Dicembre 30, 2006
E’ bello se puoi arrivare in un posto dove trovi te stesso. (Tonino Guerra
6 GENNAIO 2007 A PENNABILLI
E’ l’appuntamento finale a chiusura delle festività. Il braciere di capodanno viene lasciato in piazza e rivitalizzato ogni sera con l’apporto di nuova legna. I giovani ed i meno giovani si incontrano sin dal pomeriggio davanti al fuoco, ed incantati dallo scintillare della fiamma chiacchierano e si scaldano sorseggiano vin brulè.
Per i più giovani, invece la Befana fa la sua apparizione scherzando con i bambini e come di consueto distribuisce dolci e carbone.
Pennabilli cenni storici:
i primi insediamenti umani nel territorio di Pennabilli si hanno all’epoca etrusca e romana. Durante le scorrerie barbariche della metà del I millennio d.C., le due alture impervie su cui sorge il capoluogo (ora chiamate “Roccione” e “Rupe”), servirono da rifugio alle popolazioni stanziate nei dintorni e lungo il fiume Marecchia. tali comunità, facendo riferimento alla caratteristica conformazioen dei due colli “Penna” e “Billi” (l’uno derivante dal latino “Pinna”, vetta, punta, l’altro da “Bilia”, cima tra gli alberi), diedero origine al nome.
Secondo un’altra teoria “Billi” deriverebbe, invece, dal nome del dio etrusco del fuoco “Bel”, venerato in un tempio divenuto, in era cristiana, chiesa di San Lorenzo (martire del fuoco).Nel 1004 un discendente della famiglia Carpegna soprannominato “Malatesta”, forse perché testardo e scapestrato, cominciò la costruzione della rocca sul Roccione: era la nascita del celebre casato che, sceso da Penna prima a Verucchio e poi a Rimini, avrebbe assoggettato tutta la Romagna.
L’unione con il vicino castello di Billi avvenne solo nel 1350 con la posa della “pietra della pace” nella piazza del mercato sorta tra i due nuclei abitati. Il nuovo comune passò più volte sotto l’influenza dei Malatesta, dei Montefeltro, dei Medici e dello Stato Pontificio. Nel 1572, con il trasferimento della sede vescovile da San Leo, papa Gregorio XIII lo insignì del titolo di “Città”. Pennabilli è tuttora sede della diocesi di San Marino-Montefeltro.E’ da ricordare la venuta, il 15 giugno 1994, del XIV Dalai Lama Tenzin Gyatso che ha visitato la casa natale di padre F. Orazio Olivieri in occasione del 250° anniversario della morte del cappuccino missionario nel Tibet. Dal 1970, ogni anno nel mese di luglio, presso palazzo Olivieri si tiene la Mostra Mercato Nazionale d’Antiquariato, una delle prime e più qualificate rassegne italiane. In giugno la città, che fin dai cartelli sulle vie d’ingresso si definisce ‘Amica degli artisti di strada’, ospita un Festival busker.
Pennabilli è 45 Km da Rimini ci si arriva uscendo:
In auto dal versante adriatico (tot. 45km
A14 uscita Rimini nord: raggiungere Santarcangelo, seguire le indicazioni per San Leo, immettersi sulla Statale 258. Lasciare la Statale solo 8km circa dopo l’abitato di Novafeltria, deviando a sinistra per Pennabilli (ultimi 4km).
A14 uscita Rimini sud: seguire le indicazioni per Montefeltro e San Leo, immettersi sulla S.S. 258. Lasciare la Statale solo 8km circa dopo l’abitato di Novafeltria, deviando a sinistra per Pennabilli (ultimi 4km).
In auto dal versante tirrenico (tot. 80km)Da Arezzo raggiungere Sansepolcro e proseguire poi sulla Statale 258 in direzione Rimini, attraverso il passo di Viamaggio. Lasciare la statale in località Ponte Messa, deviando a destra in direzione Pennabilli, per gli ultimi 3km.
Alloggiare a Hotel Rimini di qualsiasi categoria approffittando delle offerte-pacchetto, delle comodità, dell’ospitalità e della buona cucina, ti permetterà in qualsiasi momento di raggiungere questi luoghi così suggestivi, pieni di storia e di bellezza!!!!
