Una piccola Chiesa
Agosto 20, 2008
Salve,
eccomi qua a raccontarvi come sempre qualcosa sulla mia città: Rimini o sulla stupenda Terra di Romagna.
Approffittando dell’ora mattutina non tralascio la mia piccola nuotata giornaliera, se così si può chiamare, perchè certo non sono più i tempi in cui mi dirigevo al largo per chilometri o mi immergevo lunghe ore per pescare. Il mare mi ha sempre affascinato, questa passione l’ho eredita da mio babbo, che da ragazzo con gli amici si tuffava in punta di palata per spescare cozze per poi venderle sulla banchina.
Fra le persone che frequentano la spiaggia libera tra il molo e il Delfinario, oggi ho avuto la gioia di conoscere due persone. Parlando abbiamo scoperto di essere cresciute nel vecchio centro storico, di avere in comune tante conoscenze, tanti ricordi di una Rimini molto diversa da quella di oggi.
Non nascondo di provare tanta nostalgia e anche dispiacere nel constatare sempre come tante cose siano sparite, cambiate e in questa moderna confusione, penso che difficilmente gli abitanti , che vivono oggi nella mia città, la conoscano veramente. Andando alla Coin entrando nella Via Serpieri vi siete mai soffermati a visitare quella piccola Chiesa?
Santa Croce
una chiesetta piccolissima, per me importante e piena di ricordi. Qui i miei genitori si sposarono al termine di una guerra, senza un soldo in tasca, tuttavia mia mamma per l’occasione era riuscita a terminare con l’aiuto delle sorelle un tailleur grigio e aveva comprato un simpatico capellino con la veletta, che fu per i miei giochi di bambina un elemento importante.
Santa Croce è la succursale del Duomo e fu costruita nel 1625 col nome di S. Croce Nuova da una Confraternita, che inizialmente aveva la sua sede affianco al Tempio Malatestiano col nome di S. Croce Vecchia.
Venne ampliata nel ‘700 con tre capelloni, due cappelle furono chiuse col terremoto del 1916., in questa piccola Chiesa di gran pregio è l’altare maggiore con l’ancona di marmo e le quattro colonne di diaspro, il Crocefisso fu portato da S. Croce Vecchia, gli Evangelisti affrescati nei peducci della Cupola sono del Costa. Attorno al 1750 furono terminate dal bolognese Carlo Sarti le quattro statue in stucco: Mosè, Giosuè, David, Sansone. A sinistra una lapide ricorda i sacerdoti fratelli Luigi e Mariano Matteini, che tanto fecero per la comunità e la città.
Nel 1963 a cura e a spese del Collegio dei Geometri di Rimini, è stato murato a destra sulla facciata esterna della Chiesa un frammento di pilastro su cui è scolpito un simbolo simile alla lettera greca “Tau”. Questa pietra originariamente si trovava a poche decine di metri dal “Cantone di S. Arcangelo”, cioè nella casa in angolo col Corso d’Augusto e via Santa Chiara, il simbolo rappresenta un emblema ospedaliero medieevale e si riferisce all’Ordine, ora scomparso, dei Canonici regolati di S. Antonio del Viennois del 1297, chiamati anche Antoniani. I Canonici vestivano di nero e recavano una “T”azzurra sul mantello e sul lato sinistro della veste.
Questo Ordine è documentato che esistesse a Rimini dal 1335, l’Ospizio sorgeva in via Santa Maria al Mare ed era chiamato ” Hospitalis Sancti Antonii de ripa maris”, è stato documentato che ben 18 fossero gli Ospedali funzionanti a Rimini intorno al ‘300.
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