Archivio di settembre 2008

postheadericon Paul Newmann

Paul Newmann, uno dei più grandi attori degli anni’60 negli anni seguenti  anche produttore e regista., ieri  a 83 anni ci ha lasciato,

Ho ammirato questo attore fin da ragazzina non erano solo i suoi occhi ad affascinarmi, ma anche il suo volto, la
sua bocca imbronciata.


Negli anni 50 con un James Daean e un Marlon Brando, dagli sguardi altrettanto intensi, dai tratti del volto espressivi al massimo, da quella imbronciatura di ragazzi di “gioventù bruciata” Paul Newmann poteva sembrare un dublicato, ma  quando, dopo il 1953,  esordì nel drammatico film sulla vita di Rocky Graziano a fianco della nostra bravissima, ma tanto sfortunata  Anna Maria Pierangeli: Lassù qualcuno mi ama, alla ribalta apparve un Paul Newmann diverso e bravo quanto Dean e Brando.

Fu straordinario in ogni parte che portò sullo schermo: dallo sbruffone nello Spaccone, indimenticabile in “La gatta sul tetto che scotta” a fianco di un cast d’attori straordinari.

Con Exodus forse dove rivisse le tragedie della sua famiglia, Paul Newmann era figlio di mamma ungherese e papà tedesco-ebreo, nacque i 26 gennaio 1925 a  Shaker Heights nell’Ohio.

Nel 1952 si iscrisse all’Actors Studio, i suoi films tantissimi, le sue interpretazioni sempre diverse. Io l’ho amato in tutte dal tenente Harper, ad Henry Gondolff, il simpatico truffatore di la “Stangata” con un Robert Redford nel ruolo di una simpatica canaglia, pronto a prendere il posto del Re di Holliwood: Clark Gable.

La bellissima canzone di Butch Cassady, fuorilegge ironico e scavezzacollo,  Raindropps keep falling on my head,  fu cantata e ballata, conquistò un’intera generazione,  e il trio Katerine Ross, Paul Newmann e Robert Redford la resero leggendaria.

Paul Newmann amante del volante partecipò alle corse a Indianapolis, ma si dedicò anche ad aiutare i più deboli, fondò un’azienda per la produzione alimentare biologica e  il ricavato lo diede sempre  in beneficenza. Lavorò e s’impegnò a favore della libertà di culto, espressione e stampa.

Partecipò alla Seconda Guerra Mondiale  come marconista nel Pacifico

Si sposò due volte, dalla prima moglie Jackie Witte, che incontrò in una compagnia teatrale nel 1940 e sposò nel 1949, ebbe tre figli, Scott il più piccolo morì di overdose nel 1978. Non superando mai questo dolore diresse nel 1984 “Harry & son”, la storia di un padre e figlio allontanati da mille incomprensioni.

Nel 1958 sposò Joanne Woodward, conosciuta sul set “la lunga estate calda“. Fu il grande amore della sua vita, girarono insieme diversi film come Missili in giardino, da questa unione che durò fino al suo ultimo giorno di vita nacquero 3 figlie.

Diresse la moglie ” nella prima volta di Jennifer” mostrandola in un’altra versione, non sempre la semplice brava ragazza che avevamo sempre visto sullo schermo.

Vinse l’Oskar nel 1986 e nel 1987 quello alla carriera.

Paul Newmann mito degli anni ’60, è stato definito spesso “leggenda della cinematografia holliwodiana” fu inserito nel mondo dei grandi attori dal forte spessore a cui appartengono miti come Greta Garbo, Bette Davis, James Cagney, Montgomery Cliff, Henry Fonda,Gary Cooper, Marlon Brando, Haudry Hepburn, Katerine Hepburn…. una carellata di attori fantastici con straordinarie personalità, che hanno portato sullo schermo personaggi affascinanti, ironici, drammatici.

Gli straordinari occhi blu, che magicamente dallo schermo sprigionavano quell’intenso fascino, non verranno mai dimenticati.

