Archivi per la categoria ‘Osservazioni’
Un 2009 di pace e salute
Anno 2009 ci auguriamo che sia un anno fortunato, che porti salute, ma tanta pace.
La pace che sia nelle menti e nel cuore di Capi di Stato, che non pensino solo al potere, alla supremazia.
Nel 1959 fu fatto un film “L’ultima spiaggia” di S. Kramer, per allora molto fantascientifico, ma che mostrava un disastro atomico sulla Terra e come L’Uomo avesse causato la fine di sè stesso.
Mi auguro che chi ogni governante ponderi, pensi bene, che pur non essendo noi eterni, il Pianeta su cui noi viviamo deve essere protetto e salvaguardato, che ogni tipo di guerra passata abbia lasciato degli insegnamenti e che la pace nel mondo non può essere raggiunta con armi e violenza.
Perchè l’Uomo non è mai contento di ciò che ha?
Natale 2008
Con Natale alle porte la corsa ai regali è sempre più frenetica, benchè si parli di crisi, di mancate assunzioni, di licenziamenti, di chiusura di ditte, di aumenti istat e tanto altro ancora, nessuno pensa di trascorrere un “Natale” in semplicità, felici di potersi sedere tutti insieme intorno ad un desco familiare guardandosi, donandosi, parlandosi l’un l’altro con tanto amore.
Ascoltare chi soffre, essere partecipi della vita di chi ci vive intorno è sempre più lontano.
Il consumismo, la superficialità è dominante e il significato di questa festa sempre meno sentito, ho trovato una bellissima poesia di Trilussa, che calza a pennello alla nostra epoca, a noi stessi e al nostro modo di vivere :
Ve ringrazzio de core, brava gente,
pe’ sti presepi che me preparate,
ma che li fate a fa?
Si poi vi odiate, si de st’amore non gnente….
Pe’ st’amore sò nato e ce sò morto,
da secoli lo spargo dalla croce,
ma la parola mia pare ‘na voce
sperduta ner deserto, senza ascorto.
La gente fa er presepe e nun me sente;
cerca sempre de fallo più sfarzoso,
però cià er core freddo e indifferente
e nun capisce che senza l’amore
er presepe più ricco e più costoso
è cianfrusja che nun cià valore.
Trilussa è il pseudonimo di Carlo Alberto Salustri, nato a Roma nel 1871 e morto nel 1950, poeta italiano, noto per le sue composizioni in dialetto romanesco.
Dante inorridirebbe
Sempre più frequentemente si allarga in Italia la predilezione per i termini inglesi.
Perché gli italiani non sanno usare la loro lingua, ma si riempiono la bocca di termini inglesi?
Social card = al posto di carta acquisti
Spot al posto di pubblicità
Standing ovation = per identificare un pubblico che applaude alzandosi in piedi,
ma questi snobbisti sanno che l’origine della parola ovation, deriva dai romani?
Al rientro in Roma da una campagna militare, il generale vincitore, veniva accolto da una folla festante e un “ovis” (pecora ) veniva sacrificato agli Dei come segno di ringraziamento. La cerimonia era chiamata “ovatio” e il generale percorreva a piedi fra gente in piedi plaudente, la via verso Monte Albano ove veniva immolato l’ovino.
I termini inglesi usati sono ormai tantissimi, ma spesso non se ne conoscono neppure il vero significato, film, giornalisti o altro fanno si che arrivino sulla bocca dei nostri beneamati giovani, i quali spesso non sanno reggere neppure una reale conversazione in inglese.
Non importa se questa strana moda li rende ridicoli e provinciali, né se la nostra bella lingua italiana venga imbastardita,
forse hanno dimenticato come all’estero, gli americani stessi, cerchino di rubarci le nostre espressioni, spesso uniche:
da “ciao” a “mamma” “piccolino””riviera””sole”…..
Dean Martin cantava “That’s amore” con tanto di “pasta fasul- tarantella-pizza-vita bella”, ma come dimenticare la cultura della lingua italiana, per accettare di esprimersi a monosillabi, dai suono piatti, che vengono inseriti a metà o a fine frase?
Ma poi capiscono tutti? Anche i giovani stessi?
La nostra lingua Italiana non è una lingua morta, ma vitale, con suoni arrotondati, dolci e con mille espressione, è festosa, scanzonata, calda;
quindi “niente paura” parlate l’italiano senza imbastardirlo, come se fosse mancante di parole adatte per esprimere una data cosa, sentimenti o i diversi stati d’animo!
Troppa pioggia
Giornata piovosa, uggiosa, triste sarebbe più bello se nevicasse!
Avere tutto intorno una campagna bianca, alberi coperti di neve, ora poi sotto il periodo Natalizio sarebbe fantastico!
Il paesaggio con questa coltre bianca, assume un aspetto irreale, da favola, in questo momento penso proprio “alle Ceonache di Narnia”

