Ricordo di Aldo Moro
Maggio 11, 2008
ALDO MORO: il martire politico.
Il 16 marzo 1978,
giorno della presentazione del nuovo governo Andreotti, l’auto dell’allora presidente della Democrazia cristiana Aldo Moro venne fermata in via Mario Fani a Roma.
Durante questo sanguinoso commando delle Brigate Rosse ( gruppo di rivoluzionari macchiati di diversi atti terroristici al fine di formare una Dittatura del popolo e di eliminare lo Stato Imperialista delle Multinazionali), fu rapito l’Onorevole e trucidata la scorta.
Nei 55 giorni seguenti, durante la prigionia di Moro, in seguito alle svariate richieste avanzate dalle BR, si scatenò un forte dibattito sull’agire o meno a favore della sua liberazione, (rilasciando i brigatisti processati a Torino e riconoscendo politicamente l’esistenza delle BR), che coinvolse i media e gli scenari politici di tutto il mondo.
Epilogo di questo tragico capitolo della storia politica italiana, il ritrovamento del cadavere di Aldo Moro nel bagagliaio di una Renault 4 rossa abbandonata in via Caetani, a metà strada tra via Delle botteghe oscure (sede PCI) e piazza Del Gesù (sede DC), quasi a voler chiudere questo episodio con un macabro sberleffo.
Sberleffo in quanto la vita dell’On. Moro è sempre stata orientata alla creazione di una collaborazione tra le diverse forze politiche italiane, mantenendo certo la centralità della DC nel governo del paese, al fine di risollevarlo dalla crisi che lo investì nel corso degli anni anche per la spiccata frammentazione e disaccordi tra partiti.
L’occasione per questo dialogo tra i partiti si concretizzò agli inizi degli anni ‘70 con la proposta di Berlinguer (segretario nazionale del PCI lontano dagli estremismi delle BR) del famoso “compromesso storico‿, un’ occasione per organizzare il mondo politico italiano in base agli accordi tra Comunisti, Socialisti e Cattolici al fine di proporre un governo alternato e alternativo.
Nel successivo governo Andreotti, dopo un’iniziale astensione dei partiti a questa proposta, in molti si opposero al dialogo, sia pubblicamente, sia silenziosamente.
Ed è proprio in questo contesto che si colloca il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro, fervente promotore di questo compromesso e uomo politico fiducioso nella collaborazione tra gli italiani per l’Italia.
Il 4 maggio 2007 il Parlamento italiano ha istituito per il 9 maggio il giorno della memoria di Aldo Moro e di tutte le vittime del terrorismo.
L’Italia intera si stringe attorno a questo ricordo, celebrando il trentennale con:
fiction tv ( Aldo Moro- Il Presidente con Michele Placido, in onda il 9 e l’11 maggio su canale 5 ore 21) e con varie manifestazioni in tutto il paese.
In occasione della ricorrenza di questa data, il Comune di Morciano ha richiesto l’osservanza di un minuto di silenzio in tutte le scuole nonché la lettura di una delle lettere che Aldo Moro ebbe modo di scrivere nei giorni di prigionia.
La stessa Amministrazione Comunale invece, si è incaricata di spegnere l’illuminazione artistica del Palazzo Municipale nei giorni 8 e 9 maggio e di comunicare la notizia sui pannelli elettronici affinchè la memoria di queste e di tutte le altre insanguinate pagine della storia mondiale legate al terrorismo non vengano mai ignorate o dimenticate, soprattutto dalle nuove generazioni.
Per chi volesse celebrare questo giorno a Morciano, pittoresco paesino dell’entroterra Romagnolo, esistono ottimi hotel 4 stelle Riccione nella vicinissima Riccione dotati di ogni genere di comfort:
dalla piscina riscaldata al centro benessere, archeggi custoditi, camere arredate con eleganza e dotate di minibar, asciugacapelli, TV satellitare, balconi vist mare, servizi privati con box docce ecc.
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