La morte, benchè sia l’unica cosa sicura per tutti,   quando arriva ci trova  sempre impreparati e non ci sono parole sufficienti per  lenire il dolore di chi rimane, ma come tutti gli altri miti Paul Newmann non sarà mai dimenticato e continuerà a vivere tra noi con i suoi film.

postheadericon Vendemmia

Con ritardo a causa del cattivo tempo, per molti, qui a Santa Cristina, questo fine settimana è tempo di vendemmia. Sono gli ultimi ritardatari che si apprestano a raccogliere grappoli ricchi di chicchi rossi e dolcissimi.

 La vendemmia può essere molto divertente col tempo bello. Si inzia alla mattina e camminando lungo i filari si riempiono le ceste di grappoli tranciati; queste ceste vengono poi svuotate nei cassoni che si trovano sul trattore che a passo d’uomo segue questi raccoglitori d’uva. Poi fra canti e barzellette si fa una pausa per mangiare sfilatini di pastamolla ripieni di formaggio casareccio e salame contadino. Si va avanti fino che la giornata lo permette.

Naturalmete una volta riempiti i cassoni, il trattore parte per arrivare al casolare, qui altri uomini svuotano le ceste dentro la  pigiatrice,

La vendemmia per molti inizia verso la fine di Agosto, certamente l’uva va selezionata, perchè spesso la maturazione non avviene sempre nello stesso momento, quindi o i grappoli un pò verdi si mettono da una parte o si ripassa a raccoglierli in momenti successivi, importante è che l’uva non sia mai bagnata nè da pioggia, nè da nebbia, nè da rugiada poichè l’acqua potrebbe avere dei risutati negativi durante la fermentazione del mosto.

Oggi nei grandi vigneti non si usa solo la vendemmia manuale, ma si usano anche  macchine ideate proprio per velocizzare il lavoro e sostituire i vendemmiatori, non facili a trovarsi.


Un grappolo d’uva, frutto prelibato, nel passato, con pezzo di pane era spesso una cena, il vino, ricavato con la pigiatura dei piedi, era solo per i benestanti, mentre la”birela”, che non costava molto, era per tutti (la Birela espressione romagnola per indicare una bevanda assai leggera e gustosa ricavata dall’aggiunta di acqua nella vinaccia già spremuta).

postheadericon Curiosità

Ottobre è tempo di zucca!

Simbolo della stagione autunnale, con le sue forme originali e i suoi vari colori vivaci dalle dimensioni extra, la zucca è semplicemente una bacca.

E’ un ortaggio che può essere cucinato in diversi modi, è l’ingrediente principe della gastronomia mantovana. In Emillia-Romagna sono rinomati e favolosi i tortellini alla zucca, ma si possono fare anche stupendi dolci.

dolci fagottini di zucca: 500 g di pasta sfoglia ( la potete prendere anche surgelata), 500 g di zucca sbucciata, 100 g di uva sultanina, 1 confezione di marmellata, 50 g di pinoli, 2 chiodi di garofano, 1 tuorlo d’uovo, 160 g di zucchero.

Preparazione: tagliare la zucca a pezzetti, cuocerli con i pinoli, con i garofani, l’uvetta e la marmellata per 5 minuti. Scaldare il forno a 200°, formare dei quadretti con la pasta sfoglia, riempirli col composto tiepidI  e chiuderli a fagottino quindi spennellarli col torlo d’uovo e successivamente con lo zucchero, infornare 20 minuti.


La zucca viene conservata in un ambiente fresco, buio e asciutto, è diventata il simbolo delle notti di Halloween, tradizione, da qualche anno,  importata dall’America.

Ma come è legata la zucca alle storie e leggende irlandesi?

Jack O’Lantern era un irlandese che amava il bere e aveva un caratteraccio. Un giorno incontrò  in un pub nella notte di Halloween il diavolo che voleva la sua anima. Jack furbescamente riuscì a raggirarlo e si fece promettere che sarbbe ripassato dopo 10 anni. Arrivato il momento , nuovamente Jack riuscì a cavarsela e il diavolo dovette promettere di non tornare più.

Jack morì, non potendo andare in paradiso chiese l’inferno, ma il diavolo non lo volle e gli tirò un tizzone ardente. Jack prese il tizzone per illuminare la strada e poi lo dispose sotto la rapa cava che stava mangiando. Da quel giorno cominciò a vagare con la sua rapa non avendo un rifugio.

