“Borg San Zvan” San Giovanni



“Borg San Zvan” San Giovanni

Gennaio 21, 2007

Non si chiamò sempre “Borgo San Giovanni“.Nella sua storia, certamente antica, il borgo, sorto immediatamente al di là del corso dell’Ausa, portò prima il nome di San Gaudenzo e successivamente quello di San Genesio.
Per valicare l’Ausa, che da quel lato delimitava la città come un fossato naturale, già i romani avevano realizzato un ponte, non tanto nobile come quello di Tiberio ma certamente adatto allo scopo.Per i fondatori di Ariminum la strada che attraversa il borgo, e che allora si tuffava direttamente nella campagna, era la via Flaminia. Superata la soglia dell’Arco d’Augusto, porta della città, e attraversato l’Ausa, muovevano i primi passi del gran viaggio in direzione di Roma.Ora il letto del fiume è diventato il bel parco che conduce fino alla marina ed il ponte un utile sottopassaggio pedonale che evita, a ciclisti e pedoni, l’attraversamento dell’attuale Via XX Settembre.Il Borgo San Giovanni esisteva certamente prima del 1469, anno in cui un incendio lo distrusse totalmente.Molto più antica è la sua chiesa, intitolata a San Giovanni Battista. Dell’edificio sacro si hanno notizie certe fin dal 1100 ed anch’essa venne riedificata più volte. Una ricostruzione risale al 1625 ed un ulteriore rimaneggiamento a circa cento anni dopo.La chiesa è uno degli esempi riminesi del barocco ed al suo interno conserva molte opere preziose. Il dipinto più importante è una tela del Cagnacci, datato 1640, che rappresenta la Vergine in gloria venerata da Sant’Andrea Corsini, dalle Sante Teresa e Maddalena de’ Pazzi. Tra i quadri anche opere di Giuseppe Soleri Brancaleoni, di Andrea Boscoli, di Cosimo Piazza.A fianco della chiesa del borgo si trova il palazzo Ghetti, l’antica fabbrica degli zolfanelli.Il borgo San Giovanni fu sempre la sede delle arti e mestieri riminesi, piccole attività artigiane e commerciali. Tuttora, passando per questa strada, si avverte quasi un senso di autosufficienza, come se questa antica appendice di Rimini si presentasse come una cittadina autonoma.Una sensazione che doveva essere pienamente giustificata ai tempi, anche recenti, in cui il borgo era diviso dalla città del torrente Ausa, un corso d’acqua dal “carattere” imprevedibile che di tanto in tanto era causa di allagamenti, ma che ora non disturba più il sonno degli artigiani e dei commercianti che, come una volta, dalle vetrine del borgo continuano ad offrire ai riminesi il frutto dell’operosità di questa terra.”
Parlando di fiumi dobbiamo ricordare che a quei tempi a tutti i corsi d’acqua era data una notevole importanza soprattutto per un’esigenza vitale, l’acqua, elemento indispensabile per la vita di una città. Sono nominati spesso da tutti gli storici sia l’Arimino, la Marecchia, detta anche Maricula, così come l’Aprusa, (con questo nome è citata fin dal 1059 in un documento del Vescovo di Rimini Uberto, l’attuale Ausa, chiamata anche, Apusa, Apisa, Avusa ed Apsa).Dei due fiumi sono ricordate le notevoli piene ed i molti straripamenti che tante volte, nei secoli, allagarono la città. (i più gravi negli anni 1396, 1524, 1586, 1614, 1700, 1727, 1763, 1765).
Come negli altri Borghi San Giuliano e Sant’Andrea, anche qui è stato creato un Comitato Esercenti che pensò nel 1998 di abbinare alla celebrazione religiosa molto sentita, della Solennità della B.V. del Carmine una festa popolare. Una festa che rappresentasse per così dire l’altra naturale faccia dell’evento religioso e che facesse da traino spirituale un pò a tutti.
