Gennaio 19, 2008
Molto è stato scritto sia da storici, da cronisti, da romanzieri che da poeti sulla vita e le gesta di Sigismondo.
I pareri sono tutti contrari, come del resto avviene per ogni grande uomo di stato, salvo per alcune eccezzione ove il parere è concorde; Sigismondo Malatesta può essere stato un grande capitano, o un crudele, volgare assassino, un mecenate che comunque viene assolto, giustificato dalla politica e dall’economia di quel tempo.
Comunque sia, se tu sei un turista in cerca non solo di “sole e mare”, ma di storia, cultura
fermati allora in questa Città Rimini, le cui origini sono etrusche, umbre, galliche, che quale colonia romana, fu una delle città più importanti dell’impero.
Per soggiornare troverai sulla Costa Adriatica:
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Questi Alberghi Rimini, hotel Viserba, Hotel Riccione offrono diversi tipi di trattamento: dalla Pensione Completa, alla mezza Pensione al solo Pernottamento con abbondante colazione (B&B).
Ora oltre a queste informazione, vi voglio parlare di Sigismondo Malatesta e di Isotta, la donna che fu il suo grande amore, che rappresentò l’amore della sua vita, la donna veramente amata.
Sigismondo, uomo audace, di acuto ingegno, ambizioso con un profondo trasporto per l’arte, s’innamorò a poco più di vent’anni, di Isotta, figlia di Atto degli Atti, nobile di Sassofeltrio, quand’ella aveva solo 15 anni. L’amore crebbe col passare del tempo e fu corrisposto.
Isotta era intelligente, colta, solamente dopo due matrimoni di Sigismondo e sette anni, nel 1456 divenne sua sposa, fu madre esemplare e sacrificò tutto per i figli avuti da lui, da Sigismondo.
La famosa sigla, le due lettere intrecciate S e I insieme con la rosa, l’elefante e le tre teste infiorano ogni parte del
Tempio Malatestiano.
“Sigismondo e Isotta” irrefrenati amanti!!!
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Aprile 11, 2007
I Malatesta una Signoria di cui tutti parlano, ma che pochi forse né conoscono la storia, le origini, a essa è legata la Provincia, l’entroterra di Rimini.
Roccaforti, castelli fortificati furono per gli anni in cui governò questa Signoria, il segno del potere acquisito e che, per dominare le colline della Romagna e Marche, cercò di mantenere con lotte, tradimenti, inganni.. Nel XV secolo i Malatesta (che è una delle Casate tra le più importanti d’Italia, insieme ai Medici, ai D’Este, ai Gonzaga, ai Borgia ed ai Montefeltro) hanno la Signoria di Rimini e durante i tre secoli di potere (tra il 1200 ed il 1500) consolidano ed allargano i loro possedimenti in Romagna, nelle Marche ed in Toscana (ed anche in Lombardia); ma è nelle terre riminesi che mantennero però il loro nucleo più potente ed agguerrito.
Le origini della Famiglia Malatesta:
Da un certo Malatesta signore nel XII sec. di Montefeltrio e di altri territori, sono le radici dei discendenti, che nel 1216 ottenevano la cittadinanza di Rimini divisi poi in due rami:
di Soligno e di Verucchio. marchigiani, espellendone i Parcitadi, loro maggiori avversari. Morti nel 1304 Giangiotto e nel 1312 Malatesta, il successore Malatestino affidò una parte dei domini al nipote Uberto Malatesta di Ghiaggiulo (Cesena) e al fratellastro Pandolfo (Pesaro, Fano e Senigallia). Con l’appoggio angioino lottò contro i Malatesta di Sogliano , ghibellini, e contro Enrico V II di Lussemburgo. Malatestino morì nel 1317, lasciando il potere al figlio Ferrandino, minorenne, e a Pandolfo. Durante la guerra tra papa Giovanni XXII e Lodovico il Bavaro, Uberto si unì agli imperiali, ma venne sconfitto da Pandolfo.Morto quest’ultimo nel 1326, Ferrandino rimasto solo al potere venne spodestato nel 1334 dai cugini da M. II e Galeotto e ridotto al solo possesso di Mondaino. I duem Cugini sostenuti dai ghibellini condussero una guerra contro i guelfi e i sostenitori di Ferrandino, che durò circa 10 anni, in seguito dopo aver patteggiato col Pontefice ottennero gran parte delle terre nel frattempo conquistate. Nel 1364 a M II successoro i figli M. Ungano e Pandolfo, i quali con lo zio Galeotto si spartirono i possessi della Romagna e della Marca Anconetana. Il figlio di Pandolfo fu il capostipite dei Malatesta di Pesaro, mentre un altro che morì nel 1372 fu il padre di Carlo Pandolfo e Galeazzo, l’ultimo dei quali ereditò l’intera Signoria che dovette poi cedere a Francesco Sforza.
