Castel Sismondo “Exempla” la rinascita dell’antico



Castel Sismondo “Exempla” la rinascita dell’antico

Aprile 22, 2008

Dal 20 aprile  al 7 settembre 2008    il pubblico potrà ammirare a Rimini a Castel Sismondo  la mostra “Exempla”, cioè ‘modelli’.

Un’occasione unica per avvicinarsi alla bellezza che nel Duecento pittori, scultori espressero  con le loro opere.
L’arte del Duecento a sua volta si rifà ai modelli antichi, i grandi artisti come Nicola Pisano, Arnolfo di Cambio, Giovanni Pisano, o pittori romani come Pietro Cavallini, sono gli  eredi dell’antichità classica alla quale hanno attinto una particolarcastelloe sensibilità, segnata sia dalla ripresa di certi moduli formali, sia dalla “verità di vita” propria del gotico, si sono ispirati alle Opere riscoperte proprio in quei decenni poi studiate e conosciute.
La mostra “Exempla” che con questo nome propone il Meeting di Rimini in collaborazione con i Musei Vaticani, vuole documentare i molti e importanti capolavori del nostro Medio Evo le opere greche o romane, paleocristiane o addirittura, nel caso di Arnolfo di Cambio, etrusche.

L’ emblema della  rinascita dell’antico, qui testimoniata da una serie davvero straordinaria di opere (100 fra sculture, cammei, codici miniati e dipinti ), è la formella situata in origine sul Campanile di Giotto a Firenze, nella quale Andrea Pisano raffigura un vecchio scultore greco, forse Fidia, intento a scolpire una statuetta che è quanto di più “classico” si possa immaginare.
Ideata e curata da Marco Bona Castellotti e Antonio Giuliano e da un folto comitato scientifico, la rassegna si articola su una solida base di studi specifici e sul confronto diretto fra opere medievali e opere antiche, avanzando nuove proposte, soprattutto per quanto concerne la scultura di età federiciana.
 La cornice stessa della Rocca Malatestiana, che la ospita dal 20 aprile al 7 settembre, nell’allestimento dell’architetto Stefano Maderna, si presta ad accogliere materiale lapideo e ad avvicinare antichità classica e medioevo.
Il percorso inizia con una ampia campionatura di opere prodotte sotto l’egida di Federico II. E’ nel cantiere del federiciano Castel del Monte che il “ritorno all’antico” si corrobora grazie alla presenza del giovane Nicola Pisano col quale la rinascita prosegue nell’Italia centrale, a Pisa e a Siena.
Ma il classicismo di Nicola Pisano è altra cosa rispetto a quello federiciano: è un classicismo che “evoca” quasi sentimentalmente l’età antica, rifacendosi a modelli romani, e in particolare ai sarcofaghi che Nicola poteva ammirare a Pisa.
In mostra saranno presenti alcuni splendidi originali di Nicola, come la formella della fontana Maggiore di Perugia, con la Lupa e Romolo e Remo, compiuta insieme al figlio Giovanni, e una Testa virile proveniente dal Battistero di Pisa.
Giovanni Pisano aveva iniziato la sua carriera nella bottega del padre, dove aveva compiuto il tirocinio un altro straordinario scultore: Arnolfo di Cambio. Pur essendo d’ origine toscana, Arnolfo aggiorna il proprio stile in ambiente romano, pervaso di classicità.
Il classicismo di Arnolfo si riveste di una particolare sensibilità religiosa, che si incarna nella severità delle espressioni e delle forme. La vediamo nelle due stupende teste di Cristo e dell’Animula della Madonna, già su di una facciata dei Santa Maria del Fiore a Firenze.
Il nome di Arnolfo richiama il problema della cultura a Roma, e nella mostra la pittura romana tra Due e Trecento è rappresentata da alcuni meravigliosi dipinti, uno dei quali attribuito a Pietro Cavallini da Federico Zeri, cui questa rassegna è dedicata nel decimo anniversario della morte.
L’itinerario si conclude con Andrea Pisano, con il quale si oltrepassa il Duecento e si entra nell’età di Giotto.
Una straordinaria mostra ove la fusione della bellezza e dell’arte è un’unica cosa, i turisti nel corso dell’estate avranno sempre l’opportunità di avvicinarsi a questa  bellezza artistica,potranno  immergersi in quella che fu lo splendore del Duecento  e specialmente in quella grandiosa stagione di passaggio dal romanico al gotico.
Nel medioevo le opere d’arte antica erano in gran numero davanti agli occhi di ogni artista, che vi ritrovava una componente etica, insieme ai valori estetici e  proprio per i suoi valori morali l’antico, nel Duecento, è considerato presente.
Nei decenni che si dilungano all’incirca dalla metà alla fine del XIII secolo, in Italia la rinascita dell’antico si distingue per  un carattere particolare che deriva dalla fusione di elementi figurativi classici e del naturalismo che caratterizza lo stile gotico europeo.
Il gotico nasce e si diffonde in una zona dell’Europa francogermanica dove, intorno al 1220, si profila uno straordinario fenomeno di rinascita dell’antico. Proprio qui l’arte medievale è in grado di incontrare l’antico su un piano di parità. Nelle cattedrali di Reims, Naumburg e Bamberg vedono al luce alcune stupende sculture che, nel loro rifarsi a modelli antichi.
l’Italia, sulla spinta di un intenso sentire, dal quale emerge e ne è sostanza la coscienza cristiana del valore dell’individuo come conquista di libertà e dignità (M.L. Testi Cristiani).
A differenza di quanto accadrà nel Rinascimento, nel Duecento l’antico non è appannaggio del passato.
Secondo Panofsky il fattore di più profonda distinzione fra la rinascita del Duecento e il Rinascimento quattrocentesco consiste nel fatto che il primo si concepisce in stretta continuità con l’antichità, mentre nel secondo si percepisce la concezione malinconica di una lontananza, di una incolmabile separazione. Fatto sta che il culmine del classicismo medievale fu raggiunto nel quadro generale dello stile gotico.
EXEMPLA : La rinascita dell’antico nell’arte del Duecento  Italiano, da Federico II ad Andrea Pisano

La bellezza straordinaria che emana da ogni opera d’arte, è qualcosa che va vissuta, Rimini ospitale, allegra, solare invita ogni “amante del bello a non perdere una simile occasione.
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 Exempla  dal 20 aprile al 7 settembre 2008 per una vacanza di non solo mare ma anche  all’insegna della cultura!!!
Mostra orario: 9 - 19, chiuso i lunedì non festivi.
Informazioni e prenotazioni: tel. 0541.783100

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