Una manifestazione dunque rivolta alle genti, e quindi pensata e realizzata con atteggiamento missionario.
Alcuni artisti del Borgo, si sono adoperati con entusiasmo, e talento, in una serie di pitture murales che ancora oggi abbelliscono i muri di alcune case nel Borgo.
La Banda Città di Rimini  alcuni complessi musicali, scuola di ballo “Arabesque”
Bancarelle e stand gastronomici, alcuni artigiani ; i pittori fanno parte di questa grande frìesta che si svolge ogni 18 Luglio.
Ingresso libero per tutti, non c’è orario, un magnifico spettacolo pirotecnico di fronte all’Arco d’Augusto conclude la serata.della serata.
Gli Hotel Bellariva propongono pacchetti all inclusive, piano famiglie, gratuità per bambini e prezzi economici. Dagli Hotel raggiungere il Borgo San Giovanni è facilissimo o a piede sempre dritto via Tripoli o col filobus N. 11.
Il Borgo Saan Giovanni è raggiungibile:
In auto: uscita autostrada A14 Rimini Sud; proseguire per il centro per circa 3 km
con l’opportunità di parcheggiare: 1) Piazza Malatesta; 2) Rocca Malatestiana; 3) Piazza Ferrari; 4) Ponte di Tiberio; 5) Arco d’Augusto; 6) Largo Gramsci
In treno: dalla stazione proseguire su viale Dante fino alla centrale Piazza Tre Martiri
In aereo: Bus n. 9, fermata Arco d’Augusto o Stazione ferroviaria
Il centro storico dista 5 minuti e il turista può visitare:
Castel Sigismondo
Sigismondo Pandolfo Malatesta fece costruire in città un castello, del quale è conservato solamente il nucleo centrale. Concepito allo stesso tempo come palazzo e come fortezza, doveva dimostrare la grandezza e la potenza del suo proprietario.Si dice che il progetto del castello fosse dello stesso Sigismondo, e proprio per questo sono state esposte delle grandi epigrafi marmoree murate nell’edificio. Il castello si presentava ai visitatori come una immensa costruzione, dalle grandi torri che emergevano dal fossato come fossero piramidi.La posizione del castello era strategica, in quanto li passava la cinta muraria della città, quindi essere facilmente controllata. Per lungo tempo il Castello è servito come Carcere giudiziario, solo dopo la costruzione di un un vero carcere, Castel Sigismondo è stato utilizzato come spazio espositivo ed è sede di importanti
mostre a livelli internazionale.
Chiesa di Sant’Agostino
Costruita nel XIII secolo in stile gotico-romanico, fu restaurata all’interno da Ferdinando Bibiena nel 1720. al suo interno si conserva Il Giudizio Universale, un affresco opera di un pittore attivo a Rimini nel XIV secolo, identificato dalla critica con il cosiddetto “Maestro dell’Arengo��?.
Il salotto della città è la centralissima piazza Cavour, sulla quale si affacciano il Palazzo dell’Arengo, il Palazzo del Podestà (sede del governo cittadino), la Vecchia Pescheria e il Teatro Galli (costruito sul finire del XIX secolo e distrutto in parte durante il II conflitto mondiale); al centro della piazza vi è la suggestiva fontana della Pigna che dopo un imponete restauro è tornata in funzione.
senza mai dimenticare Ponte Tiberio,
Arco d’Augusto
Poco lontano dal Borgo San Giovanni, iniziato a costruire nel 27 a.C. per decreto del Senato Romano che voleva onorare Augusto per aver restaurato la via Flaminia e le più importanti strade d’Italia. Doveva sicuramente far parte dell’antica cinta muraria della città, (le mura sono due romana e più tardi medievale) oggi purtroppo scomparsa, e a chi entrava in città appariva come un grande arco trionfale.
Venire a Rimini è scegliere una vacanza intelligente!!!!!

