Maggio 18, 2007
Percorrere la strada da Santa Cristina a Rimini in giornate come quelle di oggi dove l’aria limpida trasparente, ti fa godere di una visuale che spazia fino all’orizzonte e una linea netta divide l’azzurro del cielo dal blu del mare allungandosi sia verso Sud che verso Nord, ti emoziona, ti lascia senza parole e mentre la macchina scende verso valle fra un tornante, una discesa e l’altra pensi come si può resistere lontano da questi luoghi.!!!
I miei lunghi anni all’estero Hannover, Innsbruck, Vienna, una delle più belle città d’Europa ricca di giardini, di parchi, sono sempre stati tormentati dalla nostalgia per il mio mare, per la mia città, ne sentivo un’infinita mancanza, benché la Wachau, Salzburg, Vienna non manchino né di storia, di bellezza, né di tradizioni stupende, basti pensare solo al periodo Natalizio, è come vivere in un film. Per me la mia città è sempre stato qualcosa di unico che nessun ‘altra ha potuto sostituire. Durante l’estate riuscivo a racimolare premi, per essere stata sempre presente, o ricercata dai gruppi di stranieri che desideravano “la piccola italiana come interprete anche per la lingua francese. Premi che mi permettevano di ritornare per un mese a casa mia. I miei genitori gestivano dal ’50 una pensioncina a livello familiare, quella volta si diceva così, sempre piena di tedeschi, svizzeri ed austriaci, essendo la mia mamma nata nel Canton Solothurn in Switzerland (Svizzera) faceva molta pubblicità in questi paesi. Mi ricordo che mi costrinse così a imparare a parlare il tedesco, mettendo in pratica quello che studiavo a scuola. Inizialmente mi vergognavo per gli errori grammaticali, poi notando come tutti fossero gentili e comprensivi nel correggermi, nell’insegnarmi l’espressione, il modo giusto per esprimere una frase, provai piacere, e scoprii che mi piaceva conoscere, apprendere, approfondire argomenti, temi, conoscenze e che poteva solo avvenire con il diretto contatto. All’estero, a parte la nostalgia, mi trovai molto bene e mi feci tanti amici che conservo tutt’ora benché certamente non sia più una ragazzina. Mi ha sempre affascinato possedere una certa istruzione, più di ogni altra cosa al mondo, tuttavia non mi sono mai permessa di esprimere opinioni su altri, perché ognuno di noi ha qualcosa dove emergere.
Quindi espressioni un po’ esaltate “io faccio la rete spesso sono fuori luogo come il permettersi di criticare chi non è così pratico di Internet. Ogni lavoro ha dietro alle spalle tanti sacrifici, rinunce che spesso chi ti sta davanti non considera! Ma questo non perché uno è stupido, ma perché spesso ognuno di noi tende a pensare solo a sé stesso.
Barbara e Cristina sono due impiegate bravissime della CNA, come le altre loro colleghe, hanno periodi che a fatica riescono a ritagliarsi un spazio per loro stesse, perché purtroppo il lavoro ti segue ovunque anche a casa, per quanto uno lo voglia tagliare fuori, e certamente nel loro campo possono insegnare ad altri cose di cui non si capisce nulla. Sono ragazze che danno tantissimo non solo all’azienda ma anche al pubblico, perché ritrovarle tranquille, sorridenti, sempre molto alla mano è una caratteristica speciale, che mette a proprio agio le persone. Ritornando all’espressione “io faccio la rete��? mi chiedo è tanto più speciale questa persona delle altre? Non contribuiscono anche Barbara e Cristina alla crescita di piccole o medie imprese? Non contribuiscono alla crescita di persone nel mondo commerciale? Penso veramente di sì, come contribuivo io da interprete a dare nozioni di storia a chi non le conosceva.
Mai esaltarsi per ciò che si fa! Amare il proprio lavoro si, perché solo così si rende al massimo, ma mai credere di svolgere qualcosa di unico, che nessun altro sia in grado di fare.
Impara l’arte e mettila da parte! Era una massima del passato che ha aiutato molte persone a risollevarsi, La soddisfazione di creare un’attività di avviarla, di essere responsabile del proprio lavoro, di fare rinunce per vederla crescere, di decidere dei propri orari questo è ciò che deve inorgoglire, ma mai rendere arrogante, perché la vita riserva molte sorprese e le scale si salgono e si scendono!!!