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Dicembre 27, 2006
Il paesaggio che si mostra agli occhi dei turisti è unico stupendo! Queste terre trasformate da trecento anni di storia, dell’ultima parte della Romagna, fatta di castelli, di paesi dove si viveva bene e ancora oggi la vita ha qualcosa di dolce e appassionato, fatta di campagne ma anche sorprendentemente selvatiche, di colline dove il mare e i monti sono sempre visibili, dove l’occhio corre lontano, 25 milione di anni fa erano ricoperte dal mare.
Imponenti fenomeni tettonici di sollevamento della catena appenninica causarono lo scivolamento dei materiali (argille scagliose) determinando fenomeni di ricoprimento e trascinamento di masse rocciose sulle quali si ergono Torriana e Verruchhio, questi macigni sono rotolati verso il Mare Adriatico da cui poi sarebbero riemersi, a questo si riccolega la speciale morfologia della Valle del Marecchia, la genesi della flora e della fauna, infatti “l’emigrazione��? avvenuta verso la costa nel periodo del boom economico permisero processi di recupero ed evoluzione della vegetazione e fauna: diffusione di Capriolo, Lupo, Istrice
“Le meraviglie della flora spontanea, fra sentieri e boschi della Valmarecchia nella provincia di Rimini rappresentano una fra le più belle attrattive per escursioni e per tour ciclistiche.”
Torriana Montebello , a pochi chilometri da Verucchio, fu denominata nell’antichità «Scorticata» per l’asperità dello spuntone di roccia, quasi del tutto privo di vegetazione, su cui è costruita la Rocca. Per l’incantevole vista, che si ha sulla costa, le è stato dato l’appellativo di «balcone della Romagna».
Un altro castello perfettamente conservato e visitabile, quello di Montebello, si erge a poca distanza, continuando la serie di fortificazioni che i Malatesta potenziarono durante il loro dominio. A Montebello, correva all’incirca l’Anno Domini 1375, scomparve una bambina e non se ne ritrovò il corpo.
La leggenda tramanda che ogni lustro, negli anni che terminano con le cifre 0 o 5 ……..nel giorno di solstizio si possono sentire 12 rintocchi di campane, il battere veloce di un cuoricino, risate e giochi di una bambina.
Guendalina era il nome della bimba albina nata da Ugolinuccio Malatesta, le venne dato dalla madre il soprannome di Azzurrina per nascondere la sua malattia tingendole i capelli di nero, ma la tipica chioma degli albini non trattenne a lungo la tinta che colò lasciando però ai capelli un particolare riflesso azzurrino. La leggenda dice che l’ ultima volta che venne vista dal suo accompagnatore la bimba stava giocando a palla all’interno del castello in quanto era una giornata piovigginosa, scomparve nell’intento di recuperarla, seguendo un cunicolo alla fine della scalinata, che portava nei sotterranei.
Questo è il racconto delle guardie preposte alla sorveglianza della piccola; di lei rimase il solo echeggiare delle risa felici nei sotterranei.Non vennero mai ritrovati i resti della bambina e si ritiene decisamente impossibile che possa essere uscita dai cunicoli del castello in altro modo se non risalendo quelle stesse scale.Fuori le mura, imperversava un furioso temporale che si placò con la scomparsa di Azzurrina.
nei dintorni da visitare : il Santuario della Madonna di Sajano raggiungibile soltanto a piedi, dopo aver lasciato l’automobile o l’autobus vicino al greto del fiume o a Ponte Verucchio. Il Santuario un tempo era meta di pellegrinaggi di donne in procinto di partorire, è stato recentemente restaurato e riaperto al culto. Per la sua splendida posizione e per la pacata semplicità della comunità monastica francescana che vi dimora, richiede al turista di soffermarsi per ammirare tanta bellezza!!!!
Verucchio Primo insediamento villanoviano 3000 anni fa, nel Museo Archeologico ricavato dall’antico convento di Sant’Agostino sono conservati testimonianze di quella civiltà. Intorno all’anno 1000 il nome del paese si lega a quello dei Malatesta. Verucchio starebbe allora a significare ‘Vero Occhio’ della Romagna per la sua particolare posizione strategica.
