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postheadericon Un invito ad un viaggio in Valmarecchia-Romagna

Marecchia è il nome del fiume che attraversa 3 Regioni: Toscana, Marche e Romagna, nasce dal Monte Zucca (m 1258) un rilievo che fa parte della catena Alpe della Luna, gruppo montuoso dell’Appennino settentrionale e confluisce, dopo un percorso di circa 90 Km, nel Mare Adriatico, in due rami di cui uno arriva al porto-canale di Rimini.

 Originariamente, circa due mila anni fa, si chiamava “Ariminus” sulle cui sponde sorse l’Ariminum romana, oggi Rimini. Durante il Medio Evo per la ampiezza del suo letto, venne anche chiamto “Maricla”, cioè “piccolo mare” e per la sua grande portata di acqua viene sovente chiamato al femminile:la Marecchia.

 La grande vallata ricca di boschi, prati, macchie, imponenti sassi rupestri sulle cui rupi si ergono borghi antichi, rocche si chiama Valmarecchia.

L’invito ad un viaggio nella Valmarecchia Romagnola porta a incontrare e conoscere i venti Comuni, che vantano risorse paesaggistiche, storiche artistiche di grande valore. Santarcangelo, Torriana, Verucchio, Poggio Berni sono i 4 Comuni associati alla Comunità Montana. Nel territorio dell’odierna Verucchio sono stati rinvenuti testimonianze di necropoli e reperti splendidi di legno, di oro, ambra e tessuto dell’antica civiltà villanoviana del IX e VI sec. a.C. ora custoditi e visibili nel Museo Civico Archeologico della città. A Verucchio “Culla dei Malatesta”, fu eretta sulla rupe la torre duecentesca che domina l’intera vallata. Da non tralasciare la chiesa la Collegiata con numerosi tesori pittorici. Altrettanto importante Villa Verucchio con il complesso conventuale del 1215, qui in Santa Croce si trova un affresco della scuola riminese del 300 e nel chiostro il Cipresso, monumento botanico, che si vuole sia stato piantato da San Francesco e l’antica pieve romanica che risale a poco prima dell’anno 1000.

La Rocca di Torriana, sulla rupe di Scorticata si erge tra le valli del Marecchia e dell’Uso. La Torre duecentesca serviva da avvistamento, poiché da quell’altezza la sentinella di vedetta aveva la visuale libera fino al mare e quindi poteva segnalare e avvistare nemici o problemi.

La Rocca di Montebello sulle cime di “monsbelli” di origine feudale, fu trasformata nel tempo dai Malatesta da fortezza in residenza signorile.

L’Oasi di protezione della fauna di Torriana- Montebello fu istituita nel 1993. Appena sotto il borgo di Montebello si trova l’Osservatorio Naturalistico della Valmarecchia per studiare il volo solenne della poiana, oppure dell’albanella o del gheppio. In questa zona è possibile incontrare caprioli e scoiattoli e l’istrice. Un’escursione nell’Oasi è un invito che merita di dirsi “indimenticabile”.

 Ma il viaggio nel territorio della Valmarecchia si può organizzare anche a cavallo, guadando il fiume Uso per raggiungere Poggio Berni e Palazzo Marcosanti, residenza di campagna malatestiana con parti trecentesche come il portale centrale. In antico era chiamata Tomba di Poggio Berni .

Poi La Rocca di Santarcangelo costruita da Carlo Malatesta. Qui a Santarcangelo si va dalla spaziosa Piazza Garganelli col Comune e l’Arco clementino alle piazzette con scalinate che conducono al borgo in alto, alle contrade.

Un invito dunque ad un viaggio nella Valmarecchia in Romagna per respirare atmosfere di tremila anni di storia.

postheadericon Il Web: il mondo del futuro

Novità, novità, novità, niente più è un’utopia e niente più ci sorprende!

Dal 23 febbraio Mediaset è sul mercato con Premium Net TV,  un nuovo sistema TV On Demand connesso alla rete Internet.
Qualsiasi connessione ADSL  direttamente dalla propria TV o dal PC di casa potrà fornire il servizio innovativo che propone un vasto catalogo fra film anche in prima visione, serie TV, documentari, cartoni, Calcio, MotoGP, insomma una vastissima scelta, senza più registrazioni, né orari.
Basta collegare il proprio Pc a un collegamento a banda larga minima da 650 Kbps, o un decoder compatibile a una connessione ADSL da 1 Mbit di velocità per i contenuti in definizione standard, o a una linea da 3,2 Mega minimo di banda in download per quelli HD, da un abbonamento Internet Flat con una qualsiasi compagnia telefonica.
Media-Premium Net TV è la  prima in Italia,  ad aver adottato la visibilità anche sul web, annunciando la tv del futuro.