Nella Riviera Adriatica tutti hanno cominciato dal nulla, hanno trasformato le loro case in bellissimi hotel confortevoli adeguati per vacanze di lusso, per soggiorni economici, per famiglie con bambini, per giovani che desiderano divertirsi.
Rimini gode di 9 frazioni: a Nord Torre Pedrera, Viserba, Rivabella San Giuliano mare vicine alla Stazione Ferroviaria, all’uscita dell’Autostrada A14, vicino alla Fiera di Rimini, al Parco Tematico Italia in Miniatura , ai Borghi dell’entroterra: Santarcangelo, Svignano, Poggio Berni, Verucchio,
A Sud dell’uscita dall’Autostrada A14 Marina Centro di Rimini, Bellariva, Marebello, Rivazzurra e Miramare, vicino all’aeroporto Federico Fellini, alla Superstrada per San Marino, al Parco Tematico Fiabilandia alle Terme di Rimini. Sono Frazioni sviluppatisi lungo la promenade, i cui alberghi sono dotati dei comfort più moderni: Palestre, piscine, aria condizionata, parcheggi custoditi hotel 3 stelle Rivazzurra hotel 2 stelle rimini, hotel 2 stelle San Giuliano a mare hotel Toledo.
Si pensa sempre che queste frazioni non facciano parte di Rimini, ma sono Rimini che si è allargata sviluppata e ognuno di esse offre al cliente che le sceglie divertimenti, passeggiate ricche di negozi bellissimi, discoteche, organizzazione e tanto tanto di più.
Scegliere una di queste frazioni non vuole dire fare una vacanza in solitudine, tutt’altro perché qui tutti collaborano per far trascorrere al cliente una vacanza da sogno!!!!!
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Maggio 16, 2007
“Il sentimento di Appartenenza” nei delfini è forte!! E fra NOI?Sono nata nel centro storico di Rimini, a pochi passi dall’Arco D’Augusto e da Piazza Tre Martiri, ma con marito, parenti, amici nati nel Borgo San Giuliano, “e Borg adla de pont Tiberius”, quindi tanti i racconti, gli anetodi di vita, le esperienze vissute nel corso degli anni da questi personaggi.
Molti riguardano il mare, essendo stato il Borgo abitato per lo più da pescatori, uomini costretti spesso per lunghi mesi ad imbarcarsi lasciando che fossero le mogli ad occuparsi completamente dei figli, della famiglia .
Fra tanti racconti ce n’è uno che mi ha in specialmodo colpita, i cui protagonisti sono “Tonino” dirigente del Pesce Azzurro di Rimini, e i “delfini”. Come certamente saprete il mare Adriatico è un ricco habitat di delfini, tartarughe marine, squali e perfino capodogli, il racconto si rifà appunto ad un toccante episodio marinaro accaduto tantissimi anni addietro a “Tonino”, proprietario di barche per la pesca con le reti volanti “a cocia”.
Una mattina “Tonino” preso dalla voglia di andare a fare un giro al largo anche per vedere con “l’eco-scandaglio” se c’era pesce, aveva ad un certo punto incominciato a calare le reti e non trovando nulla si era allontanato dalla costa fino a 18 miglia decidendo quindi di attivare la “volante in coppia” (cioè gettare le reti trainate contempraneamente da due barche). I risultati erano buoni così “Tonino” decise di rientrare in porto, quando in lontananza avvistò un branco di delfini, così numeroso da far paura. Questi delfini urlando come bambini accerchiarono le barche con salti altissimi fuori dall’acqua, il loro suono era sempre più simile ad un pianto ( i marinai attribuiscono a questo pesce le capacità di piangere e un forte attacamento alla famiglia tanto da farsi catturare e uccidere). A questo punto Tonino e i suoi uomini decisero di tirare completamente a bordo le reti e qui si accorsero che nella sacca c’era un delfino ormai senza vita, poichè dovete sapere che se i delfini rimangono immersi sott’acqua più di 20 minuti muoino e probabilmente il piccolo delfino allontanandosi dal suo branco era rimasto impigliato nella rete e non riuscendo ad emergere aveva chiamato in aiuto i suoi compagni. Inizialmente non sapendo Tonino e gli altri cosa fare, se lo portarono via, ma il branco dei delfini non abbandonarono le barche, anzi 30/40 di loro le affiancarono senza mai smettere di piangere, a questo punto Tonino e i suoi decisero di ributtare il delfino morto in mare e subito il branco smise di seguirli.