Queste terre producono un ottimo Sangiovese, un Trebbiano frizzantino da accompagnare alle prelibatezze del luogo. Non meno famoso la Cagnina vino novello trova che si sposa con il dolce tipico Romagnolo: LA CIAMBELLA!!!!!
Se la Cucina locale è fatta oltre alla sempre presente piadina con affettati, e dalle ottime tradizionali tagliatelle con ragù di carne e la grigliata di carni miste con castrato, non mancano i sapori forti del bosco con funghi e tartufi e cacciaggione, di cui la terra romagnola è ricca.
A tutto questo si aggiungono i bellissimi attrezzati agriturismi con manneggi, scuderie, Hotel moderni e confortevoli dove l’Ospitalità porta la Romagna: Rimini e i suoi dintorni in serie A!!!
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Dicembre 18, 2006
Di forte impatto, visibile dal fondovalle, con la sua imponenza di un tempo è la Rocca Malatestiana, pregevole architettura del XIV sec. Da una bolla di Papa Sisto IV si legge che la costruzione del forte è opera dei mondainesi. Tuttavia i successivi interventi, voluti dai signori di Rimini, ne fanno una tipica costruzione malatestiana. Sigismondo Pandolfo Malatesta fece erigere, durante il suo governo, ben 13 torrioni, il cassero, l’ampia cerchia muraria ed i camminamenti sotterranei (scavati nel tufo, sotto il maschio, pronti per essere utilizzati in caso di assedio come cisterne o in caso di disfatta come sicura via di fuga) scoperti, questi ultimi, nel 1987. All’interno della rocca si possono ammirare, oggi, la Madonna del Latte, bell’affresco (XV sec.) di Bernardino Dolci di Castel Durante, ed il Museo Paleontologico del tripoli mondainese. Il tripoli è una roccia sedimentaria, formatasi, nel corso di millenni, attraverso il deposito e la fossilizzazione, sul fondo del mare, di microscopici scheletri di diatomee e radiolari.
E’ per questo che noi possiamo ora trovare, incastonati sulle pareti rocciose di questo complesso, esemplari di pesci e vegetali vissuti dieci milioni di anni or sono durante il Miocene. Il giacimento di Mondaino, fra i più importanti in Italia, ha restituito ben 21 specie diverse di ittioliti, oltre a denti di squalo, ricci di mare, conchiglie ed elementi paleobotanici. Nel museo si trovano anche alcune steli di origine romana. Appena usciti dalla rocca si può ammirare l’altro capolavoro di questo piccola cittadina: la caratteristica Piazza Maggiore, con il suo porticato neoclassico, opera di Francesco Cosci, piazza che ha fatto attribuire a Mondaino il buffo soprannome di Paese della Padella (infatti la struttura dello spiazzo ricorda quella di quest’utile strumento da cucina).
L’incantevole scenografia urbana è palcoscenico ideale per una serie di feste medioevali come il Palio del Daino (seconda metà di agosto) che propone ogni anno con tema diverso tornei, convegni, mostre, sfilate tutte dedicate ai grandi momenti del passato. In pieno centro storico si trovano, inoltre, il Convento delle Clarisse, con coro e crocefissi lignei del XVII sec., e la Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, costruita, secondo antichi documenti, sulle rovine del tempio romano di Diana. Nel suo interno si possono ammirare interessanti tele di G. Picchi (XV sec.), una Deposizione del Pomarancio (XVI sec.) e tre splendidi paliotti con decorazioni a fiori e frutta del XVIII sec.
Da segnalare l’Arboreto Sperimentale della Flora Mediterranea, con museo, serra e zona ristoro, vera propria oasi verde in cui sono raccolte 2.000 specie diverse di esemplari di flora mediterranea. Mondaino è anche noto come paese della musica attraverso una serie di importanti industrie di strumenti musicali e una produzione artigianale di antica data come quella del sig. Geri, che cura la riparazione e la produzione di fisarmoniche. La musica è anche protagonista di diversi appuntamenti del programma di animazione culturale estivo.
