pasto come digestivo.
Trebbiano di Romagna è un bianco secco, asciutto e morbido, con profumo vinoso ben equilibrato, ottimo con antipasti e pesce.
Pagadebit Frizzante è un vino da tavola ottenunuto prevalentemente da uve di collina di Bombino reinnestato e altri vecchi ceppi si accompagna a piatti leggeri ma ideale anche per antipasti e piatti di pesce proprio per il suo profumo fruttato.
Infine Albana di Romagna ricavato da uve mature messe ad appassire per 40-50 giorni in ambiente ventilato, dopo la fermentazione per almeno 12 mesi , l’affinamento è completato in bottiglia. E’ un vino da meditazione ideale con formaggi piccanti, miele e piccola pasticceria secca e croccante sulla riviera adriatica si sposa con la “ciambella”.
Alla fine di questa lunga chiacchierata consiglio a chiunque di prendersi un giorno di riposo dal proprio stressante lavoro, un fine settimana da godere con la famiglia o con gli amici, spero che tutte queste notizie stuzzichino, almeno un poco, il desiderio di scoprirle, di vivere un soggiorno intensamente!
I migliori hotel 3 stelle Rimini, i migliori 4 stelle Riccione aspettano ti aspettano con gioia. In tutti gli hotel della Riviera  vengono proposte offerte dell’ultimo momento, pacchetti Pasquali con all inclusive!!!!!

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La Strada dei vini e dei sapori

Dicembre 15, 2006

Per il Turista motivato e curioso, nonchè appassionato di gastronomia ed enologia, che quindi ama scoprire, conoscere, gustare “La Strada dei vini e dei Sapori” non è solo un sottile percorso segnato sulla carta geografica, ma è un vero e proprio itinerario attraverso L’Entroterra Romagnolo. Viaggiando e scoprendo il meraviglioso Entroterra fatto di colline affacciate sulla pianura con il mare sullo sfondo, fatto di tanti paesi: Gemmano, San Clemente, Verucchio, Torriana, Saludecio e tanti altri ancora, paesi ricchi di storia, di opere d’arte e di tradizioni Romagnole rimaste intatte anche col passare del tempo. Tradizioni per una buona cucina, genuina, casareccia, fatta di prodotti naturali. Pellegrino Artusi autore del libro gastronomico più conosciuto nel mondo “La Scienza in cucina e L’Arte del mangiar bene” diceva che la “Romagna è una di quelle terre dove la storia delle tradizioni popolari combacia straordinariamente con la storia del folclore culinario”
La gastronomia popolare è dettata dalle stagioni, le regine dalla gastronomia sono le “Minestre” termine col quale in Romagna si definiscono anche quelle asciutte. Minestre di sfoglia fatta con farina di grano e uova fresche tirate col mattarello dalla “arzdora” di casa: qui giganteggiano “I Cappelletti”, ripieni di ricotta, uova, carne mista, parmiggiano e noce mosacata,; I Passatelli, impasto di uova , formaggio e pangrattato; gli Strozzapreti impasto originale della Piadina, i Tortelli ripieni, le Tagliatelle, avvolte dai saporosi e ricchi sughi della cucina dell’Entroterra.
I Romani e prima di loro gli Etruschi già ben conoscevano e valorizzavano il vino di questa Terra Romagnola: Plinio ad esempio cita il Sangiovese come vino di qualità del tempo: Leonardo da Vinci molti secoli dopo, resta così impressionato dalla cura con cui i coltivatori romagnoli appendono grappoli d’uva per l’inverno , da dedicare all’usanza un disegno.
Il vino, il cui consumo nella tradizione rurale romagnola era sempre amministrato dal patriarca della famiglia: oltre a saceglierne la qualità, vigilava sulla sua conservazione.
Oggi i 5 tipici vini romagnoli: Albana, Sangiovese, Trebbiano, Pagadebit, Cagnina, sono in grande ascesa qualitativa, i vitigni tutti selezionati per una produzione Doc!!!!!!