I figli di Galeotto si spartirono Carlo (Rimini), Pandolfo Fano e Mondaino, Andrea M. Cesena, Roncofreddo e Frossombrone, Galeotto Belfiore ( Cervia, Sestino, Meldola, Borgo San Sepolcro, Saao Feltrio e Montefiore ) ai quali già Vicari della SSede, fu concessa da Bonifacio IX, l’investitura dei singoli domini.
Dei quattro fratelli Carlo e Pandolfo si distinsero al comando delle forze viscontee e di quelle ponteficie. Questi capitani di alto rango, ormai, seppero tessere tele con inganno, astuzia e fermezza, alla morte di Pandolfo i figli Galeotto Roberto, Sigismondo Pandolfo, e M.Novello ereditarono anche i possedimenti dello zio Carlo, morto nel 1429. Egli si impegnò in favore del pontefice durante il ”grande scisma d’Occidente” che travagliò per mezzo secolo la Chiesa. Carlo si tenne sempre fedele al pontefice legittimo (furono nominati altri 3 papi) Gregorio XII. Si rese disponibile anche ospitandolo nei mesi drammatici del conciliabolo di Pisa.
Sigismondo Pandolfo (1417-1468) dei tre fratelli fu quello che ereditò la maggior parte dei domini aviti, fu un condottiero al soldo di altri signori per ben 30 anni, attiratosi l’ira del papa e una disastrosa guerra, fu sconfitto a Senigallia nel 1463 e i suoi possedimenti si ridussero alla sola Rimini.
Trecento anni di storia segnarono e trasformarono queste terre dell’ultima parte di Romagna in una regione storica potente e temuta, riconoscibile.
La condizione dei Malatesta era quella di sudditi del papa, ”concessionari” di una piccola parte del territorio della Chiesa, con un censo annuale da pagare e patti da rispettare. Figuravano come ”vicari” del papa per tutto ciò che riguardava il potere temporale. Persino alcune frazioni di San Marino sono state sotto il dominio malatestiano
Oggi queste terre sono suddivise in 15 Comuni, che coincidono quasi totalmente con i castelli più importanti edificati tra Medioevo e Rinascimento, sono inoltre da considerarsi territorio malatestiano anche i vari comuni che si affacciano sul mare Adriatico tra i quali Cattolica.
La Signoria dei Malatesta in Valmarecchia nella provincia di Rimini comprende quattro comuni: Santarcangelo, Torriana, Verucchio, Poggio Berni e Montebello, mentre nell’alta Valmarecchia, nella provincia di Pesaro comprende altri comuni tra i quali Novafeltria, San Leo, Pennabilli e Sant’Agata Feltria
Dunque alla fine di questo ripasso storico preso dalla Enciclopedia Universale Zenit Editrice di Milano, possiamo notare che certamente Rimini non è una qualsiasi piccola Provincia affacciata sul mare, ma che gode di un rispettoso passato storico, che cavalva dalla preistoria ai giorni nostri con coraggio, maestria. E’ una città che non vuole stare seconda a nessuno ed è per questo che ogni singolo cittadino propone, inventa, cerca, offre novità.
Rimini è una città solare di cui molti ne hanno decantato la bellezza, ma pochissimi la conoscono profondamente, allora non perdere l’occasione e vieni in questa Provincia!!!!!! Amarla è facile, perchè qui trovo tutto quello che ti aspetti da una vacanza!!!!!
Una storia affascinante, che vale la pena di essere scoperta per imparare a vedre Rimini sotto una luce diversa.
Cultura - Storia vanno a pari passo!
Soggiorno culturale in ogni periodo dell’anno, vacanze intelligente propongono gli hotel di Rivabella, gli hotel rimini, Le offerte, i last minute che propongono gli hotel, le pensioni a livello familiare, con prezzi convenienti, in gli hotel qualitativi di lusso, sono con all inclusive e guide per escursioni a Gradara.
