Chi era San Nicolò o San Nicola?
Ottobre 5, 2006
San Nicolò o San Nicola la cui venerazione è diffusa in tutto il mondo cristiano, nacque a Patarea provincia Romana dell’Asia odierna Turchia, è Compatrono della città di Rimini, qui l’attuale Chiesa di S. Nicolò al Porto custodisce la Sacra Reliquia di San Nicola le cui ossa sono conservate nella Basilica di Bari, dove furono portate nel lontano 1087 da un gruppo di marinai baresi che le avevano trafugate dalla Sua tomba a Myra(una piccola parte di quelle Reliquie, un braccio, si trova anocor oggi nella Chiesa Riminese a Lui dedicata San Nicolò). Oggi come allora non si spiega la presenza di un liquido oleoso nella tomba del Santo prodotto dalle Ossa, i marinai riminesi lo chiamano “l’oglie miraculos ad San Nicolò” e su ogni albero maestro ne è fissato un bocettino per chiedere la protezione del Santo in caso di tempesta.
In quel lontano tempo dove oggi si trova la Stazione Ferroviaria, si trovava il Porto proprio alla Foce del fiume Marecchia, allora il mare ricopriva tutta la zona del porto-canale di oggi, tutta la zona dove sorse poi il Borgo Marina che diede vita a quella che divenne poi Marina Centro o Rimini Mare, il mare arrivava infatti fino alla cinta muraria di allora e al Ponte Tiberio. Il Vescovo Alemanno Gulto sceso in Italia , giunto a Bari aveva trafugato il “braccio” di San Nicolo con l’intenzione di portarlo nella sua città di Emeria, ma nel viaggio di ritorno via terra passando per Rimini decise di proseguire via mare per far perdere le proprie tracce. Tuttavia una tempesta furiosa fermò la barca del Vescovo che per ben tre volte fu rigettato sul litorale fino al ponte Tiberio. Impaurito il Vescovo dewcise di lasciare questa Reliquia nella Chiesa fuori Le Mura, nel 1177 il Papa Alessandro IIi in guerra con Barbarossa passando per Rimini e sentendo della Reliquia volle provarne l’autenticità e su una colonna marmorea dopo averci acceso un fuoco pose il braccio che resto intatto. Alla Chiesa fu cambiato nome non più San Lorenzo ma bensì San Nicolò e venne arrichita da molte indulgenze soprattutto in suffragio dei defunti, fu dichiarata dai Sommi Pontefici una delle sette Chiese della città a imitazione di Roma. I marinai elessero San Nicolò loro Patrono, nel 1338 i Padri Celestini venuti a Rimini, ove rimasero fino al 1797, quando le leggi Napoleoniche li espropriarono dei loro beni e li dispersero, costruirono il loro monastero, restaurarono la Chiesa stessa che aveva una pianta a Croce Greca, conservarono la colonna marmorea con la croce ferrea poasta nel mezzo della Chiesa.
C’è una storia infinita in questa Rimini, si va fuori all’estero, si gira per l mondo cercando che cosa? ma non si valorizza il potenziale che è a disposizione. SAPERE - VISITARE -CONOSCERE
ci rendono più umani con i valori di vita più profondi.
Amo la mia città e vorrei che chiunque venisse qui non solo per il mare, per i prezzi unici che gli allbergatori propongono, ma anche per arrichirsi culturalmente, vorrei che guardando ogni ciottolo sentisse i secoli di storia che la e lo circondano!