Archivi per la categoria ‘Entroterra Romagnolo’

postheadericon Fantasia gastronomica nella cucina romagnola

La Sagra dello stridolo,   nel centro storico di Galeata protocollo@comune.galeata.fc.it, cittadina dell’alta Valle del Bidente, resta sempre un simpatico appuntamento da non perdere.
Lo stridolo erba campestre che si raccoglie da aprile ad ottobre, è utilizzato moltissimo nella cucina romagnola per diversi piatti come minestre, secondi, contorni e insalate.
Nel giorno della sagra le vie di Galeata si animano con bancarelle e in piazza Gramsci vengono allestiti stand gastronomici.
Fra i piatti di stagione la pasta fresca con gli stridoli è certamente la più ricercata.
Le tagliatelle con gli stridoli, detti anche orecchie di lepre, sono ciuffi apicali di rovi che crescono lungo i sentieri di campagna,  si possono gustare in tutta la Romagna e solitamente nel periodo primaverili. Il nome “stridoli” deriva dal suono che si produce portando alle labbra le foglie.
 
Ingredienti per un sugo semplice, gustoso e poco costoso: 2 salsicce cotte in padella con olio e due fette di pancetta tagliata a cubetti. Appena la pancetta è dorata aggiungere 4 pomodorini maturi quindi gli stridoli, scolare le tagliatelle al dente e saltarle nella padella .

Ma ancor più conveniente è una bella frittata con gli stridoli:
mettere in una padella di larga circonferenza ben unta 8 uova sbattute con sale e pepe aggiungere gli stridoli mondati e tritati. Servire la frittata dopo averla girata e tagliata a spicchi  accompagnata da un’insalata di radicchio.

Da sempre la cucina romagnola occupa nel mondo gastronomico italiano un posto rilevante, soddisfacendo anche i palati più raffinati e difficili.
I prodotti che giungono dal mare si sposano in modo fantastico con quelli della campagna e dei boschi, rendendo le pietanze uniche e particolarmente appetitose.
Sia donne che uomini si dedicano con vera passione alla preparazione dei cibi semplici e poveri, fatta con prodotti genuini, che donano un gusto primitivo.
La fantasia gastronomica di questa terra, il piacere di mangiare insieme  è incomparabile, come incomparabile è la proverbiale ospitalità delle genti di Romagna, che ciascun turista in vacanza potrà scoprire.

postheadericon Tra i sapori di Romagna e i castelli dei Malatesta

Produttori di vino e di olio, ristoratori e artigiani e Associazioni di categoria hanno istituito “La Strada dei vini e dei sapori dei Colli di Rimini” per far conoscere ai turisti le tradizioni gastronomiche ed enologiche della terra ove regnarono i Malatesta: la Romagna.
Tanti golosi non solo italiani  ma anche provenienti dall’Austria, Germania, Svizzera percorrono questa strada per scoprire o degustare un vino o un certo tipo di formaggio.

Nel 1996, il decreto del Ministero delle Risorse Agricole, istituì la legge che imponeva la Denominazione di Origine Controllata (D.O.C.) dei vini “Colli di Rimini”.

Fra le due Valli “Conca” e “Marecchia” attraversando praticamente tutta la provincia fino ai confini del Montefeltro marchigiano.si snoda alla scoperta della genuinità e della qualità dei tipici prodotti locali, il percorso “ La Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Rimini”.

Un territorio collinare composto da terreni coltivati, da uliveti,  da vigneti, ricco di paesi  e borghi fortificati, di rocche e castelli malatestiani, Antichi Borghi medioevali: Santarcangelo, Verucchio, San Giovanni in Marignano, Montefiore, Saludecio e tanti altri ancora,  disseminati sulle colline, che circondano la Riviera di Rimini, tutti con la  stessa radice storica e culturale: La Signoria dei Malatesta, caratterizzati da una enogastronomia fatta di prodotti di qualità, legata fortemente al territorio e dalla proverbiale ospitale giovialità, che dedicano al visitatore.