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Gennaio 15, 2007
A chi non è venuto il desiderio di trascorrere una vacanza fuori della normalità? Tutti sentiamo questo bisogno, fuori, fuori dalla vita quotidiana, fuori da tutto, come un gran desiderio di libertà, ma perchè dover cercare tutto ciò km km di distanza , quando lo si può trovare qui nella Romagna? Questa terra calda, passionale, accogliente come la sua gente, questa terra fatta di tante storie, leggende, ma con un’amore grande verso chi viene a visitarla.
Fellini di Rimini, Tonino Guerra di Santarcangelo, Pascoli di San Mauro Pascoli Casadei di Gaatteo, Raffaella Carrà di Bellaria, Renata Tebaldi di San Marino, Pantani di Cesenatico, Melandri di Ravenna, Martina Colombari di Riccione, Mussolini di Predappio e tanti tanti altri personaggi vengono da questa terra. Poeti, condottieri, scrittori qui in Romagna sono i loro Natali, come quelli dei Malatesta.
Tra Medioevo e Rinascimento la Romagna venne governata per più di 300 anni dalla Signoria dei Malatesta, una delle famiglie più importanti d’Italia. In un reticolo di combattimenti, scontri, intrighi e passioni, i Malatesta hanno caratterizzato Rimini e tutta la Romagna, diffondendolo di capolavori artistici e di simboli di potere come maestose Rocche e Fortezze. L’uomo simbolo della grande Famiglia dei Malatesta fu Sigismondo Pandolfo Malatesta, il vero Signore di Rimini colui che portò al massimo splendore la Casata. Fu condottiero e principe, divenne famoso per la sua forza e determinazione, ma anche per essere un uomo coltissimo che amò circondarsi di artisti e letterati. Nel 1468 morì e fu anche la fine del dominio malatestiano, le terre di Romagna restano segnante dalle impronte lasciati dai Malatesta, e ancora oggi sono parte viva e intensa del territorio, dal Mare alle dolci Colline.
Tra i tanti capolavori che ha lasciato alla Romagna questa famiglia e che caratterizzano la nostra terra, un riferimento particolare vogliamo dedicarlo alla Rocca Malatestiana di Cesena, che con la sua imponente mole che domina la città. È certamente una delle più grandi e meglio conservate della Romagna, situata in posizione strategica in cima al monte Sterlino nel cuore storico del vecchio abitato, offrì valida difesa contro gli assalti degli agguerriti eserciti nemici, dominando l’imboccatura della vallata e tutto il territorio circostante. L’origine della prima rocca però si fa addirittura risalire al periodo della dominazione bizantina. In essa soggiornò Federico Barbarossa che la forticò, costruendovi anche una grande torre, nella quale sembra abbia trovato rifugio, dopo la battaglia di Legnano, la moglie Beatrice. La “nuova��? Rocca Malatestiana, venne costruita a partire dal 1380, dopo la sconfitta di Cia degli Ordelaffi da parte del cardinal Albornoz e dopo i sanguinosi fatti del “sacco dei Bretoni”, che avevano quasi distrutto la città e le sue antiche fortificazioni.
I Malatesta si dedicarono con tenacia alla realizzazione della nuova rocca: dapprima Galeotto Malatesta, poi dal 1385 il figlio Andrea, dal 1416 Carlo e Pandolfo Malatesta da Rimini, e infine Domenico Malatesta Novello, che si avvalse pure delle assistenze di Brunelleschi e quindi di Matteo Nuti. La rocca ha una pianta pentagonale ed una cinta perimetrale con bastioni messi tra loro in comunicazione attraverso un corridoio continuo, che prende luce da una fitta rete di feritoie; sul lato sud era munita di un fossato con ponte levatoio; dal lato della Piazza il camminamento della “loggetta veneziana” la collegava col palazzo del Governatore. L’ampia corte interna è dominata dalle due torri: il maschio, alto e squadrato e la femmina rettangolare e più tozza. Dall’età napoleonica, tramontata la sua funzione preminentemente militare, la rocca fu utilizzata come carcere (nel maschio oggi si possono visitare le celle che hanno ospitato decine di detenuti), funzione che perdurò fino agli anni Sessanta.Solo di recente dunque è stata restaurata e restituita alla città, destinata ad attività culturali (Museo dell’agricoltura, esposizioni artistiche, spettacoli musicali, manifestazioni di cultura e folclore locale), ed essa stessa Museo. Le fa da corona il Parco della Rimembranza, uno dei polmoni verdi più suggestivi della città.