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L’antico nella cucina odierna

Ottobre 28, 2006

Ora a Rimini, dato che il pubblico ha accettato l’iniziativa di seguire nel tempo odierno una cucina del passato, ci sono molti Ristoranti che propongono questi menù.
Variazioni dunque sul teme delle carni:
Gustatio (antipasto): tortino di patate formaggio con erbe fresche

Prima cena
prime portate con verdure Minestra con legumi

Altera cena
capretto al forno con bieta o altri piatti e arrosti particolari

Secundae mensae
Cassata di Optontis Flan

Naturalmente la piadina romagnola sarà sempre presente

Allora che ne dite di passare un fine settimana a Rimini? Non manca nulla e in questo momento godiamo di un piacevole Autunno, comunque gli Hotel sono tutti confortevoli!!!!

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Una ricetta per tutti

Ottobre 27, 2006

Quiche Lorraine
Ingredienti:
140g. di lardo affumicato, mezzo litro di panna fresca da cucina, mezzo bicchiere di latte, 4 uova, sale e pepe.Per la pasta brisée:200g. di farina, 100g. di burro o margarina, 1 presa di sale, 2 cucchiai di acqua.
Preparazione:
Setacciate la farina sulla spianatoia con la presina di sale e distribuitevi sopra il burro freddo tagliato a pezzetti. Lavorare i due ingredienti fino a che il burro non sarà perfettamente amalgamato con la farina, quindi aggiungete l’acqua per ammorbidire il tutto. Formate con l’impasto una specie di palla che lascerete riposare per mezz’ora circa in un luogo fresco, avvolta in un panno. Al termine, stendete la pasta con il matterello e disponetela su una teglia da forno imburrata. Praticate dei buchetti con la forchetta nella pasta, copritela con carta da forno e cospargete il fondo della teglia di fagioli secchi. Mettete nel forno a 200° e lasciate cuocere per venti minuti circa. Toglietela dal forno, eliminate i fagioli e guarnite il fondo con il lardo tagliato a fettine sottilissime e completate versandovi sopra le uova che avrete sbattuto con il latte come per fare una omelette, la panna, il sale e il pepe.Infornate a 170° per circa 45 minuti finché la superficie sarà ben dorata. Questa preparazione può essere variata, facendo la quiche con un ripieno di verdure di stagione a cui vanno sempre aggiunte le uova e la panna.-

Nei nostri Hotel viene utilizzata per i nostri famosi buffet assortiti ricchi e gustosi. Nella cucina romagnola si ricerca la cura per deliziare ogni palato anche quello più sofisticato!!! Buona Appettito!!!!!

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Autunno: Vini e Sapori

Ottobre 22, 2006

L’Estate si sta allontanando sempre più lasciando il posto ad un Autunno ricco di colori gialli, rossastri, marroni, ricco di sagre e feste popolari che stimolano la “Gens” a ritrovarsi, a banchettarte fra amici e parenti gustando con un buon bicchiere di vino quei piatti poveri sì,
ma ricchi di sapori. Dalla Valconca alla al Valmarecchia la specialità Romagnola è senza dubbio la Piadina con formaggi di Fossa e Formaggi morbidi, con Affettati, con saporite erbe di campo “I Cassoni”. Non sono da meno le ricchezze del mare : I “Lumachini” di mare, le cannocchie, le triglie, la “PUVRAZA”, eh si la vongola chiamata dal popolo la “poveraccia” perchè permetteva di riempire con tanto pane intucciato nel sughetto tante pance.
Le grigliate di pesce o di carne sono qualcosa di veramente unico: pranzi Luculluniani!!!!!!
La cucina Romagnola-Riminese è dunque una cucina povera che sa sfruttare tutti i prodotti del Territorio, ma è travolgente perchè mentre mangi un piatto di “capeletti” o “tagliatelle” ti fai trascinare da quesi gusti così sanguigni, che il banchettare diventa allegro, chiassoso e in buona compagnia si fa notte!
RICETTA: PASSATELLI IN BRODO DI PAGANELLI (pesce)
per 4 persone: 2 uova, 100 g di pane grattugiato e 100 g parmiggiano
scorza di limone grattugiata, noce moscata, impastare con le mani finchè l’impasto è omogeneo e si stacca dalle mani facilmente, formare una palla lasciare riposare in frigorifero coperta.
Brodo: sedano carota cipolla paganelli sale, far bollire 20 minuti, filtrare poi il brodo passare i passatelli nel ferro che si usa per il purè. Un attimo quando risalgono sono cotti, servirli spruzzando vino bianco e prezzemolo.
BUONA APPETTITO!!!!!!!da Rimini…..

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