Ma il Web è anche il futuro dei giornali, dei periodici. L’E-book, libro elettronico, è il futuro dell’editoria digitale.
Il fattore prezzo, sensibilmente inferiore rispetto alla copia cartacea, è fondamentale soprattutto per lo studente-universitario, che ha la necessità di risparmiare sui costi dei libri.
Quindi il lettore e-book,  e-reader,  ha come meta: sbarcare nelle Università.
Infatti il primo progetto pilota in Italia partirà in via sperimentale nel 2011 alla facoltà di Economia dell’Università di Padova e sarà tenuto da un team di giovani docenti di Organizzazione Aziendale.

Un corso universitario preparato dagli studenti “in digitale” attraverso un lettore e-book (e-reader) e materiali didattici multimediali, che sostituiranno le  dispense del docente e i tradizionali manuali accademici in formato cartaceo.
L’Università di Padova sarà dunque il primo Ateneo a realizzare un insegnamento  di apprendimento completamente nuovo.
Nondameno sarà La Fiera di Rimini, che ospiterà dal 3 al 5 Marzo la prima edizione  “ E-Book Lab–Mostra Convegno” per il Futuro dei Libri.

postheadericon E-book 2011 la Fiera a Rimini per il futuro

Da giovedì 3 al sabato 5 Marzo un appuntamento da non perdere con Ebook Lab Italia 2011 presso la Fiera di Rimini. Un evento speciale totalmente incentrato sull’editoria digitale,  3 giorni interi di convegni, mostre e incontri con ospiti internazionali del calibro di Michael Dahan (CEO Bookeen), Joe Schick e Bill McCoy e tanti altri relatori italiani per illustrare al pubblico il presente e futuro del mondo degli ebook, ereader e libri digitali, la continua evoluzione del mercato e le ultime tecnologie.

Certamente la veloce ascesa tecnologica, ha contribuito alla rapida diffusione  del E-book, tradotto letteralmente “Libro Elettronico”, adoperato sia su dispositivo fisso che mobile, a patto che su entrambi  venga installato il programma apposito.

Questi dispositivi elettronici portatili, permettono di caricare un gran numero di testi in formato digitale E-book e di poterli leggere nello stesso modo analogo ad un libro cartaceo. Sono quindi studiati per la lettura di testi e dotati di schermi con tecnologia e-link, attualmente non disponibile a colori ma solo in toni di grigio, usufruendo della luminosità ambientale non avendo una fonte di illuminazione intrinseca.

Il primo dispositivo di lettura  “a Colori” è stato mostrato all’11 di Novembre  del 2010 dall’azienda cinese Hanvon in occasione dell’evento FPD International di Tokyo. Lo schermo a inchiostro elettronico a colori Triton, è creato da E-Ink Holdings.

Oltretutto va sottolineato,  che un e-book su dispositivo e-link,  è decisamente meno stancante per la vista rispetto ad un dispositivo con schermo LCD.

Il tema di questo  straordinario evento E-Book  Lab Italia 2011 sarà dunque sul futuro dei libri e della letteratura. Sarà interamente incentrato sull’editoria digitale, ciò significa creare contenuti in forma nuova e su nuove piattaforme e prezzi. In tutto questo interverrà il Social Marketing che non è solo lo strumento di marketing, ma è come viviamo noi  questa evoluzione.

Giulio Blasi, semiologo, discepolo di Umberto Eco, ha lanciato l’idea, di sostituire la tradizionale biblioteca con una fatta da e-book, applicando i sistemi di gestione della vecchia biblioteca e gestendo tutti i problemi di licensing e copyright attraverso un network nazionale di biblioteche, di sistemi bibliotecari e altri enti che collaborano e condividono i costi per la gestione di risorse digitali, tipo Digital Asset Management.

Però Blasi ha fatto anche la seguente precisazione:

“Si sente dire e si legge che stiamo vivendo la rivoluzione degli e-book, ma non è vero. Gli e-book, come realtà commerciale, esistono già dalla metà degli anni ‘90. Tuttavia, nelle biblioteche pubbliche italiane non esiste un progetto sistematico in questo senso perché è scarsa la domanda. Secondo un sondaggio della George Washington University, il 69% degli americani utilizza più o meno regolarmente una biblioteca pubblica. In Italia questa percentuale è del 10%”.