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Borgo Sant’Andrea

Gennaio 19, 2007

Un Borgo tra le Acque: E BORG DE SANT’ANDREA  

Proseguiamo il cammino strorico alla scoperta dei Borghi di Rimini, che sono la linfa vitale i questa meravigliosa città, dove cultura, storia, ltradizione s’intrecciano fra loro e di cui ogni Riminese ne è orgoglioso.
Come è avvenuta per la riscoperta del Borgo San Giuliano, con l’istituzione della Festa settembrina biennale (ma con scadenza sempre in anni pari), anche nel Borgo Sant’Andrea si organizza una Festa a monte di Piazza Mazzini fuori della Porta Montanara con riproduzione scenografiche che hanno caratterizzato la storia di questo Borgo: Il Lavatoio, Il Foro Boario, Piazza dei Gessi, La Fornace Fabbri.
Sono riscoperte, rimpatriate di vecchi Riminesi, che desiderano rivalutare, rispolverare una borgata alla quale forse non si dava più tanta importanza, forse dimenticata.
In questo caso la storia è naturalmente concatenata alle acque dell’Ausa , del Mavone, del Mavoncello, della Fossa Patara e del Marecchia, e si lega alla storia del Borgo Sant’Andrea considerato uno dei più importanti luoghi della città di Rimini, fu infatti un punto di partenza per la viabilità diretta verso l’Entroterra Riminese, il Montefeltro, San Marino, la Toscana,in questi luoghi l’economia si è sviluppata grazie al commercio avvenuto reciprocamente.
La città di Rimini, fondata nel 268 a. C, fu posizionata proprio su un sito in cui sgorgava un grande fiume l’Ariminus, un torrente l’Aprusa [Ausa] e innumerevoli polle sorgive. Si hanno pozzi nella domus di Palazzo Diotallevi posta in via Tempio Malatestiano al suo interno infatti un pozzo di piccolo diametro, dalla forma circolare, rivestito di ciottoli di fiume, nella seconda domus, o Palazzo Massani, sito in Via IV Novembre, presentava un pozzo foderato di frammenti di colli d’anfora, che lasciavano fuoriuscire acque di falda e di superficie, mentre presso l’area dell’ex Consorzio Agrario, il pozzo che pare risalire all’epoca medievale, rivestito di laterizi in uso fino al XV sec. Canali, e condotte fin dal 1600 scavano un letto costante, cullato tra le bellezze cittadine, già dall’Adimari, quindi Rimini è una città fin dall’antichità fondata sull’acqua, su un lembo di terra stretta fra due fiumi : il Marecchia e l’Ausa, la cui vita è data dall’acqua e dall’acqua il suo sviluppo economico.
L’acqua è un elemento essenziale per la vita, così come l’aria. Perciò, fin dall’antichità, i centri abitati sono sorti presso i corsi d’acqua; oltre a garantire la risorsa idrica, questi offrivano anche vie di comunicazione e barriere difensive naturali. Un luogo felice e di grande importanza strategica, arricchito anche dalla presenza di corsi minori che, un tempo, ne attraversavano lo spazio. Tutte le acque che lambivano o penetravano la città di Rimini, passavano per il borgo ed il territorio S. Andrea. Dopo la costruzione delle mura medievali, il vecchio borgo è stato inglobato nel perimetro urbano ed il nuovo borgo è rimasto sotto il profilo edilizio per lungo tempo una entità modesta. Ma non per questo era privo d’importanza: infatti è sempre stato all’origine di tutte le strade dirette verso l’entroterra (per la valle dell’Ausa e San Marino, per Covignano, i Padulli, la valle del Marecchia); inoltre è sempre stato il luogo di transito per gli acquedotti e le fosse dei molini, destinati a soddisfare le vitali esigenze domestiche e industriali della città. Alle sue spalle, il borgo sfumava impercettibilmente nel territorio S. Andrea, racchiuso tra i due fiumi maggiori, tanto da venire chiamato “S. Andrea dell’Ausa” a Mezzogiorno e “S. Andrea del Gattolo” a Settentrione (dal nome dell’antica fortezza che ha preceduto Castel Sismondo). Essendo questa la vera natura territoriale la festa borghigiana del Borgo Sant’Andrea è dedicata “alle ACQUE��? . È un modo per riandare alle radici di questa area, offrendo a tutti i cittadini e ai visitatori l’occasione di coniugare i momenti ricreativi con una serie di spunti legati ad un passato storico lontano e recente; senza tralasciare di mettere in evidenza i temi sull’acqua.

Non c’è dunque niente di più bello venire a Rimini trascorrere anche solo fine settimana per conoscere anche il lato di questa città. Visitare, vedere, conoscere è arricchirsi di cultura e storia che fanno parte di una cultura storica che il mondo intero c’invidia.
Gli Hotel ristruttrati, che propongono last minute, pacchetti di 3 giorni, prezzi per fine settimana sono accoglienti e moderni, dotati di ogni comfort di cui il
turista sente la necessità.

Spiaggia e mare non sono la sola unica attrazzione di questa fantastica Terra Romagnola!!!!!!!