Sagre, grandi Fiere  di tradizione agricola rappresentano l’occasione per riscoprire profumi e prodotti provenienti dalla alte colline, dai borghi storici delle due Vallate:

Olio d’Oliva  e Oliva a Coriano e Montegridolfo.
Vino a S. Clemente
Patate a Montescudo
Castagne a Montefiore
Miele a Torriana
Trippa e strozzapreti a Montecolombo
Carni di maiale a Verucchio

Per degustare  i tanti primi piatti: cappelletti e passatelli, fatti con uova e parmigiano  e pan grattato, ravioli all’ortica, gli gnocchi, gli strozzapreti e le tagliatelle fatte ancora secondo la solida tradizione romagnola: a mano.

Lungo la strada dei vini e sapori dei Colli di Rimini oltre ai piatti tradizionali della cucina della Signoria, si trova anche l’ottima cucina di pesce proveniente dal vicinissimo mare, fornito dalla pescatori riminesi.

postheadericon Scoprire Sogliano

Sogliano al Rubicone si adagia su morbide colline circondata dai fiumi: Uso, Rubicone e  Savio, a pochi km dai centri balneari e turistici di Rimini, Ravenna, Santarcangelo, Verucchio.
Il paese noto fin dal periodo del Medio Evo, pur adeguandosi ad una linea moderna, ha mantenuto il suo spirito  antico.
Gli amanti della natura troveranno a Sogliano al Rubicone sentieri di trekking o piste ciclabili,
Gli estimatori d’arte interessanti musei: Museo d’Arte Povera, Palazzo Ripa-Marcosanti, Il Museo del Disco d’Epoca, in quest’ultimo in via Ricci sarà possibile ammirare e ascoltare:
 
1) tutti i dischi originali dei Beatles;
2) dischi con registrazioni dal vivo di avvenimenti storici. vd. Disco N.80549: Uscita del Ten.Col. Galliano dal fronte di Makalè;
3) parte dei dischi inviati dagli Americani, inseriti nel pacco-aiuti post-bellici destinati al nostro Paese;
4) vari dischi emessi della discoteca di Stato prima e durante il Ventennio;
5) dal cilindro in cera alle più sofisticate confezioni in CD, tutte le trasformazioni apportate all’invenzione di Edison;
6) i Pictur Disc degli anni’30, tra cui quello di Picasso;
7) i dischi sagomati degli anni ’60 simili per forma a statuine;
8) alcuni dischi d’oro;

Mentre chi preferirà seguire itinerari religiosi troverà a Sogliano al Rubicone antiche bellissime chiese: Chiesa del Suffragio, Chiesa San Lorenzo, Monastero di Santa Maria della Vita….
Ma Sogliano è nota in tutta Italia per essere il paese “del Formaggio di Fossa”, simbolo e specialità gastronomica, che ha ottenuto nel 2009 la certificazione DOP.

Il formaggio di fossa viene conservato, fin dal XV secolo, per alcuni mesi, dall’estate fino a fine Novembre, nei sotterranei scavati sotto il centro storico di Sogliano al Rubicone.
Per celebrare  l’antica tradizione della sfossatura e far degustare la qualità e la bontà di questo particolare formaggio, si svolge ogni anno la “Fiera del Formaggio di Fossa”.
Un evento di grande richiamo, che si ripete in tre appuntamenti il 21 e 28 Novembre e infine il 5 Dicembre,  negli ultimi due fine settimana di Novembre.