Oggi sono state create regole che impongono di restituire al mare vivo o morto il delfino o la tartaruga che inavvertitamente possa essere pescataMa diciamoci chiaramente c’è fra l’uomo un tale sentimento di appartenza? Come ci si può dimenticare delle proprie origini? Come non possedere quella certa umiltà che ci rende più ricchi?Tartarughe, delfini e cetacei: ecco i risultati di un convegno e di numerose osservazioni, il mare Adriatico sconosciuto e più bello!!Informazioni
Il Delfinario diRimini ospita un gruppo di delfini appartenenti alla specie TURSIOPE, composto da femmine e maschi adulti e dai loro piccoli nati in questi anni. Socievoli ed intelligentissime creature marine, i delfini sanno suscitare profonde emozioni e curiosità. Attraverso gli oblò di cui è dotata la vasca, al Delfinario di Rimini è possibile osservarli da vicino mentre nuotano agilmente, socializzano tra loro e si prendono cura dei piccoli.Puoi in questo universo acquatico vivo ed emozionante vivere emozionanti esperienze!!!Il Delfinario di Rimini è munito di una rinnovata galleria con acquari dove sono riprodotti ambienti fluviali e marini dal Mediterraneo ai mari tropicali. Scheletri naturali di delfino, testuggini marine e un’ampia esposizione di invertebrati arricchiscono la visita alla scoperta di animali talvolta poco noti ma assai diffusi nell’ecosistema marino. Balene e delfini, animali affascinanti e misteriosi. Come nuotano, come dormono, come comunicano tra loro? Alcune risposte potrai tu “papà” tu “mamma” indicarli ai tuoi bimbi nella Mostra “I Misteri dei Cetacei”.
Hotel tre stelle a hotel 2 stelle rimini, , pensioni rimini, alberghi propongono offerte,, Last Minute , pacchetti convenienti con un minimo di 2 o 3 giorni vicino al delfinario sulla promenade, direttamente sulla spiaggia. Non perdere l’occasione di vivere un’avventura con i tuoi bambini!!!!!
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Novembre 15, 2006
Quando passi qui risenti le voci delle pescivendole di Bellaria“Le Belaresi” e di tutte le altre zone oggi conosciute come Miramare, Rivazzurra Viserba, urlare, gridare a voce alta i prezzi per attirare l’attenzione dei compratori. Questa è una delle tante cose genuine che mi mancano della mia città. Ora la pescheria è stata trasportata in un mercato coperto, dove gli uomini non sono più pescatori ma commercianti, quando i barconi rientrano in porto, il pesce viene portato al mercato per essere messo all’asta. Quindi oggi chiunque può prendere una licenza ed aprire un negozio per la vendita del pesce. Una volta non era così, queste donne che stavano dietro il banco di pietra mostrando la merce che il marito pescatore aveva pescato, si alzavano all’alba per venire a Rimini in bicicletta, a piedi spingendo un biroccino e sperando che la giornata fosse una di quelle fortunate ove tutto veniva venduto.
Le fatiche di queste donne, i cui figli oggi gestiscono Hotel confortevoli, Alberghi con ogni comfort da una , due, tre o quattro Stelle erano donne energiche le”azdore” de la Romagna. Si sono fatte e hanno creato qualcosa per i loro figli tirandosi su le maniche fino al gomito e gridando a squarciagola i nomi dei pesci prelibati pescati dai loro uomini. Ognuno qui aveva un barchetto, come ognuno ora lavora in una pensione, Hotel ove i si cerca di esaudire i desideri anche del villeggiante più esigente e ove i prezzi sono così conveniente permettendo a tutti di trascorrere una vacanzaIn questa ex pescheria bellissima antica ora vengono esposti durante i periodo Natalizio prodotti artigianali, lavori di maestri in ceramica etc. Non mancate di venire all’angolo la casa del nostro Pascoli quando insegnava a Bologna!!!!
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