Per conoscere tutto ciò la costa Romagnola apre le sue braccia ad ogni turista, gli Hotel Cesenatico , gli Hotel di Gatteo belli spaziosi, moderni, accoglienti con aria climatizzata, parcheggi offrono soggiorni con prezzi economici, Alberghi a Gatteo propongono all inclusive, pacchetti per famiglie non solo per soggiorni corti , fine settimana ma anche lunghi.
Hotel di lusso, cucina tipicamente romagnola, piatti internazionali, divertimento assicurato e ingressi a parchi tematici, li trovi solo sulla costa Romagnola, visita abcvacanze e ascoprirai le tantissime offerte!!!!
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Gennaio 14, 2007
“Caccia delle Signorie”
Forse non tutti sono informati che nel fine settimana del 12-14 maggio è iniziato qui in Romagna un gioco “La Caccia delle Signorie” che proseguirà fino ad aprile 2007!
Questa nuova proposta turistica è stata promossa dalle Regioni Emilia-Romagna e Marche per far conoscere le bellezze dei luoghi legati alle signorie dei Malatesta e dei Montefeltro
Il gioco si divide in percorsi, cacce al tesoro che si sviluppano in un fine settimana o, come la grande caccia, in soggiorni più lunghi.
Il Ducato del Montefeltro e i Malatesta hanno segnato un periodo di storia importante per la nostra Terra, grandi nemici si sono combattuti per la supremazia, per il potere non solo inescando guerre, tradimenti, inganni, ma usando anche l’arma dell’arte, della cultura. Ora proprio grazie a questo strumento le terre che possedevano queste due grandi Signorie sono ricche di tesori che rappresentano un patrimonio culturale ed artistico di così grande livello da essere considerati uno dei più importanti d’Italia. I segni di questa cultura li troviamo tra le mura delle rocche e dei palazzi, nei musei. In questi piccoli paesi dell’Entroterra da Mondaino a Torriana, da Verruchhio a Montebello, da Saludecio a Montefiore ovunque si vadi strette vie ciottolate scendono e salgono facendoti scoprire la cittadella con i negozietti di ceramica, piccoli laboratori dell’artigianato, piccole chiese, sentieri fra i boschi, le mura con i torioni.
Se volgi lo sguardo da una parte nelle giornate limpide ti appare il mare come fosse lì a due passi, dall’altra gli Appennini.
E’ questa una terra piena di leggede, di bellezze naturali ecco perchè è nata la proposta “La caccia delle Signorie”affinchè i turisti più intraprendenti e curiosi desiderino scoprire queste tracce, questi dettagli.
Un modo nuovo di conoscere le opere più famose, più nascoste di questa terra, di arrichire la propria anima di cultura e storia, che si riallaccia spesso alle nostre radici!!!
Essere viaggiatori e turisti non vuole dire solcare i mari!!!!
Presso l’Assessorato al Turismo della Provincia di Rimini e il Sistema Turistico Locale Urbino-Montefeltro si possono avere tutte le informazioni necessarie, mentre visitando abcvacanze avrai l’occasione di trovare tantissime offerte speciali negli Hotel Cattolica, hotel Riccione. Visitando abcvacanze suddivise per località e categoria troverai gli Hotel con last minute e pacchetti, Hotel di lusso e Hotel economici, Hotel per famiglie con bambini e hotel per giovani!!!!!
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Dicembre 29, 2006
A GRADARA
durante il periodo natalizio: Mercatini, animazioni, concerti e mostre per un Natale ricco di suggestioni nella Capitale del Medioevo!