postheadericon Sagra della Castagna 2010 a Montefiore

10, 17,24, 31 Ottobre 2010 è un appuntamento autunnale a Montefiore molto  divertente, che coinvolge per 4 week-end di fila tutta  la famiglia. La Sagra delle Castagne a Montefiore è già alle porte, è giunta alla sua 46^ edizione e  inizierà Domenica 10 Ottobre.
La Castagna, il prelibato frutto del bosco che accompagnato ad un  buon bicchiere di  Sangiovese lo si gusta sia  bollito o che arrosto.
i visitatori  potranno sbizzarrirsi nella parte espositiva della manifestazion, curiosità per, degustazioni  per gli amanti di prodotti agro-alimentari, mentre per chi è a caccia di oggetti curiosi e originali sarà allestita un selezionata esposizione di artigianato artistico.
Musica, spettacoli, punti di ristoro, un mercatino arricchiranno  Sagra.
Dalle ore 15.00 di domenica 10 ottobre, piazza della Libertà si trasformerà in sala da ballo con l’orchestra La Tradizione.
Durante la sagra della Castagna trova spazio anche l’arte: presso la Sala degli Archi della residenza municipale e presso la Chiesa dell’Ospedale, saranno allestite  rispettivamente fino al 17 ottobre e al 24 ottobre, una mostra di pittura curata da Marco Santoro e l’esposizione di opere di mosaico in legno pregiato curata da Francesco Ridolfi.
Per le famiglie con bambini è disponibile un grande spazio per giocare e divertirsi, ma sarà possibile effettuare anche passeggiate naturalistiche.
Va ricordato che Montefiore dall’alto di una collina immersa nel verde, con la sua Fortezza gigantesca dal profilo squadrato domina su Rimini e su gran parte della Riviera.
Il Touring Club italiano la insignita della Bandiera Arancione ed inserito dall’A.N.C.I. nell’associazione dei Borghi più belli d’Italia.
La qualità dei suoi locali, dove si può gustare ottime specialità romagnole, la campagna punteggiata di olivi, querce, castagni rendono Montefiore un luogo da non dimenticare.

postheadericon Re per 5 notti

Una nuova iniziativa partirà venerdì sera a Poggio Berni, dove si terrenno oltre a venerdì prossimo, il 7 Marzo, il 29 Marzo, il 18 Aprile con finale al 3 di Maggio con Ettore Bocchia, il primo cuoco italiano che ha creato la cucina molecolare. Sarà dunque una gara gastronomica fra diversi rinomatissimi Chef. Presente al primo appuntamento sarà lo Chef riminese “Gino Angelini”, presente già da due anni a Los Angeles, dove ha saputo conquistarsi il favore della clientela losangelina più “in” proponendo i sapori più nitidi della tradizione romagnola e italiana.
Al margine delle cinque cene si terrà un corso di cucina sulle “carni”, il pesce dell’Adriatico, la tavola Pasquale, i piatti della primavera e quelli dell’estate.
E’ un avvenimento questo molto interessante per chi ama la buona cucina, per chi ne vuole sapere di più per proporre nei propri ristoranti e hotel della riviera Adriatica piatti firmati.
Per gli eventi di qualsiasi stagione gli Hotel della Riviera Adriatica propongono pacchetti convenienti con sconti egratuità, last minute dell’ultimo minuto!

postheadericon Voli

Dall’alto delle loro Rocche i Malatesta dominavano le valli del Conca e del Marecchia e ai loro occhi si apriva il fantastico panorama di una terra feconda e ospitale fino ad arrivare allo stupendo mare Adriatico.

Fra i tanti divertimenti, le alternative per godersi una vacanza, non si può tralasciare il volo panoramico partendo da Torraccia., frazione di San Marino appartenente al castello di Domagnano.
Questa località si trova sulla cima di “Montelupo”. dove oggi esiste solo una piccola chiesa, mentre nel Medioevo i Longobardi costruirono una Torre di avvistamento, che troviamo tutt’ora raffigurata sullo stemma del castello di Domagnano.

Oggi L’Aeroclub di San Marino possiede un’avviosuperficie di circa 500 m. su un’altitudine di 250 -300 m.s.l.m.

Ogni turista con un volo di un quarto d’ora può ammirare lo splendido panorama su tutta la valle, sul monte Titano San Marino. Nelle giornate limpide non foscose, si può vedere chiaramente fino a Gabicce con la sottostane baia della Vallugola.
Nell’ultima fine settimana d’Agosto, a Torraccia per quattro giorni si tiena una festa con torneo di briscola, stand eno-gastronomici, musica dal vivo e la Cooperativa di Montelupo organizza uno spettacolo pirotecnico.

