Eleganti suite sulla spiaggia di Riccione



Eleganti suite sulla spiaggia di Riccione

Agosto 30, 2008

Superba è la trasformazione che avviene sulle spiagge nella Provincia di Rimini.

Le tradizionali spiagge curate dai bagnini si sono lentamente trasformate in bellissimi stabilimenti  con “docce calde e fredde- giochi per bambini- piste per le gare di bocce - spazi per il Basket - per il Beach wolley” e più ne ha più ne metta. Molti bagnini hanno aderito alle “Spiagge del benessere“: massaggi, lettini ”Armonia” per il massaggio sonoro, ovvero un letto costituito da un sistema audio vibro acustico, che emette basse frequenze  e suoni olofonici tridimensionli per il benessere psico-fisico e tante novità per rendere la vacanza sempre più rilassante, bella e sofisticata.

A tutto questo, quest’anno, estate 2008,  in tutte le spiagge della Cooperativa Adriatica, si è aggiunto la  possibilità di  navigare  e di usare il computerino o il palmare  con a   disposizione  gratis la linea ADSL, senza dimenticare il Wireless e il maxischermo.

La  tradizione si è sposata con l’innovazione, arrichendo non solo la  movida serale per i giovani con la trasformazione appunto anche delle spiagge vicino ai locali modaioli del Marano come: l’Operà, il Mojito, il Beach Café e l’Hakuna Matata, la zona termale come il Flamingo Beach,

ma anche la giornata sulla spiaggia delle famiglie, che hanno visto installato la prima piscina per bimbi e trasformato il Beach Village in Cartoon City.

Ma le trasformazione che sono state  apportate sulle spiagge della Costa Romagnola non si fermano  qui, poichè  quello che fin’ora è stata la prerogativa dell’Hotel  a 4 stelle: Le Suite, ora è diventata un’offerta confortevole e intima  a disposizione dei bagnanti sulla spiaggia anche tra cabine e ombrelloni.

A Riccione si trovano le quattordici  suite beach, arredate con tende bianche molto su stile arabo,  confortevoli come un salottino in terrazza: divanetto, tavolino e lettini.

Il successo è stato favoloso tanto che in progetto per il 2009 è di raddoppiarle, inoltre in arrivo   giochi galleggianti da piazzare nello specchio d’acqua antistante e l’installazione di un chiringuito in riva al mare per gli aperitivi, che verranno serviti anche sotto l’ombrellone.

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Il Ponte di Tiberio

Agosto 29, 2008

A questo insigne monumento della romanità Ponte Tiberio, insieme con l’Arco di Augusto e col Tempio Malatestiano, Rimini affida principalmente la sua fama di città d’arte e di storia. Il ponte, che sorge al termine del Corso d’Augusto, attraversa il fiume Marecchia con una serie di cinque archi poggianti su piloni disposti in modo da  secondare, in parallelo, la corrente del fiume stesso.

tiberiusE’ costruito in pietra d’Istria; miracolosamente pervenuto, quasi intatto, fino ai nostri giorni ( solo l’ultimo degli archi, distrutto dai Goti nel 580, fu in seguito ricostruito), rappresenta un rarissimo esempio, nel genere, di architettura romana. Il luogo dove il ponte sorge è straordinariamente suggestivo e consente di dominare in amplissimo giro d’orizzonte le alture e i monti che fanno cerchia alla pianura.

Fu cominciato sotto Augusto, come chiariscono le due iscrizioni al centro dei parapetti all’interno, nel 14 d.C. e compiuto da Tiberio nel 21 d. C. : è chiamato perciò anche Ponte di Augusto ed è legato alle principali vicende storiche della città.

Lo fece restaurare, nel 168, il Pontefice Innocenzo XI.

Il carattere aulico del manufatto è chiarito dalle eleganti edicole a timpano imposte sulle sprone dei piloni e dalle decorazioni a rilievo( emblematiche, secondo qualche studioso dell’autorità imperiali di Augusto) nel serraglio di alcune delle armoniose arcate. Di notevole interesse i parapetti, formati da grandi lastre di pietra disposte verticalmente.