Ebook Lab Italia 2011 “La Mostra Convegno per i Libri del Futuro” presente  al Quartiere Fieristico di Rimini via Emilia 155,  dal 3 al 5 Marzo,  dovrà affrontare quei temi, che da anni la Gran Bretagna affronta, per procedere sulla giusta direzione commerciale. L’Orario sarà dalle 8:00 alle 18,30 per altre informazioni visitare il sito ufficiale www.ebooklabitalia.com o telefonare allo 0541/744111.

postheadericon Tra i sapori di Romagna e i castelli dei Malatesta

Produttori di vino e di olio, ristoratori e artigiani e Associazioni di categoria hanno istituito “La Strada dei vini e dei sapori dei Colli di Rimini” per far conoscere ai turisti le tradizioni gastronomiche ed enologiche della terra ove regnarono i Malatesta: la Romagna.
Tanti golosi non solo italiani  ma anche provenienti dall’Austria, Germania, Svizzera percorrono questa strada per scoprire o degustare un vino o un certo tipo di formaggio.

Nel 1996, il decreto del Ministero delle Risorse Agricole, istituì la legge che imponeva la Denominazione di Origine Controllata (D.O.C.) dei vini “Colli di Rimini”.

Fra le due Valli “Conca” e “Marecchia” attraversando praticamente tutta la provincia fino ai confini del Montefeltro marchigiano.si snoda alla scoperta della genuinità e della qualità dei tipici prodotti locali, il percorso “ La Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Rimini”.

Un territorio collinare composto da terreni coltivati, da uliveti,  da vigneti, ricco di paesi  e borghi fortificati, di rocche e castelli malatestiani, Antichi Borghi medioevali: Santarcangelo, Verucchio, San Giovanni in Marignano, Montefiore, Saludecio e tanti altri ancora,  disseminati sulle colline, che circondano la Riviera di Rimini, tutti con la  stessa radice storica e culturale: La Signoria dei Malatesta, caratterizzati da una enogastronomia fatta di prodotti di qualità, legata fortemente al territorio e dalla proverbiale ospitale giovialità, che dedicano al visitatore.

Sagre, grandi Fiere  di tradizione agricola rappresentano l’occasione per riscoprire profumi e prodotti provenienti dalla alte colline, dai borghi storici delle due Vallate:

Olio d’Oliva  e Oliva a Coriano e Montegridolfo.
Vino a S. Clemente
Patate a Montescudo
Castagne a Montefiore
Miele a Torriana
Trippa e strozzapreti a Montecolombo
Carni di maiale a Verucchio

Per degustare  i tanti primi piatti: cappelletti e passatelli, fatti con uova e parmigiano  e pan grattato, ravioli all’ortica, gli gnocchi, gli strozzapreti e le tagliatelle fatte ancora secondo la solida tradizione romagnola: a mano.

Lungo la strada dei vini e sapori dei Colli di Rimini oltre ai piatti tradizionali della cucina della Signoria, si trova anche l’ottima cucina di pesce proveniente dal vicinissimo mare, fornito dalla pescatori riminesi.

postheadericon Accenni storici sulla Romagna

Protovillanoviano e Villanoviano è il termine usato per definire la cultura che tra VIII e VI a.C. incrociò la cultura Etrusca. Gli Etruschi popolo raffinato e colto provenienti da Tuscia, dalla valle del Reno. esercitarono un dominio mercantile attraverso la Valle del Marecchia, dove su uno sviluppatissimo fiorente centro protovillanoviano sorse Verucchio.
Verucchio fu il principale centro della Cultura Villanoviana nella Valle del Marecchia.

Testimonianze di questa civiltà oltre alla documentazione proveniente dalle estese necropoli di Verucchio, furono rinvenute e registrate nella valle dell’Uso in numerose località che circondano l’altura di San Giovanni in Galilea: Marola, Ripa Calbana, Ara Vecchia, Monte Rigone, Montecchio, Selbrano, Forano, ecc., altre nella vallata del Rubicone: a Cavignano (Sogliano al Rubicone), Longiano e nella zona circostante San Giovanni in Compito (Savignano sul Rubicone).