Favole che ti rocordano il periodo della fanciullezza, il calduccio sotto le coperte creato dallo scaldino, i caldi calzettoni nei piedi fatti da mia mamma.
Le serate a mangiar castagne mentre i miei bevevano un caldo aromatico vin brullé giocando a scopone scientifico.
Le colline riminesi innevate
Lunedì 24 Novembre, è caduta la prima neve stupendamente a falde larghe coprendo i campi tutto intorno.

Un risveglio repentino al suono della voce di mio figlio “Mamma nevica”.
Per un attimo non ero più in un mattino del 2008, ma bensì indietro nel tempo quando con i miei bambini piccoli andavo giù per il campo con lo slittino. Davanti Tiziana sempre impavida e corggiosa e dietro io insieme a Marco, magrissimo e pauroso.
Ribaltamenti, scontri verso il vigneto, ruzzoloni fra la neve alta e con noi a giocare anche due pstori tedeschi mamma Mirka e figlio Furia.
Era così divertente, che niente, benchè bagnati fradici e con guance rosse alla Heidi, ci faceva smettere e rientrare in casa, neppure i richiami dei nonni, i miei cari amatissimi genitori, che dalla finestra ci osservavano.
Poi ben sveglia, ho realizzato, che i ragazzi sono grandi, i miei cani e i miei genitori non ci sono più, molte sono le cose cambite.
Una profonda nostalgia a questa ondata di ricordi, che sono sempre vivi nel mio cuore come vive sono le persone, che non ci sono più e anche gli animali che ho tanto amato.
Un buon pensiero filosofico
Ekia Kazan chiude lo straordinario film “Splendore nell’erba” con questa struggente poesia di William Wordsworth,
parole di struggente bellezza che ripete Natalie Wood allontanandosi per sempre da Warren Beatty, l’amore giovanile.

“Ma se la radiosa luce che una volta/ tanto brillava negli sguardi è tolta,
Se niente puo’ far si’ che si rinnovi all’erba il suo splendore e che riviva il fiore,
della sorte funesta non ci dorremo,
ma ancor piu’ saldi in petto godremo di quel che resta“
Struggente si, ma forte, reale che ti suggerisce di accettare la vita con le sue difficoltà e andare avanti.
Spendere bene la propria vita, facendo fruttare i doni che Dio ci ha dato!!!!
Benvenuto Sky
” Cappello a cilindro” film degli anni Trenta, anni in cui tutto il mondo si trovava in una grande depressione economica, erano gli anni in cui la gente lottava per vivere, gli italiani emigravano in cerca di lavoro, Napoli donava al mondo le più belle canzoni:
“O surdato innamorato”, “O paese d’o sole” “Regginella”;
gli Italiani cantavano col cuore “Signorinella” e
con “Mamma mia dammi cento lire che in America voglio andar; cento lire te le do, ma l’America no non no…” veniva espresso tutto il dolore, per partire e trovare un’alternativa alla fame.
Ora il desiderio di sognare era tanto e Hollywood con Fred Astair che ballava, cantava recitava faceva dimenticare per un attimo le tristezze della vita, i problemi, permettendo di ritornare più sereni il giorno dopo, al lavoro.