Per commemorare questa leggenda, gli irlandesi iniziarono a esporre  ogni anno nella notte di Ognisanti la rapa illuminata intagliata con le fattezze di Jack O’Lantern.

Una volta che gli irlandesi sbarcarono in America, però, terra dove le rape crescevano faticosamente, le sostiruirono con le zucche, tipico ortaggio di quei posti e da allora la zucca divenne il simbolo di Halloween!!!

postheadericon La riviera lascia il posto allentroterra

Ufficialmente oggi termina l’estate, speravo tanto che il caldo non ci avesse abbandonato così velocemente e che avessi potuto  regalarmi qualche altra  nuotatina in un mare calmo e tranquillo, purtroppo non è andata così!

Molti alberghi hanno già chiuso ed altri stanno preparandosi alla chiusura, con loro chiudono i locali, i ristorantini, i negozietti, sulla località marinare cala il sipario, mentre nuovi eventi, novità, sagre, feste animano sempre più le località dell’Entroterra romagnolo.

Da venerdì 29 Settembre al 1 Ottobre la Fiera di San Michele nella intramontabile Santarcangelo di Romagna  dà appuntamento per mostrare il mondo agricolo dei produttori, le fattorie didattiche, ci saranno balli contadini, vecchi macchinari agricoli e una rievocazione della vendemmia dei tempi passati.

Il mondo agricolo e gli uccelli saranno i protagonisti di una fiera assai antica.

Mostre, gare, degustazioni, competizioni saranno i temi di questa festa, la Chesa de Gazott è alla sua sesta edizione e  il mercatino dei bambini.

Insomma un’occasione per conoscere uno scorcio della Romagna per chi non fosse riuscito a regalarsi una piccola vacanza.

La mostra cinofila in programma allo Sferisterio per riscoprire questi grandi amici, ci saranno gare e selezioni, sfilate di esemplari e dimostrazioni di cani da Utilità civile. Un premio speciale per i meticci, che spesso non è così considerato ed infine iniziative mirater per i bambini.

cagnoneFra i tanti cani, che spesso l’uomo, che è il solo vero colpevole, condanna   è il Rottweiler, guardiano coraggioso e devoto dall’aspetto imperioso.

Il Rottweiler è dotato di un cranio ampio e nobile caratterizzato dalle macchie fulve sulle palpebre, è un cane da guardia eccezzionale, naturalmente deve avere un addestramento e una socializzazione adeguata per rivelarsi un ottimo compagno e difensore della famiglia.

La sua razza risale al mastino, che affiancava le legioni romane durante le loro conquiste e che venivano impiegati anche non solo in battaglia ma anche per radunare il bestiame e proteggerlo dall’attacco di altri animali selvaggi. Dopo che i Romani valicarono le Alpi e si fermarono in Svizzera e in Germania, i mastini romani, probabilmente, si incrociarono con cani indigeni dando vita alla razza odierna.

Oggi è usato quale impareggiabile cane poliziotto da guardia e di ricerca.

Se adeguatamente addestrato e socializzato si può contare su un compagno dolce e affidabile.

postheadericon Anno Paolino

Anno PAOLINO il Bimillenario della nascita di San Paolo!
San Paolo, il cui nome è Paolo di Tarso, nella diffusione del Cristianesimo è la figura più importante
 Nacque probabilmente verso il 5-10 d.C. a Tarso nella Cilicia, oggi situata nella Turchia meridionale.
 Come molti degli ebrei di quel tempo, aveva due nomi, uno ebraico Saul, che significava “implorato a Dio” e l’altro latino o greco che era Paulus, forse in riferimento alla sua bassa statura.
 
