Un sacrificio per la “libertà”



Un sacrificio per la “libertà”

Giugno 6, 2009

65 anni fa il 6 Giugno 1944, lo sbarco in Normandia decideva della libertà dei paesi Europei, della vita di tante persone: italiani, francesi, polacchi, inglesi….
L’arrivo degli Americani era atteso ovunque, l’ansia era nei cuori di tutti indistintamente dalla ideologia politica, perchè il destino di un’Europa, che non desiderava essere comandata e gestita da nazisti, dipendeva dagli Alleati.
Lo sbarco avvenne in Normandia, migliai di soldati americani dalle diverse origini, caddero sulla spiaggia sotto il fuoco micidiale delle casematte tedesche.
Montgomery frebicitante aspettava l’inizio della Operazione Overlord, nome in codice dello sbarco in Normandia.
Solo nella notte fra il 5 e il 6 giugno, il mare e il vento calmatisi, permisero di mostrare alle prime luci dell’alba in un punto chiamato Omaha Beach, l’incredibile distesa sul mare e all’orizzonte di migliaia e migliaia di navi, mentre il cielo era solcato da altrettanti migliaia di aerei.
Una visione mai vista neppure dai veterani di quella lunga, straziante guerra.

Oggi il Presidente Americano Obama si è recato in Francia per rendere omaggio a tutti quei ragazzi caduti per un ideale “la libertà”.
Ragazzi americani con nonni o genitori: Italiani, Irlandesi, Polacchi, Ebrei, Francesi, ragazzi di colore, inglesi, australiani… tutti uniti, solidali a liberare l’Europa da un pazzo, da pazzi.

Ora sarebbe bello che oggi nel 2009 dove godiamo di comodità, dove il progresso ci ha reso esigenti, dove non c’è ragazzino che non dia valore al “firmato”, dove la parola “rinuncia” è incomprensibile, non ci si dimenticasse di tutte quelle giovani vite arrivate da OltreOceano per morire sulle spiagge della Normandia in un attacco unico nella storia della Guerra.

In fondo se siamo qui a godere di tutto questo benessere lo dobbiamo agli alleati americani, ai giovani che non sono più tornati alle loro famiglie, al loro sacrificio per aiutare popoli desiderosi di riottenere la perduta libertà.
Obama inoltre ha saputo parlare agli Arabi cercando di risvegliare comprensione tra il mondo orientale ed occidentale.

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