La cultura Etrusca si estese in tutta la Romagna, scontrandosi e amalgamandosi con le popolazioni liguri che attraversarono gli Appennini, con i Celti e infine coi Romani.
La Costa Adriatica fu toccata da una navigazione costiera e gli approdi principali avvennero a Rimini e a Ravenna.
Rimini fu la prima colonia creata da Roma nell’aerea padana nel 268 a.C.
Ravenna con origini antecedenti a quelle di Roma e risalenti a circa 3.000 anni fa, sorse alla confluenza di corsi d’acqua e nello specifico nell’antica Padusa, zona del Po, assai vicino al mare. L’insediamento urbano collocato su isolotti uniti fra di loro da ponti, nel III e II sec. a.C. fu conquistato dai romani, in seguito per volontà di Ottaviano Augusto, fu trasformato in un importantissimo porto militare ove era stanziata una flotta pretoria, da qui il nome di Classe dal latino “classis” flotta, con lo scopo di assicurare la difesa dell’Adriatico e dei mari orientali dell’impero.
All’inizio del V secolo Ravenna divenne la Capitale dell’Impero Romano di Occidente, trovandosi in una posizione più difendibile di Roma e poi di Milano dall’invasione dei Visigoti di Alarico, fu scelta come nuova sede dall’imperatore Onorio.
Essendo attraversata dal fiume Po’ Padus, nell’odierna Valle del Po’, in epoca romana chiamata Valle Cisalpina, cioè la terra dei Galli cinta dall’arco Alpino, si formarono due regioni: Transpadana e la Cispadana, l’odierna Emilia Romagna.

La fondazione di Ariminum fu il passo determinante per preparare l’espansione romana, con la seconda guerra punica e il passaggio di Annibale, si fermò per alcuni anni,
Ripresa la colonizzazione tra il 189 e il 183 venne fondata Bonomia-Bologna, Mutina-Modena, e Parma, Emilio Lepido ritenne dunque necessario di collegare le colonie romane con un unico asse stradale. La Via Emilia, da Rimini a Piacenza divenne l’elemento principale per la trasformazione nell’economia del territorio e nel paesaggio.

Vennero bonificate le terre paludose dividendo le terre coltivabili, si costruirono fornaci per la costruzione delle città.
Durante l’età imperiale romana, l’Adriatico registrò un forte afflusso di genti, di diverse culti provenienti da Oriente, sopra Cesena a Sarsina fu costruito un santuario dedicato alle divinità orientali.
Nel VI seguì l’invasione dei Longobardi, che occuparono molti territori fra cui Bologna e Imola, non sconfissero i Bizantini ai quali restò la Zona Adriatica, che prese il nome di “Romagna” perché apparteneva ai Romani di Bisanzio.
Durante il Medioevo, nei conventi e nelle grandi abbazie, gli amanuensi ricopiarono i testi della tradizione classica contribuendo alla nascita delle grandi biblioteche, tra le prime:
La Malatestiana di Cesena.

Durante il Cinquecento si consolidò il dominio pontificio sulla parte orientale della regione, Papa Giulio II conquistò le prime città della Romagna. L’assetto politico che si instaurò in Romagna, escludendo la parentesi napoleonica, durò fino all’unificazione italiana. Le vicende belliche furono sempre presenti in Romagna, nel 1943 la dorsale appenninica fu tagliata dalla Linea Gotica che costruita per 300 km dai tedeschi conduceva da Rimini a La Spezia.
Lo stemma dell’Emilia Romagna rappresenta la storia del territorio:
La linea ondulata del fiume Po, l’acqua che conduce al mare
e la linea obliqua della via Emilia, la strada che collega gli uomini con il lavoro e con la storia.

postheadericon Alla Regina di Cattolica “Hello Dolly”