“Cappello a Cilindro” come tanti altri film non hanno grandi trame, ma penso che se guardiamo quelli di oggi nulla sia cambiato, ma il talento, le musiche meravigliose, gli scenari (basta guardare come in maniera inverosimile sia stata ricostruita Venezia, tuttavia era talmente bella da esserne incantati, da renderla indimenticabile), non sono di piccola importanza.
Cosa importa che sia un filmone tratto non so da quale romanzo, se poi tutto il resto è orripilante?
L’eleganza, la perfezione di Fred Astaire hanno creato il suo stile particolare nel ” tip-tap”, che nessuno mai ha eguagliato, in tutte le sue compagne di lavoro ha ricercato sempre lo stesso equilibrio. Fece coppia con la sorella, con cui partì dall’Austria, Eleonor Powel, Rita Hayworth, Cyd Charisse, Judy Garland e tante altre bravissime furorono le colleghe di film indimenticabili, ma in Ginger Rogers trovò la compagna perfetta, insieme furono semplicemente straordinari; la sincronicità dei passi, che li rendeva una sola persona, qualcosa di veramente unico.
Debuttò nel 1932 e nel 1933 accanto a Clark Gable e Joan Crawford nel film musicale “La Danza di Venere”.

Ma in questi film non bisogna dimenticare le musiche, che fino agli anni sessanta si sono ballate:Cheek to Cheek, Won’t Dance, cosa dire di Night and Day, che il nostro Frank ha cantato all’infinito con quella straordinaria calda voce?

Sabato scorso un altro bellissimo musicall ” Accadde a Brooklyn” con Katherine Grayson con Franky boy ,Ol’blue eyes, e Jmmy Durante.
Musiche di Glen Miller, Gershwin,Tommy Dorsey, Benny Goodmann, Artie Shaw e di tanti altri musicisti, le grandi famosissime orchestre ritornano con i vecchi film “c’era una volta Hollywood”.
Mamma che film!
E le scenografie?