Gradara con spettacoli teatrali farà rivivere l’Amore fra Paolo e Francesca:
due personaggi realmente esistiti e non figure romantiche come Giulietta e Romeo nate dalla geniale fantasia di Shakespeare. Nel corso dei secoli poeti, musicisti, letterati, pittori e scultori si sono ispirati alla tragedia di Paolo e Francesca (da Pellico a D’Annunzio, da Zandonai a Scheffer, ecc.) ed ancor oggi la loro storia d’amore, avvolta in un alone di mistero, affascina migliaia di persone. Gli sventurati amanti furono immortalati da Dante nella Divina Commedia - nel “V canto dell’Inferno”
Francesca da Polenta era figlia di Guido Minore Signore di Ravenna e Cervia
“……siede la terra dove nata fui, sulla marina dove ‘l Po discende…..”
e lì viveva tranquilla e serena la sua fanciullezza , sperando che il padre le trovasse uno sposo gradevole e gentile.Siamo nel 1275 e Guido da Polenta decise di dare la mano di sua figlia a Giovanni Malatesta (detto Giangiotto Johannes Zoctus - Giovanni zoppo) che lo aveva aiutato a cacciare i Traversari, suoi nemici. Il capostipite, Malatesta da Verucchio detto il Mastin Vecchio o il Centenario, accettò ed il matrimonio fu combinato. Fu detto a Guido:
“-…voi avete male accompagnato questa vostra figliuola, ella è bella e di grande anima, ella non starà contenta di Giangiotto…
Messer Guido insistette: - Se essa lo vede soltanto quando tutto è compiuto, non può far altro che accettare la situazione”.
Per evitare il possibile rifiuto da parte della giovane Francesca i potenti signori di Rimini e Ravenna tramarono l’inganno.Mandarono a Ravenna Paolo il Bello “piacevole uomo e costumato molto”, fratello di Giangiotto. Francesca l’aveva visto “…fu una damigella di là entro, dimostrato da un pertugio d’una finestra a madonna Francesca, dicendole - madonna, quegli è colui che dee esser vostro marito - e così si credea la buona femmina, di che madonna Francesca incontamente in lui pose l’anima e l’amor suo…” Francesca accettò con gioia ed il giorno delle nozze, senza dubbio alcuno, pronunciò felice il suo “sì” senza sapere che Paolo la sposava “artificiosamente” per procura ossia a nome e per conto del fratello Giangiotto. “…non s’avvide prima dell’inganno, che essa vide la mattina seguente al dì delle nozze levare da lato a sè Giangiotto…”Pensate alla sua disperazione!Ma ben presto si rassegnò, ebbe una figlia che chiamò Concordia, come la suocera, e cercava di allietare come poteva le sue tristi giornate. Paolo, che aveva possedimenti nei pressi di Gradara, sovente faceva visita alla cognata e forse si rammaricava di essersi prestato all’inganno!Uno dei fratelli, Malatestino dell’Occhio, così chiamato perchè aveva un occhio solo “ma da quell’uno vedeva fin troppo bene”, spiando, s’accorse degli incontri segreti tra Paolo e Francesca.
Ed eccoci all’epilogo della nostra storia: un giorno del settembre 1289, Paolo passò per una delle sue solite visite e qualcuno (forse Malatestino “quel traditor” ) avvisò Giangiotto.Quest’ultimo che ogni mattina partiva per Pesaro ad espletare la sua carica di Podestà, che per maggior equanimità non doveva avere appresso la famiglia, per far ritorno a tarda sera, finse di partire ma rientrò da un passaggio segreto e …mentre leggevano estasiati la storia di Lancillotto e Ginevra, “come amor li strinse” si diedero un casto bacio (questo è quello che Dante fa dire a Francesca!) proprio in quell’istante Giangiotto aprì la porta e li sorprese. Accecato dalla gelosia estrasse la spada, Paolo cercò di salvarsi passando dalla botola che sitrovava vicino alla porta ma, si dice, che il vestito gli si impigliasse in un chiodo, dovette tornare indietro e, mentre Giangiotto lo stava per passare a fil di spada, Francesca gli si parò dinnanzi per salvarlo ma…Giangiotto li finì entrambi.Dante mette gli sventurati amanti all’inferno perchè macchiati di un peccato gravissimo, ma li fa vagare assieme: oltre la pena, che non abbiano anche quella della solitudine eterna. “…io venni men così com’io morisse; e caddi come corpo morto cade”.
La Terra di Romagna è piena di storia e leggende, castelli, rocche, tradizioni simpatiche e allegre, è una Terra Ospitale e la Provincia di Rimini con i suoi Hotel moderni, confortevoli sempre ristrutturati per le esigenze del Turista ha come obiettivo di offrire sempre di più le possibilità e le opportunità di scoprire queste meravigliose ricchezze, questo Entroterra fatto di colline affacciate sulla pianura, con il mare sullo sfondo.
LA QUALITA’ DELLA VACANZA E’ COME LA VIVI!!!!!
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