Il patrimonio storico culturale si arricchisce anche attraverso gli apporti delle frazioni dell’odierno comune di Mondaino. Ne sono un esempio l’antica Pieve di S. Apollinare (VI sec.), posta appena fuori le mura, in località Pieggia, ed il Monastero di San Francesco (XIII sec.), situato sull’ameno colle Formosino, che ha conservato intatta la semplice, ristorante atmosfera dei luoghi francescani.
Per visitare tutte queste bellezze sia quelle naturali che create dall’uomo, per conoscere tutte le leggende di cui la nostra terra Romagnola è piena, basta venire a trovarci, alloggiare lungo la costa Adriatica negli Hotel 3 Stelle Rimini con le comodità e i Comfort degli Hotel di lusso, accolti dall’ospitalità più
calorosa.
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Dicembre 9, 2006
Una bella strada delimitata da pini e accompagnata da vigneti e olivi secolari sale da Rimini verso Verucchio “Culla dei Malatesta” e come il fiume Marecchia attraversa la larga e spaziosa vallata. Salendo verso Verucchio l’occhio domina e subisce i fascino di un panorama unico infatti a sud-est lo sguardo si tuffa a picco e il mare fa da confine all’orizzonte tanto vicino che sembra di poterlo toccare. Verucchio si erge su uno sperone roccioso alto 330 s.l.m. a baluardo sulla Valle del Marecchia e su tutta la costa da Ravenna a Gabicce, qui si sviluppò una civiltà straordinariamente raffinata: la civiltà ETRUSCO-VILLANOVIANA tremila anni fa che la scelse come luogo ideale per vivere.
Di questa civiltà sono rimasti importanti testimonianze, di grande bellezza, segno di una evoluta comunità i cui reperti di grande interesse sono conservati nel Museo Civico Archeologico situato nel trecentesco monastero degli Agostiniani: Il Museo espone straordinari oggetti in ambra, bronzo e oro, armi e pezzi unici quali tessuti in lana e il celebre trono ligneo,
Verucchio ha conservato fino ai nostri giorni il caratteristico aspetto di borgo mediovale, La Malatestianan” Rocca del Sasso” oggi interamente restaurata, espone armi dell’epoca e una straordinaria mostra su “Il Castello delle Passioni”, non da meno importante è da visitare la “Porta Passerello”, la Pieve Romanica le Mura del Fossato. Le Manifestazioni a Verucchio non mancano da ricordare “Verucchio Festival”- “Feste dei Malatesta” -”Ritrovo moto storiche” “Fiera di Santa Croce” detta fiera dei Quatorg.
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Dicembre 8, 2006
Sogliano al Rubicone
è un piccolo paese che si trova sulle prime collinedell’Appennino Romagnolo al confine con le Marche. Dai suoi 379 m. di altitudine, si ammirano i dolci colli vicini, la Repubblica di San Marino ed un lembo dell’Adriatico.
A livello storico ricordiamo che nel territorio nasce il fiume Rubicone, divenuto famoso per l’episodio che lo vide protagonista con Giulio Cesare nel 49 a. C. dal suo ritorno dalla Gallia e una volta fermatosi a Rimini “alea iacta est”.
Dal 1278 al 1640 è dominata dai Malatesta, tra le tradizioni meritano di essere ricordate la produzione artigianale delle famose “Teglie” in terracotta di Montetiffi e la fiera del bestiame del giovedì, famosa in tutta la Romagna fino agli anni ‘50, ora un normale mercato che tratta di tutto!!!
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Dicembre 6, 2006
Poggio Berni di origine antichissima ha le sue origini all’età del bronzo, a cavallo fra il fiume Uso e i Marecchia domina le due Vallate da un magnifico osservatorio naturale.Nel periodo romanico partecipò alle vicende politico-economiche della vicina Ariminum- Rimini, fu un Feudo dei MALATESTA seguendone le sorti e le vicende. Passò poi sotto il dominio dei Montefeltro e dei Della Rovere, successivamente al Granducato di Toscana fino al 1765 quando entrò a far parte del Regno Pontificio, in seguito verrà ceduto agli Albani e infine ai Marcosanti, piccoli nobili sdi Santarcangelo. Una caratteristica del territorio Bernese sono i Mulini Idraulici, il più completo ed attrezzato è quello dei Moroni, un’altra ricchezza sono i Palazzi: Marcosanti, Astolfi, Borghesi, Tosi. Poggio Berni terra fertile e ricca offre ai visitatori, che possono qui gustare una cucina casalinga di pasta fatta a mano, di grigliate di carne, di salumi accompagnati dalla Piadina col classico Sangiovese, offre un calendario ricco di eventi , di Sagre. Quella che coinvolge un pò tutti è “La Sagra del Lunedì di Pasqua”da qui in poi ogni Mese è dedicato ad un evento: Mese di Maggio serate sui viaggi.- Mese di Giugno rassegne musicali,- mese di Luglio ed Agosto spettacoli di burattini. Il divertimento non manca in un luogo dove anche la cultura ha il suo spazio!!!