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Il culto per San Giuliano martire

Agosto 25, 2008

Sulla via Laurentina, là dove secondo la tradizione fu marterizzato l’Apostolo Paolo, sorge l’Abbazia delle “Tre Fontane“. Tre polle d’acqua scatturite per i tre rimbalzi che fece la testa del Santo tagliata dal busto. In questo punto fu costruita l’Abbazia, che dal XII secolo appartenne ai Cistercensi, dopo un periodo di abbandono fu affidata da Pio IX ai Trappisti, che piantarono qui i primi eucalipti di Roma, per bonificare la zona dalla malaria. Ora qui si s trovano tre chiese: quella di Santi Vincenzo ed Atanasio, quella di Santa Maria della Scala e quella di San Paolo.

chiesa-san-giulianoIn onore di San Pietro e Paolo anche a Rimini nell’antico borgo di età romana nelle vicinanze della via Emilia, oggi chiamato Borgo San Giuliano,  era stata eretta nel IX sec. una Chiesa affiancata da un monastero. Fu questa una delle più importanti costruzioni ecclesistiche dei Benedettini nella città Comunale ma che subì comunque nei corsi dei secoli numerosi rifacimenti; solo verso la  metà del Cinquecento la chiesa medievale a tre navate con cripta, fu ricostruita nella forma attuale.

Intorno al XIII secolo anche il nome fu cambiato dedicandola a San Giuliano.

La leggenda documentata fin dal 1 Agosto 1152, racconta che Giuliano discendeva da nobilissima famiglia istriana e che era figlio di un senatore greco.

Al tempo di Valeriano, sec. III d.C., fu scoperto ed accusato di seguire la religione cristiana. Condotto davanti al tribunale del Proconsole Marziano, nella città di Flaviade in Cilicia, non rinnegò la sua fede, nè le lusinghe, nè le minacce, nè i tormenti lo indussero a vergognarsi di Cristo. Marziano esasperato per la profonda fede e costanza, ordinò il supplizio. Come San Paolo sotto Nerone subì il martirio, così San Giuliano giovane di 18 anni, fu spogliato e rinchiuso in un sacco fra serpi velenose e sabbia e poi gettato in mare.

Il Mare lo portò in quello che è oggi il Mar di Marmara, i fedeli  trovatolo, lo seppellirono su una scogliegliera, che parecchi secoli dopo franò e l’arca sospinta dagli Angeli sulle onde arrivò a Rimini.

Correva l’anno 957, in una notte tranquilla il 22 giugno il mare aveva iniziato ad agitarsi ed alcuni riminesi, non sapendo cosa accadesse,  si recarono al lido. All’improvviso videro all’orizzonte una luce intensa che illuminava un oggetto a fior d’acqua: era un’arca  di marmo, che in località di Acqua Morta , non lontano dall’Abazia dei Santi Pietro e Paolo, si arrenò. La luce scomparve e il mare si calmò, il vescovo Giovanni VI  ordinò di portare l’arca nella chiesa più grande di Rimini, ma non fu possibile muovere l’arca. Trascorse del tempo e i riminesi fecero digiuni e dissero tente preghiere finchè finalmente il coperchio si sollevò,  mostrando a tutti nell’urna i resti  mortali di San Giuliano con uno scritto che li autenticava.

L’arca fu trasportata nella Chiesa dei SS. Pietro e Paolo dove operò grazie e miracoli.

Da allora il toponimo Acqua Morta venne sostituito con quello di “Sacramora”, cioè “Sacra Dimora”.

Nell’altare maggiore oggi si può ammirare la tela di Paolo Caliari, il Veronese 1528-1588, collocata entro una magnifica cornice dorata e che raffigura il Martirio di S. Giuliano, mentre prostrata a terra affranta dal dolore la  di lui mamma Asclepiodora.

Le due cantorie nel presbiterio risalgono al Settecento. Nel soffitto al centro della navata c’è un affresco di Francesco Brici 1870-1950, che rappresenta “La Gloria di S. Giuliano” , le decorazioni portano la firma di Mario Roversi (1935).

