Per ricordare
Gennaio 24, 2007
EDUCAZIONE ALLA MEMORIA
27 GENNAIO 2007
Iniziative per il giorno della memoria si terranno nel Comune di Bellaria Igea Marina, a Rimini e in tutto il circondario della Riviera con proiezioni di Film:��?Qualcuno si è salvato��? “L’ultimo treno��?….
E’ importante adoperarsi per trasmettere la memoria di questa tragedia umana ed universale non solo come imperativo morale o come esercizio intellettuale, ma per contribuire a sensibilizzare le giovani generazioni sui valori dei DIRITTI DELL’UOMO! Sulla Libertà di esprimersi e di essere ognuno di noi ciò che siamo senza calpestare o negare a nessuno i propri Diritti!
Cosa significa SHOAH? O conosciamo il significato di altre parole? Quante volte le parole entrano nel nostro linguaggio senza che quasi ce ne accorgiamo e senza conoscerne la storia, l’etimologia e, soprattutto, le conseguenze provocate dal loro uso improprio? Nel mare d’informazione “usa e getta��? in cui ci troviamo a navigare, la parola perde troppo spesso di valore e, usata a sproposito, può addirittura concorrere ad alimentare il pregiudizio e il razzismo, come ci dimostra spesso la cronaca europea e internazionale.
Shoah è un termine biblico che significa “desolazione, catastrofe, disastro��?
Questo vocabolo venne usato per la prima volta nel 1938 nella Palestina sottoposta al mandato Britannico durante una riunione del Comitato Centrale del Partito Socialista, in riferimento al “pogrom��? la così detta “Notte dei Cristalli��?avvenuto tra la notte del 9-10 Novembre 1938 in Germania). Da allora con il termine Shoah viene ufficialmente indicato lo sterminio della popolazione Ebraica perpetrato dai nazisti durante la Seconda guerra Mondiale.
Pogrom = dal russo pa’grom. Significa sommossa animata da volontà distruttiva, con particolare riferimento alle violenti rivolte popolari russe di fine 1800 –primi del 1900, contro gli ebrei, tollerate e favorite dalle autorità dello zar.
Ebreo = dal verbo avar, che in ebraico significa “passare, oltrepassare, andare oltre��?, cioè “passato oltre��? dalla Mesopotamia alla Terra Promessa, dal politeismo, al monoteismo e attribuito per la prima volta ad Abramo, padre indiscusso delle tre grandi religioni monoteiste (in ordine di apparizione sulla Terra: – circa 4000 anni fa, l’Ebraismo; – circa 2000 anni fa, il Cristianesimo; – circa 1400 anni fa, l’Islam). Abramo è inoltre discendente di Eber, bisnipote di Sem, uno dei tre figli di Noè. In entrambe le possibili etimologie, ebreo è dunque “colui che discende da Abramo��?. Essere ebreo, perciò, significa appartenere a una fede religiosa e seguirne la tradizione, indipendentemente dalla propria nazionalità o cittadinanza. Non è quindi sinonimo di israeliano.
Giudeo = letteralmente “discendente della tribù di Jehudà, una delle 12 tribù d’Israele��?. Come sinonimo di “ebreo��?, si trova nel Nuovo Testamento e nel secondo Libro dei Maccabei, dove si fa riferimento a coloro che tornarono a Gerusalemme dall’esilio babilonese ancora così fedeli alle antiche tradizioni, da risultare molto più devoti a Dio dei loro fratelli rimasti nella Terra Promessa. In realtà ha assunto nel tempo un significato deteriore, legato alla figura di Giuda Iscariota, il discepolo “traditore��? di Gesù, creando uno degli stereotipi negativi più usati nell’iconografia del pregiudizio antiebraico di matrice cristiana.
Israelita = letteralmente “discendente di Israel��?, nome dato a Giacobbe dall’angelo del Signore contro il quale aveva lottato. Quindi israelita è colui che discende da Israel, membro del popolo che aveva tenuto testa a Dio.Si tratta quindi di un sinonimo di ebreo e di giudeo, che nulla ha a che vedere con l’essere cittadino del moderno Stato di Israele.Israeliano = cittadino del moderno Stato di Israele, quindi non necessariamente ebreo, in quanto anche persone di altra fede religiosa sono cittadini israeliani a tutti gli effetti.
