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Anno PAOLINO il Bimillenario della nascita di San Paolo!
San Paolo, il cui nome è Paolo di Tarso, nella diffusione del Cristianesimo è la figura più importante
 Nacque probabilmente verso il 5-10 d.C. a Tarso nella Cilicia, oggi situata nella Turchia meridionale.
 Come molti degli ebrei di quel tempo, aveva due nomi, uno ebraico Saul, che significava “implorato a Dio” e l’altro latino o greco che era Paulus, forse in riferimento alla sua bassa statura.
 
San Paolo è senz’altro il più grande missionario di tutti i tempi, a differenza di San Pietro non conobbe personalmente Gesù, ma la Sua chiamata sulla via di Damasco  fu folgorante.
Divenne un discepolo fra i più grandi, perorò la causa dei pagani convertiti, fu l’apostolo delle Genti; insieme a Pietro diffuse il messaggio evangelico nel mondo mediterraneo di allora.
Negli “Atti degli Apostoli”, Saul, fiero sostenitore delle antiche tradizione dei padri, è descritto come un accanito persecutore dei cristiani, che con terrore pronunciavano il suo nome.
Con accanimento li scovava nei rifugi, li gettava in prigione, testimoniava contro loro, aveva un cieco fanatismo religioso tanto da costringere molti di loro a fuggire da Gerusalemme verso Damasco.
Ma Saul non li mollava, anzi con il permesso del Sinedrio li seguiva a cavallo  con un drappello di armigeri per scovarli e condannarli nella città siriana.
Il Signore si rivelò a questo accanito nemico proprio sulla strada di Damasco. Gli ‘Atti narrono che una luce dal cielo l’avvolse e cadendo dal cavallo, udì una voce che gli diceva: “Saul, Saul, perché mi perseguiti?”.
 E lui: “Chi sei o Signore?”; e la voce: “Io sono Gesù che tu perseguiti. Orsù alzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare” (Atti 9, 3-7).Gli uomini che l’accompagnavano, erano ammutoliti perché l’avevano visto cadere, forse videro anche l’improvviso chiarore, ma senza capire qualcosa; Saulo era rimasto senza vista e brancolando fu accompagnato a Damasco, dove per tre giorni rimase in attesa di qualcuno, digiuno e sconvolto da quanto gli era capitato.

In quei giorni conobbe la piccola comunità cristiana del luogo, che avrebbe dovuto imprigionare; al terzo giorno si presentò il loro capo Anania,  che gli disse: “Saulo, fratello, il Signore Gesù che ti è apparso sulla via per la quale venivi, mi ha mandato da te, perché tu riacquisti la vista e sia colmo di Spirito Santo”.
Da quel momento nacque Paolo, l’apostolo delle Genti; egli decise di ritirarsi nel deserto, per porre ordine nei suoi pensieri e meditare più a fondo il dono ricevuto; qui trascorse tre anni in assoluto raccoglimento. Confortato da questa luce, dopo il ritiro ritornò a Damasco e si mise a predicare con entusiasmo, suscitando l’ira dei pagani, che lo consideravano un rinnegato e tentarono di ucciderlo.
Paolo fu costretto a fuggire, calandosi di notte in una cesta dalle mura della città aiutato da alcuni cristiani, era all’incirca l’anno 39.
Rifugiatosi a Gerusalemme, si fermò qui una quindicina di giorni incontrò Pietro il capo degli Apostoli e Giacomo, ai quali espose la sua nuova vita. Negli anni 60- 61 ebbe luogo il suo viaggio dalla Palestina a Roma. Da Cesarea l’Apostolo delle Genti partì accompagnato dal centurione Giulio al quale era stato affidato insieme ad altri prigionieri. La nave fece scalo a Sidone, Mira di Licia, Creta. al quattordicesimo giorno una tremenda tempesta lo costrinse a fermarsi a Malta. Da qui si spostò a Siracusa., visitò molti paesi della provincia aretusea.
San Paolo subì il martirio e morì per decapitazione un 29 giugno di un anno imprecisato, forse il 67.
Essendo cittadino romano gli fu risparmiata la crocifissione; la sentenza ebbe luogo in una località detta “palude Salvia”, presso Roma (poi detta Tre Fontane, nome derivato dai tre zampilli sgorgati quando la testa mozzata rimbalzò tre volte a terra); i cristiani raccolsero il suo corpo seppellendolo sulla via Ostiense, dove poi è sorta la magnifica Basilica di San Paolo fuori le Mura.
L’Apostolo Paolo, figura eccelsa e pressoché inimitabile, ma comunque stimolante, sta dinanzi a noi come esempio di totale dedizione al Signore e alla sua Chiesa, oltre che di grande apertura all’umanità e alle sue culture”, così ha detto il Santo Padre Benedetto XVI annunuciando l’Anno Paolino dal 28 Giugno 2008 al 29 Giugno 2009.

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