Solo visitando la Chiesa si ha l’idea della bellezza di questa antica Chiesa, senza inoltre tralasciare  di addentrarsi nelle pittoresche viuzze del Borgo di San Giuliano, che è uno dei più vetusti, essendosi il nucleo di popolazione costituito in periodo romano per la  protezione del ponte “Tiberius”

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Meeting dell’amicizia a Rimini

Agosto 22, 2008

Prossimo grande evento che porterà Rimini al centro dell’Europa
meetingè la 29° edizione del Meeting per l’Amicizia fra i Popoli che si terrà dal 24 al 30 Agosto.
Un Festival di incontri, di cultura, di arte e spettacolo che richiamerà da ogni parte dell’Europa un gran numero di partecipanti, mediamente oltre 700 mila persone.

Personaggi di importanza internazionale hanno reso Rimini un luogo d’incontro speciale e privilegiato.

Anche per il 2008 sarà nuovamente il Centro Fieristico  di Rimini, in via Emilia,  il  punto d’incontro della Manifestazione Internazionale del Movimento Ecclesiastico “Comunione e Liberazione” dal 24/08/2008  al 30/08/2008 e le riflessioni che si terranno saranno  sul tema “O protagonisti o nessuno”, un Meeting, dove non mancano testimonianze ed esperienze non comuni.

Per informazioni su: tema, programma, mostre, spettacoli, sport, sul Villaggio Ragazzi e sui servizi al pubblico

Rivolgersi al numero telefonico
0541 783100
o visitare il sito
meetingrimini.org

Altre informazioni come raggiungere la Fiera:
Autostrada Adriatica:
A14 - collega Bologna con Rimini. Si immette a Bologna nell’Auto-strada del Sole - A1, connessa alle maggiori autostrade europee. Per raggiungere il nuovo quartiere fieristico si esce ai caselli Rimini Nord e Rimini Sud.
Ferrovia:
Le linee più veloci per raggiungere Rimini sono la Milano-Bologna-Rimini e la Roma-Ancona-Rimini. Dalla stazione si può raggiungere il quartiere fieristico con un bus navetta.
In aereo:
Collegamenti nazionali ed internazionalidagli aeroporti di Bologna, Milano, e Miramare di Rimini “Federico Fellini”
 

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Una piccola Chiesa

Agosto 20, 2008

Salve,

 eccomi qua a raccontarvi come sempre qualcosa sulla mia città: Rimini o sulla stupenda Terra di Romagna.

Approffittando dell’ora mattutina non tralascio  la mia piccola nuotata giornaliera, se così si può chiamare, perchè certo non sono più i tempi in cui mi dirigevo al largo per chilometri o mi immergevo lunghe ore per pescare. Il mare mi ha sempre affascinato, questa passione l’ho eredita da mio babbo, che da ragazzo con gli amici si tuffava  in punta di palata per spescare cozze per poi venderle sulla banchina.

Fra le persone che frequentano la spiaggia libera tra il molo e il Delfinario, oggi ho avuto la gioia di conoscere due persone. Parlando abbiamo scoperto di  essere cresciute nel vecchio centro storico, di avere in comune tante conoscenze,  tanti  ricordi di una Rimini molto diversa da quella di oggi.

Non nascondo di provare tanta nostalgia e anche dispiacere nel constatare sempre come tante cose siano sparite, cambiate e in questa moderna confusione, penso che  difficilmente gli abitanti , che vivono oggi nella mia città,  la conoscano veramente. Andando alla Coin entrando nella Via Serpieri vi siete mai soffermati a visitare quella piccola Chiesa?

 Santa Croce

una chiesetta piccolissima, per me importante e piena di ricordi. Qui i miei genitori si sposarono al termine di una guerra, senza un soldo in tasca, tuttavia mia mamma per l’occasione  era riuscita a terminare con l’aiuto delle sorelle un tailleur grigio e aveva  comprato un simpatico capellino con la veletta, che fu per i miei giochi di bambina un elemento importante.

Santa Croce è  la succursale del Duomo e fu costruita  nel 1625 col nome di S. Croce Nuova da una Confraternita, che inizialmente aveva la sua sede affianco al Tempio Malatestiano col nome di S. Croce Vecchia.

