Poggio Berni
Febbraio 21, 2007
Poggio Berni è un comune fra il verde appoggiato su di una collinetta che fa parte della provincia di Rmini. Nel passato faceva parte del territorio della Signoria dei Malatesta.
Durante il Medioevo fu infatti un feudo dei Malatesta, seguì le sorti e le vicende della nobile famiglia, che lo aveva fortificato a dovere, nel 1600 passò di proprietà alla famiglia toscana dei Montemaggi, la cui umanità li fece passare alla storia, se Sebastiano si adoperò affinché le ragazze povere da marito avessero una dote, don Giacomo pensò di rendere meno disumana la prigionia ai carcerati nelle grotte piene d’acqua.
Poggio Berni A cavallo fra il fiume Uso e il fiume Marecchia, dal suo magnifico osservatorio naturale domina le due vallate. Di antichissime origini (i primi insediamenti umani nel territorio risalgono all’età del bronzo) fu partecipe in età romana delle vicende politico-economiche della vicina Ariminum
Poggio Berni affascina il turista che va alla ricerca di arte, cultura e relax., facilissima da raggiungere il visitatore può trovare alloggi negli agriturismi stupendi e molto intimi, o nei bellissimi Hotel lungo la riviera adriatica. Hotel a Bellaria Igea Marina, hotel Marina Centro, hotel 3 stelle, hotel 2 stelle troverà ospitalità, cortesia, cura per la cucina, pulizia nella struttura, ma soprattutto prezzi convenienti, last minute dell’ultimo momento, offerte per la Pasqua !!!!!!
Poggio Berni facile da raggiungersi e vicinissima alla Città di Rimini e alla Fiera Rimini.
Da visitare:
i 4 Palazzi:
PALAZZO MARCOSANTI
Nella splendida cornice della Valmarecchia, dove storia e natura si intrecciano per tessere un mosaico unico di odori, colori, percezioni dilatate e lontane, interrotte da lunghi silenzi, si erge il Castello Marcosanti, antica fortezza malatestiana riportata al suo vecchio fascino dagli attuali propietari con opera paziente e appassionata.L’edificio, che risale alla fine del XIII Sec., vanta una storia suggestiva, memorevole dimora delle più illustri casate del nostro paese: i Malatesta, i Della Rovere, i Doria, i Montefeltro, i Gonzaga, i Medici e gli Albani, fino a quando, sullo scorcio del XIX Sec., veniva venduto all’Avv. Paolo Marcosanti.Il complesso, che sorge su una collina, tra le valli dei fiumi Uso e Marecchia, a oltre 100 metri sul livello del mare, offre uno splendido colpo d’occhio, un panorama variegato di forme e articolazioni cromatiche, che va dai profili suggestivi di San Marino al blu intenso della costa adriatica, che si può ammirare nel tratto da Ravenna a Rimini.Castello Marcosanti è uno dei complessi fortilizi più antichi e meglio conservati dell’entroterra riminese. L’antico palazzo malatestiano della Tomba di Poggio Berni conserva ancora le sue strutture e due splendidi portali ogivali databili agli inizi del XIV sec.: uno in pietra d’Istria e l’altro, interno, in cotto. Quest’ultimo presenta un archivolto ornato dal motivo araldico della scacchiera.
PALAZZO TOSI
fa parte delle emergenze di carattere storico-architettonico presenti sul territorio riminese: si tratta infatti di uno degli ultimi esempi esistenti, di antiche dimore nobiliari fortificate. La sua esistenza è documentata dalla prima metà del XIV sec., come possesso dei Malatesta di Rimini. In questi documenti l’edificio è denominato Tomba Poggiano.L’edificio denuncia chiaramente la sua origine di antico complesso fortificato con aperture, muri compatti, apparato decorativo molto sobrio e semplificato. E’ la risultante di crescite graduali e rimaneggiamenti succedutisi nel tempo. Al centro della corte è visibile la traccia di un pozzo sottostante utilizzato per attingere l’acqua per i vari usi. I due portali del fronte principale sono stati rimaneggiati e impreziositi dal rivestimento in cotto lavorato tipico di edifici neoclassici ottocenteschi anche riminesi. La porta a doppia partita di destra, presenta una lavorazione a bugnato di ispirazione neo gotica che risale probabilmente alla fine del XIX secolo. Risalgono invece all’ottocento altri elementi quali: la facciata della cappella, le colonnine in cemento con le ringhiere in ferro lavorato ai lati dello scalone centrale, gli anelli anch’essi in ferro fissati ai muri esterni dalla particolare lavorazione raffigurante un rettile.