Israele = regno antico, dal 1004 al 926 a.C. con capitale Gerusalemme, poi divisosi in regno d’Israele a nord e regno di Giudea a sud. La sua estensione territoriale comprendeva nel periodo di massimo splendore, cioè ai tempi di re Salomone (1000 a.C.): a nord, parte dall’attuale Libano del sud, le alture del Golan e una parte dell’attuale Siria; a est e a sud una parte dell’attuale Giordania, oltre Amman, fino ad Akaba, sul Mar Rosso; a ovest tutto il territorio del Negev, fino alla costa e cioè all’attuale striscia di Gaza. Seguirono fasi alterne, fino alla distruzione del secondo Tempio di Gerusalemme (70 d.C.), che coincise con l’inizio della diaspora ebraica e di secoli di dominazioni. Dal 1948, moderno Stato, con capitale Gerusalemme.
Sionismo = movimento politico fondato dal giornalista e scrittore ungherese Theodor Herzl, che nel 1896 pubblica il volume Lo stato degli ebrei, dove teorizza la necessità di uno Stato nazionale per gli ebrei. T. Herzl è fra i principali organizzatori del primo Congresso sionista, che si tiene a Basilea nel 1897, dove si tenta di proporre una soluzione concreta alle manifestazioni dichiaratamente antisemite (pubblicazioni, correnti di pensiero, caso Dreyfus, violenti pogrom in Russia, solo per citarne alcuni) che, malgrado l’emancipazione degli ebrei d’Europa, la stanno nuovamente e pericolosamente attraversando. Il movimento sionista non è assolutamente compatto al suo interno ma attraversato da molteplici correnti, spesso in contrasto fra loro. Primo passo per la costituzione di un focolare ebraico in terra di Palestina è comunque quello di raccogliere fondi per l’acquisto di terra, la sua bonifica e coltivazione, dando impulso all’emigrazione nata già spontaneamente nella regione, dei cosiddetti “pionieri��?, fin dal 1878. Nascono così le prime colonie agricole, sia di matrice religiosa, sia socialista, al cui interno vige la più assoluta eguaglianza economica e sociale e la totale disponibilità alla convivenza pacifica con i propri vicini arabi. Insieme all’esigua popolazione ebraica mai uscita dalla sua Terra, questi pionieri creeranno la base e le sovrastrutture che renderanno possibile far nascere, dopo la risoluzione delle Nazioni Unite del 1947, il nuovo Stato d’Israele.
Genocidio = dal greco génos – stirpe – e dal latino caedere – uccidere – (cfr. omicidio). Riferito alla metodica distruzione di un gruppo etnico o religioso, compiuto attraverso lo sterminio fisico sistematico e l’annullamento dei valori e dei documenti culturali. Questo termine inizia a essere impiegato proprio dopo i tragici eventi che determinarono lo sterminio degli ebrei d’Europa durante la Seconda guerra mondiale. Oggi viene adoperato con una tale leggerezza, che non solo ne dissacra il significato, ma che contribuisce a offuscare il giudizio su molti conflitti in atto e a falsarne pericolosamente la sostanziale portata.
Olocausto = dal latino holocaustum, che è il greco holòkauston, da hòlos “tutto��? e kaustòs “bruciato��?, dal verbo kaìein “bruciare��?. Per estensione, Sacrificio, soprattutto della propria vita, ispirato da una dedizione completa al proprio ideale. Questa parola è stata impropriamente adottata per definire lo sterminio degli ebrei europei durante la Seconda guerra mondiale. Come si capisce dall’etimo, infatti, non definisce correttamente l’evento. Implicherebbe cioè una volontà delle vittime nell’offrirsi in sacrificio per un ideale, cosa ovviamente impensabile. Ecco perché si preferisce l’uso della parola ebraica Shoah.
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