Venne ampliata nel ‘700 con tre capelloni, due cappelle furono chiuse  col terremoto del 1916., in questa piccola Chiesa  di gran pregio è l’altare maggiore con l’ancona di marmo e le quattro colonne di diaspro, il Crocefisso fu portato da S. Croce Vecchia, gli Evangelisti affrescati nei peducci della Cupola sono del Costa. Attorno al 1750 furono terminate dal bolognese Carlo Sarti le quattro statue  in stucco: Mosè, Giosuè, David, Sansone.  A sinistra una lapide ricorda i sacerdoti fratelli Luigi e Mariano Matteini, che tanto fecero per la comunità e la città.

Nel 1963 a cura e a spese del Collegio dei Geometri  di Rimini, è stato murato  a destra sulla facciata esterna  della Chiesa un frammento di pilastro su cui è scolpito un simbolo simile  alla  lettera greca “Tau”. Questa pietra originariamente si trovava  a poche decine di metri dal “Cantone di S. Arcangelo”, cioè nella casa in angolo col Corso d’Augusto e via Santa Chiara,  il simbolo rappresenta  un emblema ospedaliero medieevale e si riferisce all’Ordine, ora scomparso,  dei Canonici regolati di  S. Antonio del Viennois del 1297, chiamati anche Antoniani.  I Canonici  vestivano  di nero  e recavano  una “T”azzurra sul mantello e sul lato sinistro della veste.

Questo Ordine è documentato che esistesse a Rimini dal 1335, l’Ospizio sorgeva in via Santa Maria al Mare  ed era chiamato ” Hospitalis Sancti Antonii de ripa maris”, è stato documentato che ben 18 fossero gli Ospedali funzionanti a Rimini intorno al ‘300.

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Mostra a Misano

Agosto 19, 2008

Misano benché sia tra Riccione e Cattolica, due bellissime località della Costa Adriatica, è riuscita a conquistarsi sgomitando sia a destra che a sinistra, un posto importante nella Provincia di Rimini.

Chiusa in una conca irradiata dal sole con alle spalle le verdi colline romagnole, Misano è il ritrovo di tantissime importanti manifestazioni, come: il Gran Premio Cinzano di San Marino e Riviera di Rimini.
La settimana del MotoGP riunisce uno strabiliante  mondo di centauri, di amanti delle due ruote, di manager, di piloti, di ex-campioni, cronisti, meccanici, di staff medici,  un successo , che si riversa su questa, apparentemente, calma località .
 Qui spazi verdi e tranquillità per tutti indipendentemente dall’età, ma anche tante occasioni per lo sport e il divertimento da dividere con vecchi e nuovi amici.
 Ma  a Misano il dolce fa niente durante il giorno, può trasformarsi in una scatenata calda notte.
Si perché miei cari italiani qui sono le più belle moderne Discoteche, dove la notte non ha mai fine.

katoMa ritorniamo alla Mostra che Misano ha realizzato per ricordare il pilota giapponese Daijiro Kato.

il grande campione, che vinse il campionato del mondo nel 2001 e morì nel 2003 a Suzuka.


A lui Misano , dopo il successo del 2007, ha dedicato una mostra, che rimarrà aperta per tutte le sere nei giorni successivi e durante il weekend della MotoGp al Misano Wolrd Circuit fino al 31 Agosto.
La sede della mostra  sarà una struttura in legno in piazza della Repubblica, dove saranno  esposti gli oggetti e le moto che Kato ha guidato: la Nsr 2001 con la quale vinse il campionato e la Rcv211 del 2003, un mostro di potenza con la cilindrata mille che vide  impegnato Daijiro Kato nei test invernali che precedettero  la stagione in cui perse la vita sulla pista di Suzuka nel primo gran premio della stagione dopo soli 3 giri.
Fra i tanti oggetti.  appartenuti al pilota, una sorpresa  particolarmente speciale: la minimoto, che ripropone i disegni dell’Honda da gara realizzata dal padre di Kato  per ricordare il figlio e che è un pezzo unico in Italia.
Un’esposizione di Coppe e di immagini dei successi ottenuti nella brevissima carriera del pilota giapponese, sono state messe a disposizione dal Team Gresini , la casa per cui correva col numero 74.
Visibili le tute, i caschi e le carene che nel tempo Daijiro ha portato al successo nel Motomondiale