PALAZZO BORGHESI
Circa 500 anni fa, nella Chiesa di Canonica c’era un convento dei cosiddetti “Frati Bianchi” che avevano il controllo di tutto il circondario. Si suppone, da come è stato costruito il muro di cinta dell’attuale orto, che il caseggiato adiacente, in un primo momento, fosse una sua appendice (probabile residenza di un vescovo). Tale costruzione venne poi acquistata dalla famiglia Marcosanti, nobili del posto, che l’hanno poi trasformata in una villa residenziale abbellendo i soffitti con pregiati affreschi d’epoca. I migliori, risalenti all’ottocento, sono quelli che adornano il salone centrale o salone delle feste. Interessanti sono pure il grande parco che circonda il caseggiato e la cappella privata (1705) ancora consacrata.
PALAZZO ASTOLFI
Sorto su antiche fondazioni medievali ancora visibili nelle grotte delle cantine, Palazzo Astolfi (già Palazzo Giliendi) è stato ristrutturato ed adibito a residenza di campagna di un alto prelato della curia alla fine del XVIII Sec., di cui rimangono a testimonianza alcuni stemmi Arcivescovili.A tutt’oggi presenta le sue caratteristiche settecentesche nelle strutture esterne, in particolare nella facciata, nel parco e nella corte con pozzo. Internamente, nel piano nobile si possono ammirare gli ampi saloni con soffitti a volta affrescati ed un tipico forno per il pane nella cucina con vecchie travi a vista al piano inferiore.Nel XIX Sec., nelle cantine è stato allestito un frantoio per olio che serviva tutta la valle e del quale sono rimaste alcune vecchie macine in pietra.Particolarmente felice è la posizione di questa villa da cui si domina il vasto panorama della valle dell’Uso fino al mare, da Rimini ai lidi Ravennati da una parte e i colli del Montefeltro dall’altra.
il Molino Moroni con l`antica sala macine e l`esposizione sui molini in Valmarecchia, il Parco della Cava a testimonianza dell`importante giacimento fossilifero del fiume Marecchia
LE CHIESE
Tutte le chiese del territorio di Poggio Berni dipendevano dalla Pieve di San Michele di Santarcangelo. Nel capoluogo è degna di interesse la chiesa parrocchiale dedicata a S. Andrea Apostolo che conserva una pala d’altare con la Vergine e i S.S. Andrea, Giorgio, Rocco e Carlo Borromeo. La tela è databile al 600 ed è opera di un autore ingenuo e popolare. E’ ancora presente il fonte battesimale del Beato Pio Campidelli. La parrocchia è stata eretta giuridicamente nel 1567 ma, appena un anno dopo, la Parrocchia di Poggio Berni generava quella di Trebbio, col titolo di San Bartolomeo. La bella chiesa cinquecentesca di Trebbio, ha conservato all’esterno il suo stile originale, nonostante i molti interventi fatti per consolidare la struttura, più volte minacciata dalle frane. E’ stata la parrocchia frequentata nella sua fanciullezza dal Beato Pio Campidelli. La chiesa di Camerano, esistente già dal 1845, ha fatto parte della parrocchia di Poggio Berni fino al 1923. Costruita coi mattoni donati dalla fornace di Ripa Bianca, fu costruita più vicino alla fornace stessa che al borgo di Camerano.. Di stile napoleonico, è stata affrescata da Don Amedeo Botticelli e dal Brici.In località Santo Marino, sorge un santuario rurale dedicato al Santo omonimo. L’edificio fu costruito a più riprese sui resti di una casa colonica che, all’inizio del 1900, portava i segni evidenti di una chiesa nella forma absidale della sua cantina e nell’immagine del Santo, affrescata sulla parete. Nel 1910 la chiesa viene completata fino a raggiungere la sua struttura attuale.
