postheadericon Natale 2008

Con Natale alle porte la corsa ai regali è sempre più frenetica, benchè si parli di crisi, di mancate assunzioni, di licenziamenti, di chiusura di ditte, di aumenti istat e tanto altro ancora, nessuno pensa di trascorrere un “Natale” in semplicità, felici di potersi sedere tutti insieme intorno ad un desco familiare guardandosi, donandosi, parlandosi l’un l’altro con tanto amore.

Ascoltare chi soffre, essere partecipi della vita di chi ci vive intorno è sempre più lontano.
Il consumismo, la superficialità è dominante e il significato di questa festa sempre meno sentito, ho trovato una bellissima poesia di Trilussa, che calza a pennello alla nostra epoca, a noi stessi e al nostro modo di vivere :

Ve ringrazzio de core, brava gente,
pe’ sti presepi che me preparate,
ma che li fate a fa?
Si poi vi odiate, si de st’amore non gnente….

Pe’ st’amore sò nato e ce sò morto,
da secoli lo spargo dalla croce,
ma la parola mia pare ‘na voce
sperduta ner deserto, senza ascorto.

La gente fa er presepe e nun me sente;
cerca sempre de fallo più sfarzoso,
però cià er core freddo e indifferente
e nun capisce che senza l’amore
er presepe più ricco e più costoso
è cianfrusja che nun cià valore.

Trilussa è il pseudonimo di Carlo Alberto Salustri, nato a Roma nel 1871 e morto nel 1950, poeta italiano, noto per le sue composizioni in dialetto romanesco.

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