San Paolo è senz’altro il più grande missionario di tutti i tempi, a differenza di San Pietro non conobbe personalmente Gesù, ma la Sua chiamata sulla via di Damasco  fu folgorante.
Divenne un discepolo fra i più grandi, perorò la causa dei pagani convertiti, fu l’apostolo delle Genti; insieme a Pietro diffuse il messaggio evangelico nel mondo mediterraneo di allora.
Negli “Atti degli Apostoli”, Saul, fiero sostenitore delle antiche tradizione dei padri, è descritto come un accanito persecutore dei cristiani, che con terrore pronunciavano il suo nome.
Con accanimento li scovava nei rifugi, li gettava in prigione, testimoniava contro loro, aveva un cieco fanatismo religioso tanto da costringere molti di loro a fuggire da Gerusalemme verso Damasco.
Ma Saul non li mollava, anzi con il permesso del Sinedrio li seguiva a cavallo  con un drappello di armigeri per scovarli e condannarli nella città siriana.
Il Signore si rivelò a questo accanito nemico proprio sulla strada di Damasco. Gli ‘Atti narrono che una luce dal cielo l’avvolse e cadendo dal cavallo, udì una voce che gli diceva: “Saul, Saul, perché mi perseguiti?”.
 E lui: “Chi sei o Signore?”; e la voce: “Io sono Gesù che tu perseguiti. Orsù alzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare” (Atti 9, 3-7).Gli uomini che l’accompagnavano, erano ammutoliti perché l’avevano visto cadere, forse videro anche l’improvviso chiarore, ma senza capire qualcosa; Saulo era rimasto senza vista e brancolando fu accompagnato a Damasco, dove per tre giorni rimase in attesa di qualcuno, digiuno e sconvolto da quanto gli era capitato.

In quei giorni conobbe la piccola comunità cristiana del luogo, che avrebbe dovuto imprigionare; al terzo giorno si presentò il loro capo Anania,  che gli disse: “Saulo, fratello, il Signore Gesù che ti è apparso sulla via per la quale venivi, mi ha mandato da te, perché tu riacquisti la vista e sia colmo di Spirito Santo”.
Da quel momento nacque Paolo, l’apostolo delle Genti; egli decise di ritirarsi nel deserto, per porre ordine nei suoi pensieri e meditare più a fondo il dono ricevuto; qui trascorse tre anni in assoluto raccoglimento. Confortato da questa luce, dopo il ritiro ritornò a Damasco e si mise a predicare con entusiasmo, suscitando l’ira dei pagani, che lo consideravano un rinnegato e tentarono di ucciderlo.
Paolo fu costretto a fuggire, calandosi di notte in una cesta dalle mura della città aiutato da alcuni cristiani, era all’incirca l’anno 39.
Rifugiatosi a Gerusalemme, si fermò qui una quindicina di giorni incontrò Pietro il capo degli Apostoli e Giacomo, ai quali espose la sua nuova vita. Negli anni 60- 61 ebbe luogo il suo viaggio dalla Palestina a Roma. Da Cesarea l’Apostolo delle Genti partì accompagnato dal centurione Giulio al quale era stato affidato insieme ad altri prigionieri. La nave fece scalo a Sidone, Mira di Licia, Creta. al quattordicesimo giorno una tremenda tempesta lo costrinse a fermarsi a Malta. Da qui si spostò a Siracusa., visitò molti paesi della provincia aretusea.
San Paolo subì il martirio e morì per decapitazione un 29 giugno di un anno imprecisato, forse il 67.
Essendo cittadino romano gli fu risparmiata la crocifissione; la sentenza ebbe luogo in una località detta “palude Salvia”, presso Roma (poi detta Tre Fontane, nome derivato dai tre zampilli sgorgati quando la testa mozzata rimbalzò tre volte a terra); i cristiani raccolsero il suo corpo seppellendolo sulla via Ostiense, dove poi è sorta la magnifica Basilica di San Paolo fuori le Mura.
L’Apostolo Paolo, figura eccelsa e pressoché inimitabile, ma comunque stimolante, sta dinanzi a noi come esempio di totale dedizione al Signore e alla sua Chiesa, oltre che di grande apertura all’umanità e alle sue culture”, così ha detto il Santo Padre Benedetto XVI annunuciando l’Anno Paolino dal 28 Giugno 2008 al 29 Giugno 2009.

postheadericon Dachshund

Il desiderio di un cane è sempre molto forte in me, vorrei riavere tanto un nuovo amico, ma sono un pò trattenuta dalla mia età e dai miei mille acciacchi.

Fin da bambina la passione per i cani, amore ereditato da mio babbo, mi ha spinto ad averne sempre uno, non mi è mai importato della razza nè della taglia, volevo solo un amico che vivesse con me.