La Fontana della Memoria ideata da Tonino Guerra a San Rocco.I suoi Personaggi più illustri da ricordare:
I PERSONAGGI
PIO CAMPIDELLI, quarto della nidiata che rallegrò la casa del colono Campidelli posta in Via Pantano, venne alla luce la mattina del 29.04.1868. Nel pomeriggio del giorno stesso fu battezzato nella parrocchia di Poggio Berni, mancando a Trebbio il fonte battesimale. A quattordici anni, il 02.05.1882, entrò nel convento dei religiosi Passionisti presso il Santuario della Madonna di Casale. Di salute cagionevole, morì all’età di ventun anni nella sera del 02.11.1889: Prima di spirare, pronuncia queste parole: “Offro la vita per la Chiesa, per il Papa, per la congregazione, per i peccatori, per la mia cara Romagna”. Il 21 Maggio 1983 Pio Campidelli è stato proclamato venerabile ed il 17 Novembre 1985, in San Pietro, Papa Giovanni Paolo II lo proclama Beato. In quella occasione viene a Lui intitolata la Biblioteca Comunale.La sua casa natale è stata ristrutturata ed è meta di visite da parte di devoti.
ROSA LAZZARINI, nata nel Comune di Borghi il 18.06.1857 morta a Poggio Berni il 19.02.1925, visse per molti anni nel nostro comune. E’ ricordata per la sua generosità, infatti, grazie alle sue donazioni fu costruito il padiglione di chirurgia dell’Ospedale di Santarcangelo di Romagna con la promessa, da parte della Direzione dell’Ospedale, di far curare gratuitamente tutti i cittadini di Poggio Berni iscritti nell’elenco dei poveri.
DON AMEDEO BOTTICELLI, (nato a Sogliano al Rubicone il 04.03.1889 e morto a Poggio Berni il 16.01.1968) è stata una persona molto amata e stimata dai suoi concittadini.Parroco pro-tempore della Parrocchia di Santa Maria Annunciata di Camerano per oltre trent’anni, fino alla sua morte, può essere considerato un precursore dei tempi, avendo recepito e soddisfatto le necessità della Comunità locale istituendo, fra l’altro, sin dagli anni cinquanta un Asilo d’Infanzia.Va inoltre ricordata la Sua valente opera di pittore, avendo lo stesso affrescato diverse Chiese della zona tra cui la Chiesa di Santa Maria Annunciata e quella di S. Andrea di Poggio Berni, oltre all’affresco, ormai patrimonio Comunale, della ex sala consiliare della sede municipale. Suo maestro è stato il Prof. Francesco Brici, che lo prediligeva tra tanti, apprezzandone l’ingegno e la generosità. Il Comune di Poggio Berni nel 1998, gli ha dedicato la via che porta alla Sua Chiesa.
LA GASTRONOMIA del territorio è fatto da una cucina semplice, legata ai prodotti di una terra fertile e ricca è quella di Poggio Berni ove trionfano le paste fatte in casa: tagliatelle, tagliolini, cappelletti, ravioli, strozzapreti e passatelli. I secondi, caratterizzati da grigliate di carne e salumi, sono accompagnati dalla piadina, il pane romagnolo le cui origini risalgono addirittura all’età romana. I vini forti e corposi come il tipico Sangiovese o il biondo Trebbiano, sono i compagni ideali di un’allegra giornata a tavola nei numerosi ristoranti che caratterizzano il nostro territorio .
Postato da admin in Entroterra Romagnolo | | |