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Borgo San Giuliano

Gennaio 18, 2007

Quando si parla di Rimini, alla mente appare subito Rimini e a lei si associa il divertimento, il mare, la vacanza, le discoteche. Si sa che in estate Rimini è la Metropoli della Romagna che la sua cucina di piatti semplici, ma gustosi sono un vanto culinario, ma pochi conoscono i 4 borghi di Rimini.
San Giuliano, Sant’ Andrea, San Giovanni e Borgo Marina.
4 Borgate che rappresentano la storia di Rimini.
Cominciamo dal Borgo San Giuliano borgo aldilà del ponte Tiberio, nel periodo romano era un avamposto e quindi qui risiedevano i maniscalchi, i fabbri tutte quelle persone che seguivano la guarnigione.
Poi durante il periodo Medievale lo stato di questo Borgo non era certamente diverso né migliorato: carbonai, fiaccheresti, lavandaie, chi lasciava la campagna si fermava qui, chi era di passaggio e non trovava alloggio nella città poteva trovare alloggio nelle osterie che qui abbondavano. Il Borgo San Giuliano era un Borgo povero, ma aperto a tutti.
Negli anni ante-guerra e dopo guerra qui passava la “Mille e Miglia��? e la gioia non era solo dei Borghigiani ma di tutti i Riminesi che apettavano seduti lunga la vecchia via Emilia e Popilia , passava il Giro d’Italia con i suoi personaggi: Bartali, Coppi , Rick van Looy, Poblet, Nencini e tanti altri e con loro le macchine pubblicitarie come la Lansetina che gettavano manciate di caramelle ai bambini urlanti. L’euforia era unica in questi casi non c’era più suddivisione di Borgate! Erano tutti uniti la città e quelli fuori della città!
Il Borgo SanGiuliano oggi si è allargato, esteso, ma il vero Borgo era lungo il Marecchia, che straripando causava sempre molti danni alle case sorte lungo il fiume, infatti per proteggerle si cercò di alzare gli argini, di costruire murate e alla fine si fece un taglio al fiume deviandolo e facendolo sfociare tra Rivabella e quella che era chiamata la “Barafonda��?, La Piazetta Padella e i vicoli stretti di stile medioevale erano l’altra parte che costituiva “E Borg San Zulien��? Fino a poco tempo fa le donne alla sera si riunivono sedute fuori della porta a fare la “veglia��?, ora tutto è diverso il Borgo è abitato da molti non borghigiani e quindi le usanze, le caratteristiche si sono perse, anche se i vecchi Borghigiani rimasti cercano con la “Festa del Borg “di far rivivere questi ricordi.
E’ una manifestazione che avviene ogni due anni sempre nel mese di Settembre, sono stati fatti molti Murales che riprendono il Film “La Strada��? e “Amarcord��? di Fellini, A partire dagli anni ‘50 le osterie e le cantine si sono trasformate in trattorie e ristoranti, talora in locali raffinati, tutti di successo, senza dimenticare le tradizioni gastronomiche borghigiane delle vecchie ricette marinare.. il Borgo prende il nome dalla Chiesa di “San Giuliano Martire��? La chiesa, tra le più importanti di Rimini, subì nei secoli numerosi rifacimenti. Intorno alla metà del ‘500 la chiesa medioevale a tre navate fu ricostruita nella forma attuale.
I resti della pavimentazione del chiostro, rinvenuti negli scavi, sono visibili nel cortile a lato. La chiesa contiene opere di scuola veneta, il quattrocentesco polittico di Bittino da Faenza con le storie di San Giuliano, nella terza cappella a sinistra, e la pala di Paolo Veronese, raffigurante il martirio del Santo. La vicinanza alle strade consolari Emilia e Popilia fu determinante per la costruzione di un complesso benedettino, già nel IX secolo dedicato ai Santi Pietro e Paolo.
Essere nati nel Borgo è oggi motivo d’orgoglio, questa gente ha lavorato per distinguersi, quindi venire a Rimini e non andare a conoscere il Borgo San Giuliano è come disconoscere un pezzo di storia.
Gli hotel San Giuliano a mare sono tutti molto belli, ristrutturati e confortevoli, offrono prezzi economici e trattamento di qualità! Divertimento, verdi spazi, tranquillità, qualità di Hotel sono la migliore garanzia per una vacanza!!!!

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