postheadericon Itinerari cicloturistici

Finalmente oggi si riesce a respirare dopo la burrasca della notte passata.
Sulla spiaggia si sta divinamente e certamente fare una partita a basket o a bocce è molto più rilassante.
Ma per chi in giorni come questi non volesse andare in spiaggia, gli Hotel mettono a disposizione gratuitamente biciclette per fare bellissime escursioni.
Poco lontano dalla costa con una breve e non faticosa pedalata si può arrivare a Santarcangelo, bellissimo borgo medioevale che sorge sul monte di Giove a 10 km da Rimini.
Dal punto più alto dove si trova la Torre dell’Orologio si gode una magnifica veduta fino al mare. Il Castello Malatestiano, massiccia costruzione fatta da Carlo Malatesta, è aperto al pubblico. Le stanze sono arredate con mobili antichi e una stretta scalinata a chiocciola porta su in alto ai torrioni. da qui la veduta si allarga sulla valle del Marecchia, davanti a noi Verucchio, Poggio Berni e Torriana, sul lato destro San Leo e Montespaccato.
Santarcangelo è oggi un bellissimo centro con negozi e boutique molto esclusivi, ma non ha perso la sua impronta medioevale: scalinate tortuose e pittoresche, piazzette, piccole case ripristinate con balconate in ferro battuto, viuzze lastricate di ciottoli o di pietra.

La grande piazza Garganelli con la fontana e l’Arco dedicato a Papa Clemente XIV è il punto ideale per soffermarsi e gustare un capuccino.
Poco lontano la Pro-loco, che mette a disposizione una guida per visitare le grotte Tufacee, che attraversano tutto il colle di Giove “Mons Jovis”.
Un’escursione che vale la pena di non perdere, seguire un itinerario cicloturistico è un’alternativa molto simpatica, allegra per scoprire le bellezze dei dintorni di Rimini.

postheadericon Risalendo

Tra il mare e la montagna, puoi trovare Tu “Ciclista” borghi rinascimentali, interi paesi con antiche tradizioni folkloristiche.
Qui nelle terre della Signoria dei Malatesta, di cui si possono ancora ammirare gli inespugnabili castelli medievali, passa la “Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Rimini”, qui si alternano spazi di selvaggia natura e Oasi faunistiche.
I percorsi ciclistici da percorrere in “Bike” nel nostro entroterra sono agevolati da una segnaletica precisa e sicura affinchè il “cicloturista” riceva indicazioni per raggiungere qualsiasi meta voglia visitare.
La Vallata del Conca è un buonissimo percorso, che permette di incontrare Borghi fortificati come San Giovanni in Marignano, il granaio dei Malatesta,per la fertile terra da cui è circondata.

San Giovanni Marignano si trova al centro della Valconca a pochi chilometri da Cattolica, che offre ai cicloturisti hotel 3 stelle attrezzati di quei servizi specifici e particolari adatti a questi ospiti e alla loro bicicletta: deposito, lavanderia, officina meccanica….

Il Castello non fu nè militare nè una dimora ma un vero borgo fortificato insediato sul colle di Castelvecchio ad opera del Monastero di San Vitale di Ravenna, si spostò in seguito circa nella seconda metà del 1200 al piano nelle vicinanze del torrente Ventena, dando vita ad un nuovo borgo: Castelnuovo di San Giovanni in Marignano.

La testimonianza della gran quantità di fosse granarie, che si trovano in tutto il paese, sono la testimonianza di un centro assai produttivo e di gran pregio.

Le mura e le fortificazioni risalgono al XIV e al XV secolo, l’impianto urbanistico di Castelnuovo è ancora in stile medievale: strada principale all’interno dell’abitato, sulla quale si insediò il nuovo borgo, rappresenta l’asse longitudinale del centro delimatato alle estremità da due possenti porte-torri, unici accessi dall’esterno, lungo l’impianto viario principale sorsero nel Trecento la Chiesa di San Pietro, la sede delle magistratrure locali “Domus communis” e la residenza dei Malatesta.
Da vedere inoltre il Teatro Comunale Massari, dove si svolgono i concerti e tante iniziative legate al mondo della prosa e del cinema.
Uno degli eventi di grande importanza: La notte delle streghe tra il 23 e il 24 Giugno.

Pedalando lungo il percorso si può visitare Onferno, frazione di Gemmano, paese quasi completamente distrutto dal passaggio della Linea Gotica durante la ritirata dei Tedeschi nel 1944.
La Riserva Naturale delle Grotte di Onferno è una tappa inevitabile, che propone allo spettatore un suggestivo paesaggio di cristalli, strettoie e cascate di calcare dove, secondo la leggenda, il divino Dante trasse l’ispirazione per descrivere i gironi infernali della “Divina Commedia”.