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Dicembre 5, 2006
Montescudo immerso nel verde ed in posizione collinare nella Valle del Conca offre a chiunque desideri di visitarla una stupenda vista ulla Riviera Adriatica, su quella Romagnola. E’ raggiungibile da Rimini lungo la provinciale n. 41 e da Cattolica e Riccione transitando per Morciano di Romagna. Si pensa che sia di origine celtica, ma anche Etrusca di preciso non si sa . Montescudo ai tempi dell’imperatore Augusto serviva anche come stazione militare adibita al cambio dei cavalli per i corrieri che da Ariminum andavano a Roma, prima scorciatoia dunque per la via del Furlo.
Le Sagre in questa zona sono tantissime quindi gli appuntamenti per i nostri amici villegianti non mancano. Potranno dunque godere di un soggiorno alloggiando in confortevoli Hotel, che offrono pacchetti e prezzi vantaggiosi, cullati dal rumore del mare, della risacca, ma godere anche di tutte le meraviglie di questa Valconca affascinante e meravigliosa. Le vacanze diceva Alberto Sordi in un Film devono essere intelligenti, poichè al divertimento è giusto coniugare la cultura!!!
RIMINI E I SUOI DINTORNI TI POSSONO DARE TUTTO QUESTO!!
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Novembre 21, 2006
Storia e leggende: La storia narra della giovanissima figlia di Ugolinuccio Malatesta, Guendalina che scomparve misteriosamente all’età di otto anni, mentre giocava rincorrendo una palla di stracci all’interno della fortezza del castello di Montebello. Questa vicenda attira ai giorni nostri centinaia di turisti che, recandosi al castello sperano in cuor loro di divenire testimoni di qualcosa di soprannaturale. La piccola Guendalina aveva una particolarità: era albina e a quel tempo questa particolare anomalia era considerato un segno di stregoneria e quindi frutto del demonio.Le fu affibbiato il soprannome di Azzurrina in quanto la madre, per nascondere la sua malattia le tinse i capelli di nero.Ma la tipica chioma degli albini non trattenne a lungo la tinta che colò lasciando però ai capelli un particolare riflesso azzurrino.La leggenda dice che l’ ultima volta che venne vista dal suo accompagnatore la bimba stava giocando a palla all’interno del castello in quanto era una giornata piovigginosa.Guendalina, giocava con la sua palla di stracci e scomparve nell’intento di recuperarla, all’interno di un cunicolo alla fine delle scale che portavano nei sotterranei.Questo è il racconto delle guardie preposte alla sorveglianza della piccola; di lei rimase il solo echeggiare delle risa felici nei sotterranei.Non vennero mai ritrovati i resti della bambina e si ritiene decisamente impossibile che possa essere uscita dai cunicoli del castello in altro modo se non risalendo quelle stesse scale.Fuori le mura, imperversava un furioso temporale che si placò con la scomparsa di Azzurrina.Risate, giochi di bimba, 12 rintocchi di campane, il battere veloce di un cuoricino, questi i fenomeni più volte uditi e registrati che si possono sentire solo in quegli anni che finiscono con lo 0 o il 5 nel giorno di solstizio. Anche quest’anno, alla mezzanotte del 21 giugno 2000, la leggenda di Azzurrina attirerà fiumi di persone che vorranno essere testimoni di un ennesima manifestazione misteriosa.Molteplici occultisti, studiosi, laureati e anche tecnici della rai si sono recati al castello la notte del 21 giugno per registrare i fenomeni e cercare di capirne la natura.Ma una spiegazione non e’ ancora stata trovata… Le registrazioni effettuate dai tecnici Rai vengono tutt’ora fatte ascoltare durante la visita guidata al castello.
