Curiosità tre realtà e fantasia



Curiosità tre realtà e fantasia

Gennaio 20, 2008

Specialità gastronomiche nella terra di Romagna!

Piatti eccellenti, ricette succulenti proposte dagli Hotel Rimini, hotel Cesenatico, hotel Gatteo mare…………..

In epoca romana nelle grandi abbuffate dei signori del tempo, uno dei piatti di maggior successo, sembra che fosse: il “Porcus Troianus” un maiale farcito con volatili, selvaggina e carni diverse, cotto arrosto.

Veniva portato a tavola con ricercata solennità e tra gli applausi e sospiri di meraviglia se ne faceva uscire il contenuto, ricordando i guerrieri Achei, mentre  uscivano dal cavallo di Troia (da qui il nome).

Il Maiale, è un mito, il cui nome ha un’antica nobiltà, deriva dal latino “maialis”, perchè era l’animale sacrificato a Maia, la dea che rappresentava la vita e il risveglio della primavera ed è per questo che alle calende di maggio, gli antichi romani sacrificavano a lei una scrofa gravida.

Era usuale di quei tempi sacrificare un maiale agli dei  in occasioni di trattati di pace, accordi, cerimonie religiose……il maiale veniva poi arrostito e mangiato, per meglio comunicare con le divinità e suscitare la loro benevolenza.

 Il coinvolgimento del maiale  nelle vicende umane ha dunque origini molto remote.

Nell’antico Egitto una scrofa che divorava i suoi piccoli era il simbolo della dea del cielo Nut, i cui figli, le stelle, scomparivano al mattino per rinascere alla sera.

Simbolo di fertilità e buon auspicio è pure un’antica raffigurazione, che mostra una scrofa che allatta 13 porcellini.

Nell’Odissea, il poema omerico che narra in versi il contrastato ritorno di Ulisse (Odisseo) nella sua Itaca, ad un certo punto  i suoi uomini vengono tramutati in maiali dalla bella maga Circe, che di lui si era invaghita e lo voleva trattenere presso di sè.

Sarà una scrofa bianca che, dando alla luce trenta porcellini, indicherà ai Troiani scampati alla distruzione della loro città, gli anni che dovranno attendere prima di fondare la città di Alba Longa, dove poi nasceranno Remo e Romolo, quest’ultimo fondatore della città di Roma.

La morale cristiana vide nel maiale una allegoria della debolezza umana, della schiavitù, della passione e della lussuria.

Ed è per tale considerazione che è stato accostato a Sant’Antonio il maile, il significato il male, le tentazioni  che vengono vinte dal Santo nel suo eremitaggio.

Mentre proprio la raffigurazione del maiale docile rappresentava la forza del Santo sul male, 

protettore-animalituttavia  l’interpretazione popolare andò verso un’altra interpretazione: Sant’Antonio protettore di tutti gli animali;

 sulle porte di ogni stalla e porcile venne messa così un’immagine del maiale accanto all’abate.

Prima e nell’immediato dopo guerra i contadini  della tenuta di Villa Torlonia festeggiavano Sant’Antonio  e la giornata terminava a tarda notte dopo valzer, mazzurche, polche e tango.

Oggi l’associazione Torre continua a organizzare la “festa de bagoin” a villa Torlonia, per offrire ai partecipanti, ai turistii più buoni golosi bocconi.

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