I film di Ester Williams, le Follies di Ziegfeld ne avevano delle fantastiche, sfarzose, con numeri di danza indimenticabili!!
Sky è veramente un’ottima piattaforma televisiva, che ci permette di rivedere nei mattinè i più bei film -musicall degli anni Venti-Trenta, dove il talento era talento!!!!!
Cosa ci aspetta
Oggi nuovamente giornata nera per i mercati, miliardi di Euro in Europa bruciati e il cardiopalma non risparmia nessuno.
L‘Unicredit non è la sola banca che sta avendo dei problemi, l’elenco è lungo e ad esso si aggiungono ditte private: es. Fiat, dunque cercano dove si può di raccogliere il più possibile.
I privilegi, il benessere sono per molti indispensabili, quindi dove andare a ragranellare? A chi imporre un altro giro di vite se non ai contribuenti?
Stamane con mio gran stupore nel cambiare all’Unicredit un assegno ricevuto, mi sono sentita dire che le spese ora si pagano e sono pari a € 7,00.
Ma siamo diventati matti? Così di botto dal niente a € 7,00!
Per risparmiare devi versare e poi ritirare, così mi è stato risposto al mio disappunto!
come se questa transazione non te la facessero pagare!!!!
Rimango senza parole e mi accorgo sempre di più che siamo circondati da “ladroni”.
Altrochè
“apres mois le diluve”
qui siamo già nel diluvio e tutti se ne fregano, anaspano “loro” solo per tenere a galla se stessi e il resto che vada pure a picco!!
Ladri patentati!!
Ma in tutta questa baraonda, di cui solo il popolo ne risentirà e ne farà le conseguenze, ci saranno i soliti speculatori, che come in qualsiasi epoca alla “Onassis”, senza guardare in faccia nessuno, si butteranno a pesce al sentore di affari d’oro per loro: da aziende in vacillo, a vendite per necessità.
Ma gli Emirati Arabi si metteranni anche loro alla corsa per comprare le poche grande Industrie, che ci sono rimaste?
Tempi ancor più duri all’orizzonte?
Se si, come faranno gli italiani abituati a vestirsi firmato, a sopravvivere?
Gli eterni studenti, mantenuti da “papà” ora così incavolati pronti alla rivoluzione, da chi verranno mantenuti e dove andranno, in necessità, a lavorare?
Sono molto arrabbiata, perchè non mi piace essere una vittima di errori altrui, ammiro e condivido chi lotta per un miglioramente sociale, cambiamenti positivi e non distruttivi.
Dachshund
Il desiderio di un cane è sempre molto forte in me, vorrei riavere tanto un nuovo amico, ma sono un pò trattenuta dalla mia età e dai miei mille acciacchi.
Fin da bambina la passione per i cani, amore ereditato da mio babbo, mi ha spinto ad averne sempre uno, non mi è mai importato della razza nè della taglia, volevo solo un amico che vivesse con me.
Nel periodo viennese ho scoperto i gatti, altrettanto belli e affettuosi. Il primo, trovato in un campo sportivo, si chiamava “Mucci” una sorianina dolcissima, che scattava appena sentiva il rumore della carta staniola arrotolata per formare una pallina. In piedi su di un armadio saltava da una parte all’altra a mò di portiere, parando la pallina che le tiravamo. Era una cacciatrice e spesso si allontanava per ritornare poi con la sua preda in bocca mostrandola orgogliosa.
Ha viaggiato con me in una cestina per 10 anni Rimini Vienna ed era straordinariamente affettuosa con la mia bimba, nata in seguito. A Vienna la maggior parte delle persone, soprattutto anziane, avevano un gatto, perchè comunque molto indipendente, mentre il cane preferito dai viennesi è il Dachshund.
Il Dachshund è un bassotttino tedesco inimitabile con quelle sue gambette corte e il corpo allungato. Il Dachshund discende dal bassotto tedesco del Quattrocento usato per la caccia, mentre verso il seicento-settecento in Germania viene allevato e diventa noto col nome “Teckel”.
Questo piccolo cane da pelo corto e raso, è molto fiero e ha un’espressione bellissima, intelligente e curioso il “Teckel” si adatta facilmente a una vita molto tranquilla e domestica.
Il bacio
Il bacio è la forma più erotica, che unisce due persone, trova la sua massima esaltazione col Romanticismo e il suo spazio nell’Ottocento Vittoriano, periodo assai castigato dove era vietato baciarsi in pubblico, vietato ad una ragazza baciare per prima o ricambiare il bacio.
Si pensa che originariamente il bacio abbia origini arcaiche, in particolare nella pratica delle mamme, che passavano nel periodo dello svezzamento, ai figli piccoli bocconi, quindi per i psicologi è il retaggio della gratificazione del cibo, che si unisce all’ unisono al senso di fiducia, di protezione e di confidenza che la figura materna emana.
Il bacio è dunque una prerogativa dell’essere umano, ma non sempre viene adottato nello stesso modo, gli eschimesi si strofinano l’un con l’altra il naso e non sempre il bacio ha avuto le stesse motivazioni romantiche: nel periodo romano il bacio sulla bocca tra consanguinei era una sorta di attestazione e consacrazione del proprio lignaggio, mentre verso una donna aveva come scopo di controllare se aveva bevuto il vino riservato agli uomini.
Ben presto però la forza erotica del bacio si diffuse ovunque, basti pensare alla celeberrima poesia di Catullo dedicata alla sua amata Lesbia:
“Dammi mille baci, poi cento poi altri mille, poi ancora cento.”
Durante il Medioevo il bacio anche sulla bocca avveniva solo tra persone dello stesso rango e cominciò a cadere in disuso nel XVI secolo.
Nell’amor cortese, invece, il bacio segnava l’inizio della servitù del cavaliere verso la donna amata.
Come il cavaliere feudale riceveva l’investitura dal suo signore, così l’amante era accolto a servire la sua dama, ricevendone in cambio l’amore. Dunque il bacio costituiva un patto che, per avere validità, necessitava di testimoni .
L’aggettivo “galeotto” usato da Dante nella Divina Commedia deriva da Galehaut, siniscalco della regina Ginevra, moglie di re Artù, e testimone dell’investitura d’amore di Lancillotto del Lago e Ginevra. Il libro che Paolo e Francesca leggevano ebbe le stesse funzioni di Galehaut, infatti spinge i due amanti non all’amore, che era già nato in loro, ma alla reciproca presa di coscienza di questo sentimento.
Baci di romantica visione vengono espresse nelle opere d’arte quali il celeberrimo quadro di Hayez e la scultura di Rodin.
Mentre nel mondo della celluloide il bacio rimasto indimenticabile è quello storico tra Vivien Leigh e Clarke Gable in “Via col Vento”.
Baci che fanno sognare!!!!