Nuovo serata speciale in un Teatro speciale quale “La Regina” di Cattolica il 19 Marzo 2011., Dopo la rappresentazione della Vedova allegra di Franz Lehar, ecco  Hello Dolly altra pietra miliare della musica leggera nata oltreoceano sulle orme della nota fonte letteraria e dove in entrambi i casi due vedove  sono unite  da un destino che ha come comune denominatore il grande anche il successo e la straripante popolarità.
 Il celebre show musicale “Hello Dolly!” originariamente fu rappresentato a Broadway e fu lo spettacolo che superò la tiratura record di “My Fair Lady”. sia grazie alla  briosità della  commedia, che per il segno melodico della musica di Herman.
In seguito nel 1969 fu portato sullo schermo cinematografico, con grandissimo successo, dal noto ballerino-regista Gene Kelly, con un cast d’attori davvero invidiabili, fra cui: Barbara Streisand, Walter Matthau e con l’ultima partecipazione del grande Louis Armstrong.
Con grande successo di  pubblico, vinse  ben 3 Oscar per miglior Colonna Sonora, migliore Art Direction, migliore Scenografia.
 A interpretare il divertente spettacolo musicale Hello Dolly, tratto  dalla commedia omonima di Thornton Wilder , al Teatro della Regina di Cattolica il 19 Marzo sarà la Compagnia Corrado Abbati.
 Qui velocemente la trama per chi non conoscesse questa divertente commedia musicale ricca di colpi di scena, di equivoci :
Una giovane ed attraente vedova, Dolly,  non si rassegna alla perdita del marito. Intrigante e vivace, Dolly si trasforma in una vera e propria agenzia matrimoniale e, con la scusa di combinare incontri sentimentali, andrà alla ricerca di un nuovo marito. Ma soltanto dopo una serie di romantiche e divertenti disavventure, Dolly riuscirà a trovare l’anima gemella, sarà un fortunato e ricchissimo mercante.
Lo spettacolo inizierà alle 21,15, il Teatro è raggiungibile sia dalla Statale che da Autostrada A14  con uscita al casello Cattolica San Giovanni Gabicce.
Per altre informazioni e biglietti  rivolgersi al teatro La Regina di Cattolica: Tel. 0541/966778. Gli hotel Cattolica per ogni evento manifestazione spettacolo che si svolge nella città offrono pacchetti personalizzati, last minute e promozioni in collaborazione col Comune di Cattolica.

postheadericon Nuovi incentivi statali per impianto Fotovoltaico

I guadagni che hanno determinato il boom del “Fotovoltaico”sono ancora validi almeno per ancora un triennio.
Infatti il nuovo Conto Energia , valido dal primo di gennaio 2011, premia chi installaun impianto sul tetto della propria casa o della propria azienda. La spinta verso l’energia pulita con la realizzazione di un impianto fotovoltaico, è oltretutto un aiuto economico alle famiglie o alle imprese, apportando un taglio alla bolletta e ai contributi dello Stato.

Ma che cos’è il “Fotovoltaico?”

Il termine fotovoltaico è l’insieme di due parole:
dal greco  phos (=luce) e Volt unitá di misura della tensione elettrica.

 Si tratta dunque della trasformazione di luce in energia elettrica.
Già nel 1839 si scoprì il Fotovoltaico, ma le prime applicazioni avvennero solo negli anni cinquanta. Il FV (fotovoltaico) venne sviluppato per i primi satelliti, che furono messi in orbita in quel periodo, dato che  le tradizionali pile, batterie a combustione e l’energia nucleare non
erano adatte alle esigenze di allora: dopo un breve periodo l’energia immagazzinata si sarebbe consumata ed il satellite sarebbe divenuto inutilizzabile.
Solo sviluppando  celle solari al silicio ad alto rendimento, il FV si rivelò la soluzione ideale  e vantaggiosa da impiegare:

l’inesauribilità della fonte d’energia (il sole), nessuna produzione di scorie (gas combusti, residui, ecc.), l’assoluta assenza di necessità di manutenzione dei componenti, infine  alta affidabilità grazie all’assenza di parti in movimento.

L’elemento principale delle celle FV è il Silicio, che dopo l’ossigeno è l’elemento più frequente della crosta terrestre. Gli impianti fotovoltaici sono alimentati da fonti rinnovabili come vento, biomasse, acqua, con le fonti rinnovabili si riduce la dipendenza dalle fonti energetiche destinate ad esaurirsi, riducendo del 20% i consumi energetici in particolare il gas che genera un gas serra.

Il mercato fotovoltaico mondiale ha conosciuto negli ultimi anni un notevole sviluppo, passando dai 45 MWp del 1990 ai 1300 MWp del 2002. Questo grande risultato è stato possibile grazie allo sviluppo di due tipologie di applicazioni:
gli impianti isolati e quelli installati sugli edifici ed integrati alla rete elettrica.

Gli Stati che hanno maggiormente incrementato questi impianti sono:
Giappone, Stati Uniti e Germania soprattutto grazie ai programmi di incentivazione da parte dello stato che, non solo hanno fornito sussidi per l’installazione di impianti FV, ma in alcuni casi, come in Germania, l’elettricità in eccesso prodotta da tali impianti è stata comprata dall’azienda Elettrica e riversata in rete ad un prezzo molto maggiore di quello di vendita dell’elettricità tradizionale.

