Paul Newmann
Paul Newmann, uno dei più grandi attori degli anni’60 negli anni seguenti anche produttore e regista., ieri a 83 anni ci ha lasciato,
Ho ammirato questo attore fin da ragazzina non erano solo i suoi occhi ad affascinarmi, ma anche il suo volto, la 
sua bocca imbronciata.
Negli anni 50 con un James Daean e un Marlon Brando, dagli sguardi altrettanto intensi, dai tratti del volto espressivi al massimo, da quella imbronciatura di ragazzi di “gioventù bruciata” Paul Newmann poteva sembrare un dublicato, ma quando, dopo il 1953, esordì nel drammatico film sulla vita di Rocky Graziano a fianco della nostra bravissima, ma tanto sfortunata Anna Maria Pierangeli: Lassù qualcuno mi ama, alla ribalta apparve un Paul Newmann diverso e bravo quanto Dean e Brando.
Fu straordinario in ogni parte che portò sullo schermo: dallo sbruffone nello Spaccone, indimenticabile in “La gatta sul tetto che scotta” a fianco di un cast d’attori straordinari.
Con Exodus forse dove rivisse le tragedie della sua famiglia, Paul Newmann era figlio di mamma ungherese e papà tedesco-ebreo, nacque i 26 gennaio 1925 a Shaker Heights nell’Ohio.
Nel 1952 si iscrisse all’Actors Studio, i suoi films tantissimi, le sue interpretazioni sempre diverse. Io l’ho amato in tutte dal tenente Harper, ad Henry Gondolff, il simpatico truffatore di la “Stangata” con un Robert Redford nel ruolo di una simpatica canaglia, pronto a prendere il posto del Re di Holliwood: Clark Gable.
La bellissima canzone di Butch Cassady, fuorilegge ironico e scavezzacollo, Raindropps keep falling on my head, fu cantata e ballata, conquistò un’intera generazione, e il trio Katerine Ross, Paul Newmann e Robert Redford la resero leggendaria.
Paul Newmann amante del volante partecipò alle corse a Indianapolis, ma si dedicò anche ad aiutare i più deboli, fondò un’azienda per la produzione alimentare biologica e il ricavato lo diede sempre in beneficenza. Lavorò e s’impegnò a favore della libertà di culto, espressione e stampa.
Partecipò alla Seconda Guerra Mondiale come marconista nel Pacifico
Si sposò due volte, dalla prima moglie Jackie Witte, che incontrò in una compagnia teatrale nel 1940 e sposò nel 1949, ebbe tre figli, Scott il più piccolo morì di overdose nel 1978. Non superando mai questo dolore diresse nel 1984 “Harry & son”, la storia di un padre e figlio allontanati da mille incomprensioni.
Nel 1958 sposò Joanne Woodward, conosciuta sul set “la lunga estate calda“. Fu il grande amore della sua vita, girarono insieme diversi film come Missili in giardino, da questa unione che durò fino al suo ultimo giorno di vita nacquero 3 figlie.
Diresse la moglie ” nella prima volta di Jennifer” mostrandola in un’altra versione, non sempre la semplice brava ragazza che avevamo sempre visto sullo schermo.
Vinse l’Oskar nel 1986 e nel 1987 quello alla carriera.
Paul Newmann mito degli anni ’60, è stato definito spesso “leggenda della cinematografia holliwodiana” fu inserito nel mondo dei grandi attori dal forte spessore a cui appartengono miti come Greta Garbo, Bette Davis, James Cagney, Montgomery Cliff, Henry Fonda,Gary Cooper, Marlon Brando, Haudry Hepburn, Katerine Hepburn…. una carellata di attori fantastici con straordinarie personalità, che hanno portato sullo schermo personaggi affascinanti, ironici, drammatici.
Gli straordinari occhi blu, che magicamente dallo schermo sprigionavano quell’intenso fascino, non verranno mai dimenticati.
La morte, benchè sia l’unica cosa sicura per tutti, quando arriva ci trova sempre impreparati e non ci sono parole sufficienti per lenire il dolore di chi rimane, ma come tutti gli altri miti Paul Newmann non sarà mai dimenticato e continuerà a vivere tra noi con i suoi film.