Nella Grotta vive una colonia di “Pippistrelli” composta da circa 4.00 esemplari.

Proseguendo un altro Borgo della Valconca è “Saludecio”, che in Agosto si anima di esposizioni, mostre e curiosità con l’ottocento Festival.

Gli amanti della Bike possono dunque coniugare la passione di pedalare con la scoperta di un inestimabile territorio ricco di storia, di momnumenti, di opere d’arte, di tradizione e di Folklore.
Hotel per ciclisti in Riccione, Cattolica, Misano, Rimini, Bellaria, Cesenatico sono aperti anche nei mesi primaverili e offrono sconti e pacchetti convenienti!!!

postheadericon Castello di Ribano

Direzione Savignano, verso Sogliano -Borghi al km 2,5, arroncato sulla collina si trova il Castello di Ribano, appartenente ai Spaletti-Colonna.

I castello è circondato da un parco pregevole dal punto di vista botanico e da vigneti.

Oggi è sede di una importante azienda viti-vinicola Spalletti, che produce alcuni fra i vini tipici della Romagna. I grandi vini DOC della Cantina Spalletti Colonna di Paliano seguono una tradizione vitivinicola molto antica, risale addirittura al 1500 quando i Monaci di Classe, residenti nel Castello per la villeggiatura, usavano bere il buon vino prodotto su questi terreni.

Il Castello con la rivoluzione francese passò di mano in mano, fino con alterne vicende al passaggio alla famiglia savignanese Vallicelli.
L’ultimo dei Vallicelli, lasciò erede il Conte Gioacchino Rasponi, nipote del Re di Napoli e una delle figure più illustri del patriziato liberale di Ravenna di cui fu sindaco nel 1865.
Dai Rasponi il Castello di Ribano passò con diversi matrimoni ai Conti Spalletti e all’attuale proprietario, nipote del conte Giambattista Spalletti, il Principe Giovanni Colonna di Paliano, che restaurando un’ala del castello, ha restituito al mondo una dimora d’epoca ricca di storia.

postheadericon Castello Malatestiano a Longiano

A 22 km da Rimini, a 16 km dalla Riviera Adriatica, sorge Longiano, che una antica pergamena del 1605, indica che era stato costruito nella zona un importante castello a scopo di difesa.
Cadendo Rimini in potere dei Malatesta, Longiano seguì la stessa sorte e Giovanni, Il figlio di Malatesta detto lo Zoppo, fu nel 1290 il primo dinasta di Longiano. Nel 1297 i Cesenati, uniti ai Forlivesi, Faentini e Imolesi, incendiarono il borgo di Longiano verso la Porta del Ponte, che conserva il nome di Borgo Bruciato, dopodichè i Malatesta aggiunsero nuovi bastioni ed ingrandirono la Rocca che ancora oggi si vede, la maggiore fortificazione del Castello.

Dal 1290 fino al 1463 questo castello fu dunque un possedimento dei Malatesta; dal 1463 al 1519 appartenne alla S.Sede e fu governato per mezzo dei Vicari. Nel 1503 le truppe di Cesare Borgia misero al sacco il borgo e bruciarono l’archivio Comunale perchè la comunità Longianese rifiutava fedeltà al nuovo Signore della Romagna.
Dopo quattro anni di dominio Veneziano ( a testimonianza la vasca dell’acqua nella corte del castello), Leone X il 16 settembre 1519 concesse in feudo perpetuo Longiano al Conte Guido Rangone di Modena, già Consigliere Generale del Re di Francia Francesco I°, nelle guerre contro l’Imperatore Carlo V°, che fu Signore d’armi, ma protettore anche di artisti e letterati.
Nel 1581 questi territori ritornarono in possesso della S.Sede fino a quando il generale Bonaparte, nel 1790, occupò con le armate francesi la Romagna e la terra sottomessa fino al 1814. Dopo l’unità d’Italia, negli anni 1862-63, l’interno del castello fu totalmente ristrutturato procedendo alla decorazione pittorica della Sala dell’Arengo e quelle adiacenti per opera dei pittori Giovanni Canepa e Girolamo Bellani. Sul soffitto di queste sale sono ritratti personaggi illustri della storia Longianese.