L’Unione Europea indicando questa prospettiva di guadagno e il posizionamento degli impianti sui tetti delle case o degli edifici delle imprese, ha invitato gli Stati membri dell’Unione ad incrementare del 20% la costruzione per produrre:
energia  pulita, risparmiare energia, salvaguardando contemporaneamentel’ambiente e il paesaggio.

postheadericon Le Lenticchie legume del Mediterraneo portano fortuna

La lenticchia originaria dall’Asia e dal Mediterraneo è un seme tondeggiante e piatto il cui colore varia dal giallo al verdastro fino al bruno. Anche il suo sapore varia a seconda della misura e viene acquistato secco o lessato in scatola.
In caso le lenticchie venissero acquistate secche prima di cucinarle, dovranno, dopo aver controllato che non vi siano sassolini,  essere messe a bagno un giorno.
Potranno essere conservate  sempre lontane dall’umidità in un luogo fresco asciutto e buio, chiuse in barattolo, se sono state acquistate  sfuse. Piccole o grandi hanno un alto valore nutritivo importanti proprietà, sono ricche di zuccheri e proteine (circa il 24%), vitamine (A, B1, B2, C, PP), sali minerali (calcio, ferro, sodio, potassio e fosforo), e contengono il 2% di olii vegetali. Sono inoltre facilmente digeribili rispetto ad altri legumi e utili per chi ha problemi di anemia o di esaurimento fisico. A causa, tuttavia dell’elevato valore nutritivo, è consigliabile un utilizzo moderato, ma consigliato dai dietologi perché alimento totalmente privo di grassi e di colesterolo.
Importante è cuocerle in tegami di ogni tipo di materiale, tranne l’alluminio che diventerebbe nero.
Anticamente gli Ebrei le mangiavano quando erano in lutto in ricordo di Esaù che, per un piatto di lenticchie, cedette il diritto di primogenitura, il bene più importante che possedeva.
La sua coltivazione risale al 7000 a. C. , dopo la sua velocissima  diffusione in tutto il Mediterraneo nei secoli successivi continuarono ad essere apprezzate e consumate grazie al loro basso costo e alla facile reperibilità e alto valore nutritivo, tanto da essere definite “carne dei poveri”, e divenendo cibo base della  Grecia e dell’antica Roma.
Nel XVII sec. proprio per la sua forma, la lenticchia diede il proprio nome alla lente di vetro.
Per il 31 dicembre portarle in tavola per il Cenone, secondo le credenze popolari, assicura un anno ricco di successo e denaro e più se ne mangia e più ricco si diventa, la tradizione vuole che un cucchiaio di questo legume si debba mangiare prima di brindare e all’ultimo rintocco della mezzanotte, prima dello scoccare  dell’anno nuovo.

postheadericon Dall’Alta Valmarecchia al mare una catena di Presepi

Un percorso che scalda i cuori è la lunga via di  Presepi che durante le festività natalizie vengono allestiti dall’Alta Valmarecchia fino al mare della costa romagnola.
Artigiani, professionisti, parrocchie, associazioni, gruppi di giovani hanno creato per il pubblico sia del luogo che per i turisti: Il Presepe, una delle più care tradizioni del popolo cristiano i cui inizi  vengono attribuiti a San Francesco, che nel 1223 a Greccio volle ricreare dal vivo la scena della Natività.
Nell’insegna del simbolo della pace come una lunga catena i Presepi si snodano dall’Alta Valmarecchia:
Il grande Presepe di Pennabilli  sulla rupe con le sagome altre 4 metri, grazie ad un efficace sistema di illuminazione visibili anche nella notte, creano un paesaggio da favola. Questo Presepe è considerato una delle più grandi installazioni d’Italia.
Nelle frazioni di Pennabilli, nei luoghi più suggestivi degli antichissimi borghi, sono stati allestiti splendidi Presepi. Questo itinerario è un invito a visitare anche i piccoli centri o borgate, dove si possono fare acquisti di tanti oggetti artigianali e prodotti locali.