Quindi gli Hotel di Rimini sono pronti ad ospitare chiunque voglia visitare questri luoghi!!!!
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Novembre 5, 2006
Siete mai venuti allaFesta di SAN MARTINO A SANTARCANGELO dal 10 di Novembre? E’ una Festa unica che ricorda l’atto generoso ed umano che ebbe questo Santo verso un povero uomo in una giornata fredda, ecco perchè il dono divino fu di render mite le giornate “L’Estate di San Martino” avere nuovamente una breve estate per chi non aveva da coprirsi. Oggi questa Manifestazione : La Fiera di San Martino ( detta anche :” fiera di bec’”), si è trasformata in una vasta mostra di prodotti autunnali, attrezzature agricole, artigianato locale , antiquariato e spettacoli di strada con cantastorie. Santarcangelo Il BORGO medioevale è tutto stretto attorno alla sua bellissima Rocca, a cui si giunge salendo per stradine che si aprono su ampi belvederi affacciati sulla Riviera. La collina di Santarcangelo conserva il mistero delle oltre 200 grotte scavate nel tufo, suggestivi ipogei di cui ancora non è ben nota l’origine, da ricordarsi le sue conoscenze teatrali inoltre note in tutta l’Europa.
Dintorni: poco distante dal centro si trova la Pieve di San Michele, a pianta rettangolare ed abside rotonda. A Poggio Berni, in località Sant’Andrea è consigliata la visita al Mulino ad acqua Moroni.
Cucina locale: è la tipica cucina dell’entroterra romagnolo, semplice e gustosa, in cui regna sovrana la piadina che si accompagna con squacquerone e salumi. La potete gustare in ogni Agriturismo della zona circondato di verde, in ogni Hotel della costa Riminese, in ogni piccola pensione in ogni Ristorante. Ovunque andrete che sia Cesenatico col suo porto canale ideato da Leonardo da Vinci, Rimini con la sua storia ancora più antica, dove il grande Cesare pronunciò la fatitica frase “alea iacta est” cittadina ricca di ogni tipo di Hotel ove l’ospitalità e la buona cucina sono la base della nostra vita. Sia Riccione resa famosa dal Dottor Ceccarini, che vide in questo paesino sull’Adriatico un centro Turistico con Hotel di grande eleganza, confortevoli e moderni, o Cattolica sul confine, la cui Rocca quattrocentesca racconta gli sforzi compiuti per secoli dalle popolazioni adriatiche non solo per sostenere le lotte feudali, ma per difendere la costa dalla minaccia Turca. ovunque voi andrete, ripeto, potrerte godere di momenti di relax, non solo ma anche di cultura. Ogni luogo ricorda il periodo Medievale, Castelli ,Rocche tra i boschi vi faranno rituffare in un mondo antico, passato, nella leggende di Montecolombo, di Azzurrina!!! Santarcangelo un incontro Merdievale, un fine settimana in un paese baciato ancora dal Sole!!!!!
La Provincia di Rimini è uno scrigno di tesori che non sono stati ancora scoperti!!!
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Novembre 1, 2006
basta, basta con questi reality, ingrossano le tasche di questi conduttori, mettendoli su podii, come fossero dei, ma non lo sono. Sono piccole persone che imparano tante frasi fatte, posizioni per la telecamera, ma che alla fine stringi stringi c’è poco o niente. Diamo ai nostri figli l’oppurtunità di conoscere la cultura, la buona musica …..i libri, che purtroppo non vengono più letti, perchè il posto è stato preso da ben altro: eva 2000, gente, e più ne ha più ne metta, ogni giorno ne viene pubblicato uno nuovo!
L’Entroterra Romagnolo offre tante opportunità, andare alla ricerca del passato, scoprire le vecchie tradizioni, le radici della nostra gente. SANTAGATAFELTRIA e la Fiera del Tartufo, le Sagre Popolari, Gli Agriturismi immersi fra il verde, gli Hotel che ti permettono di trascorrere giorni sereni. Un’entroterra che ti rapisce in ogni stagione!
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