Nel periodo viennese ho scoperto i gatti, altrettanto belli e affettuosi. Il primo, trovato in un campo sportivo,  si chiamava “Mucci” una sorianina dolcissima, che scattava appena sentiva il rumore della carta staniola arrotolata per formare una pallina.  In piedi su di un armadio saltava da una parte all’altra a mò di portiere, parando la pallina che le tiravamo. Era una cacciatrice e spesso si allontanava per ritornare poi con la sua preda in bocca mostrandola orgogliosa.

Ha viaggiato con me in una cestina per 10 anni Rimini Vienna ed era straordinariamente affettuosa con la mia bimba, nata in seguito. A Vienna la maggior parte delle persone, soprattutto anziane, avevano un gatto, perchè comunque molto indipendente, mentre il cane preferito dai viennesi è il Dachshund.

teckelIl Dachshund è un bassotttino tedesco inimitabile con quelle sue gambette corte e il corpo allungato. Il Dachshund  discende dal bassotto tedesco del Quattrocento usato per la caccia, mentre verso il  seicento-settecento in Germania viene allevato  e diventa noto col nome “Teckel”.

Questo piccolo cane da pelo corto e raso, è molto fiero e ha un’espressione bellissima, intelligente e curioso il “Teckel” si adatta facilmente a una vita molto tranquilla e  domestica.

postheadericon Il bacio

Il bacio è la forma più erotica, che unisce due persone, trova la sua massima esaltazione col Romanticismo e il suo spazio nell’Ottocento Vittoriano, periodo assai castigato dove  era vietato baciarsi in pubblico, vietato ad una ragazza baciare per prima  o ricambiare il bacio.
Si pensa che originariamente il bacio abbia origini arcaiche, in particolare nella pratica delle mamme, che passavano nel periodo dello svezzamento, ai figli piccoli bocconi, quindi per i psicologi è il retaggio della gratificazione del cibo, che si unisce all’ unisono al senso di fiducia, di protezione e di confidenza che la figura materna emana.
Il bacio è dunque una prerogativa dell’essere umano, ma non sempre viene adottato nello stesso modo, gli eschimesi si strofinano l’un con l’altra il naso e non  sempre il bacio ha avuto le stesse motivazioni romantiche: nel periodo romano il bacio sulla bocca tra consanguinei era una sorta di attestazione e consacrazione del proprio lignaggio, mentre verso una donna aveva come scopo di controllare se aveva bevuto il vino riservato agli uomini.
Ben presto però la forza erotica del bacio si diffuse ovunque, basti pensare alla celeberrima poesia di Catullo dedicata alla sua amata Lesbia:
“Dammi mille baci, poi cento poi altri mille, poi ancora cento.”
Durante il Medioevo il bacio anche sulla bocca avveniva solo tra persone dello stesso rango e cominciò a cadere in disuso nel XVI secolo.
Nell’amor cortese, invece,  il bacio segnava l’inizio della servitù del cavaliere verso la donna amata.

Come il cavaliere feudale riceveva l’investitura dal suo signore, così l’amante era accolto a servire la sua dama, ricevendone in cambio l’amore. Dunque il bacio costituiva un patto che, per avere validità, necessitava di testimoni .
L’aggettivo “galeotto” usato da Dante nella Divina Commedia deriva da  Galehaut, siniscalco della regina Ginevra, moglie di re Artù,  e testimone dell’investitura d’amore di Lancillotto del Lago e Ginevra. Il libro che Paolo e Francesca leggevano ebbe le stesse funzioni di Galehaut, infatti  spinge i due amanti non all’amore, che era già nato in loro, ma alla reciproca presa di coscienza di questo sentimento.
gable-leightBaci  di romantica visione vengono espresse nelle opere d’arte quali il celeberrimo quadro di Hayez e la scultura di Rodin.
Mentre nel mondo della celluloide il bacio rimasto indimenticabile è quello storico  tra Vivien Leigh e Clarke Gable in “Via col Vento”.
Baci che fanno sognare!!!!

postheadericon Film meno violenti e piu dolci

Hairspray grasso è bello, è una spiritosa frizzante commedia musicale, che ti riporta agli stupendi anni ’60, alle gradevoli commedie di Doris Day, Rock Hudson, Debbie Reynolds, Tony Randall, Sandra Dee …..

