Il ponte di Tiberio
A questo insigne monumento della romanità Ponte Tiberio, insieme con l’Arco di Augusto e col Tempio Malatestiano, Rimini affida principalmente la sua fama di città d’arte e di storia. Il ponte, che sorge al termine del Corso d’Augusto, attraversa il fiume Marecchia con una serie di cinque archi poggianti su piloni disposti in modo da secondare, in parallelo, la corrente del fiume stesso.
E’ costruito in pietra d’Istria; miracolosamente pervenuto, quasi intatto, fino ai nostri giorni ( solo l’ultimo degli archi, distrutto dai Goti nel 580, fu in seguito ricostruito), rappresenta un rarissimo esempio, nel genere, di architettura romana. Il luogo dove il ponte sorge è straordinariamente suggestivo e consente di dominare in amplissimo giro d’orizzonte le alture e i monti che fanno cerchia alla pianura.
Fu cominciato sotto Augusto, come chiariscono le due iscrizioni al centro dei parapetti all’interno, nel 14 d.C. e compiuto da Tiberio nel 21 d. C. : è chiamato perciò anche Ponte di Augusto ed è legato alle principali vicende storiche della città.
Lo fece restaurare, nel 168, il Pontefice Innocenzo XI.
Il carattere aulico del manufatto è chiarito dalle eleganti edicole a timpano imposte sulle sprone dei piloni e dalle decorazioni a rilievo( emblematiche, secondo qualche studioso dell’autorità imperiali di Augusto) nel serraglio di alcune delle armoniose arcate. Di notevole interesse i parapetti, formati da grandi lastre di pietra disposte verticalmente.