La via dei 17 Presepi a Sant’Agata Feltria, chiamata il “Paese del Natale”. Da non tralasciare “A riveder le Stelle” nella chiesa di San Francesco della Rosa a fianco della Rocca Fregoso sino all’ex monastero quattrocentesco di San Girolamo. La novità del percorso è l’allestimento di diverse scene della Natività cristiana: La visitazione; l’Annunciazione; Il tormento di Giuseppe, inoltre è visibile negli stessi locali un pittoresco Presepe della Scuola Napoletana.
Nel centro storico i mercatini natalizi donano quel fascino tipico del Santo Natale Nordico

Il Presepe della Pieve di San  Pietro in  Culto a Novafeltria, allestito inizialmente nel Teatro Comunale ora nella Chiesa Parrocchiale di Novafeltria.

Il Presepe di Talamello che compie 50 anni.

Il Presepe Francescano a Longiano.

Il Natale Vivente di Verrucchio e il Presepe Meccanico nella Chiesa della Colleggiata.

Il Presepe Meccanico a Sant’Arcangelo di Romagna, allestito nei sotterranei del vecchio Mulino della Croce del 1530. Sempre a Sant’Arcangelo Il Presepe allestito all’ingresso della grotta con statue pezzi unici,  in terracotta e stoffa. Presepe nella grotta del Museo del Bottone.

Il Presepe di Sabbia a Torre Pedrera ospita una grande Natività “La storia” e
a Bellaria Igea Marina i “ Presepe nei Tini”.

Nella Provincia di Rimini da non dimenticare il Presepe alle Navi di Cattolica e al Porto di Rimini il Presepe di sabbia. 

postheadericon Tacchinella Natalizia farcita con castagne

Buon Natale è l’augurio che si porge a tutti, ma alle persone che amiamo oltre all’augurio si offre un indimenticabile “Pranzo natalizio”, un modo speciale per dire a tutti i partecipanti
Vi voglio bene”.

Le ricette per il pranzo di Natale non occorre che siano sempre tradizionali, possono essere importate da altri paesi, oggi si vive in un mondo globalizzato quindi anche la cucina può essere influenzata dalla globalizzazione,  importante che il “Pranzo Natalizio “ sia  “il  simbolo d’amore “, che unisce la Famiglia.

Tacchinella Natalizia  farcita di Castagne

Ingredienti per 6-7 persone
1 tacchinella di circa 2,5 kg, 300 gr di castagne secche, mezza cipolla,200 gr di salsiccia, rametti di rosmarino e qualche foglia di salvia fresca, pancetta a fette per rivestire la tacchinella, olio, 1 bicchiere di vino bianco, 2 dl di brodo o consomé, sale, pepe.

Preparazione: mettere ad ammollo le castagne.  Almeno un giorno prima lavare condire la tacchinella con sale e pepe, dopo averla lavata ed asciugata bene, affinché la carne venga ben saporita.
Con la salciccia spellata cipolla tritata rosmarino, salvia e una parte di castagne ammollate fate un composto e riempire la Tacchinella, se il ripieno si presentasse troppo sodo, aggiungere un paio di cucchiai di latte freddo.
Cucire  l’apertura per non far fuoriuscire il ripieno e ricoprire la tacchinella con qualche fetta di pancetta e con i rametti di rosmarino,legarla bene con spago da cucina in modo da far aderire le ali al corpo ed unire le zampe.
Sistemate la tacchinella in una pirofila unta d’ olio. Il forno dovrà essere  già caldo, quindi cuocere a 200° per 2 ore e 1/4 circa, dopo 1 ora, versare il vino nella teglia e abbassare leggermente la temperatura, dopo che il vino è evaporato versare il brodo. Per rendere la pelle bella dorata e croccante, pennellare esternamente sia con burro fuso che con lo stesso sugo, se al termine del tempo cottura,  la pelle non avesse ancora raggiunto il bel colore dorato lasciare nel forno, altri 15 minuti, riducendo il calore a 170° C, però  continuando di tanto in tanto a bagnare la tacchinella con un po’ di brodo tiepido.

Una volta cotta prelevare il fondo di cottura dalla pirofila e versarlo in un pentolino dove si aggiungeranno le rimanenti castagne per lasciar cuocere a fuoco basso e coperto  per 1/4 d’ora. Poi frullare il tutto per ottenere una salsa( salare e pepare con attenzione)  che verrà servita  in tavola insieme alla tacchinella.
Contorni buone patate arrosto e carciofi ripieni alla giudea o carotatine dolci al forno con burro e parmigiano.

Buon appetito e felice Natale!