Dolce, scherzosa questa commedia che ci presenta tutti i prblemi politici-razziali del passato, sottolinea i problemi del magro e grasso, si può essere belli anche grasse, senza dover morire, bulimia – anoressia, per essere magre.

Un versatile John Travolta nei panni di Edna, una simpatica donna formasa, che grazie alla figlia e al marito sempre innamorato, finalmente accetta la sua linea  “large”, una Michelle Pfeiffer strabiliante nlla sua parte da cattiva.

La musica, i balli, la trama, gli attori, ecco finalmente un film piacevole, dopo anni di film troppo reali, violenti, crudi,  dove le scene d’amore perdono ogni forma di dolcezza, ma rimangono semplicementi oscene, dove il linguaggio scurile domina su tutto e  l’impronta dello spettacolo scarserggia di una buona recitazione.

L’era dei Gene Kelly, dei Fred Astaire è finita, ma anche quella dei Burt Lancaster, dei Gregory Peck, di Marlon Brando, di James Dean, oggi i film buoni sono molto pochi e molto rari come  “Micheal Clayton”.

postheadericon Riccione in TV per San Silvestro

Ancora non è terminata l’estate e già è stato presentato il cartellone degli eventi natalizi.  La ciliegina sulla torta è il Capodanno a Riccione.

Non solo abeti di ghiaccio e diretta televisiva, ma concerti e vip sono le proposte di Riccione dall’8 Dicembre al 6 Gennaio.

Il Sindaco Daniele Imola ha già dato conferma per il concerto dei Nomadi, sul palco del piazzale Roma, gratis per la notte di San Silvestro.

Gli Albergatori di Riccione stanno lavorando per proporre pacchetti ad hoc.

Lunedì 8 dicembre si esibiranno gli Stadio, mentre sabato 20 sarà la volta della Pfm ( Premiata Forneria Marconi), che presenterà un repertorio di Fabrizio de Andrè.

Per questi due concerti si pagherà un biglietto, così è stato assicurato, che non sarà superiore ai € 20,00.

Paolo Belli sarà il protagonista della riedizione dello storico veglione “La Rosa d’Inverno”, che si terrà al sabato 27.

Un veglione che farà riscoprire il fascino invernale di Riccione attraverso le atmosfere degli anni Cinquanta e Sessanta.

Belli sarà affiancato da altri personaggi dello spettacolo, si parla di una notte da sogno: gran soirée con abiti di raso e seta e gli uomini in smoking, una serata simile al ballo delle debuttanti.

Riccione punta su questo suggestivo evento per il quale  sono stati studiati grandi spot pubblicitari  trasmessi sia in radio che da Mediaset.

Infine  dulces in fundo, in cantiere l’evento finale: l’Epifania!!

postheadericon Torna ciocopaese

Manca più di un mese alla terza edizione della manifestazione più dolce e deliziosa che Riccione”la Perla Verde dell’Adriatico” abbia organizzato: la festa del cioccolato.

il-cioccolatoCiocopaese il 18/19 Ottobre lungo il Corso Fratelli Cervi.

La manifestazione è stata patrocinata dal Comune  con il supporto del CNA di Riccione, è un evento ancora più ricco e sorprendente dell’anno passato ed  ha come protagnista il cioccolato, proposto nei gusti più stravaganti.

I Cioco- Dipendenti segnino dunque questa data, perchè sarà un fine settimana all’insegna della grande abbuffata!

“Il cibo degli Dei” porterà un carico di dolcezza nell’altrettanto dolce Riccione, che vi aspetta per il fine settimana 18-19 Ottobre!!

Lungo il Corso si potranno ammirare gli stand delle più importanti pasticcerie, panifici, gelaterie e bar della zona e degustarne le delizie. Eventi, balli, musica, animazione e giochi per i babini saranno le novità del 2008,  oltre alla presenza del noto sommelier Bruno PIccioni che accosterà tre vini del territorio a tre differenti varietà di cioccolato.