Presenterà Dj Ringo da Radio 105, fra gli ospiti Loris Capirossi, Mattia Pasini e tanti altri, la serata sarà trasmessa in diretta televisiva tramite éTV sulle regioni Emilia Romagna, Marche e sul satellite (piattaforma Sky canale 891)-
I Vip che presenzieranno avranno un’area con divanetti e saranno conferiti 3 premi:
-Premio Sgana
-Premio Città di Misano
-Premio Kato 2008 a Carmelo Ezpeleta manager della Dorna

La raccolta fondi avrà l’obiettivo di dare una borsa di studio ai figli di Daijiro Kato, confermata è anche la presenza del padre di Kato.
Per ulteriori informazioni telefonare allo 0541.615520

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Mons Belli

Agosto 18, 2008

montebelloMons Belli fortezza edificata ancora prima dell’anno Mille con le sue torri ha sfidato i secoli  e ancor  oggi poderosa  e arcigna come il sasso su cui sorge, domina la Valmarecchia.

Seduti sotto il porticato dell’Angelshillsfarm, un agriturismo dal trattamento ottimale e dai prezzi convenienti,  si può ammirare la Rocca dei Guidi che si erge ancora integra.

Visitandola: le storie di tragedie, di gloria, di tradimenti  e di morte investono il turista, che le ritrova tutto intorno e su ogni pietra millenaria.  Ma altri ricordi più vicini a noi emergono, i personaggi del passato: Azzurrina, Orabile Beatrice, i balestrieri dei Malatesta e dei Montefeltrio si mescolano con gli “Indiani Ghurka” dell’8a Armata Inglese, morti sugli spalti nell’inutile assalto alla fortezza, che non sono mai riusciti a  conquistare.

Una parte di storia alla quale non sempre si dà la stessa attenzione, come quando si parla di Medioevo,

e in questo pazzo mondo poi ci si chiede ma i “Ghurkas” chi sono?

I Gurkhas sono battaglioni di origine mongolica, prendono il nome da una località del Nepal dove 1200 anni fa si erano rifugiati nobili indiani in fuga dall’invasione islamica del loro paese. Addestrati all’uso delle armi, divennero soldati di mestiere. Nel 1700 si salvarono a stento, con l’aiuto degli Inglesi, da un tentativo di invasione cinese e da allora furono sempre fedelissimi al governo di S. M. britannica. Specializzati negli assalti all’arma bianca con i loro “kogurit”, una corta scimitarra arcuata con cui tagliano il collo ai nemici.

 Innanzitutto un omaggio ai Caduti della battaglia di Rimini, la battaglia fondamentale per i risvolti di una guerra,  di cui 4620 alleati giacciono nei cinque cimiteri di guerra di Montecchio (Pesaro), di Gradara, di Coriano (anglo-canadesi), di Riccione (greco) e della superstrada Rimini-San Marino (gurkha), mentre quelli tedeschi riposano nel cimitero del passo  della Futa. Essi sono meta di continui pellegrinaggi da parte dei parenti ed amici.

Qui passava dunque  la Linea Gotica una lunga e robusta rete di fortificazioni che si estendeva lungo gli oltre 320 Km che separano l’Adriatico dal Tirreno, da Pesaro a Massa Carrara. Questa linea di difesa, in realtà chiamata “Linea verde”, è più conosciuta col nome di “Linea gotica”. Fu fatta dagli eserciti tedeschi e fascisti, che si stavano ritirando dal Sud Italia dove era avvenuto lo sbarco degli “Alleati”, cioè gli eserciti anglo-americani stavano risalendo la penisola.

I soldati delle armate alleate che si preparavano ad assaltare la Linea Gotica appartenevano a più di 20 nazionalità, provenivano da tutto il mondo: oltre a essere inglesi e americani, venivano dal  Canada, Nuova Zelanda, Sudafrica, India, Senegal, Francia, Grecia, Polonia, Nepal, ecc

I soldati morti nella sola battaglia di Rimini sono stati 37.000, di cui 15.000 alleati.

I morti della battaglia della Linea Gotica si calcolano sui 200.000 (la cifra è approssimativa, perché un calcolo esatto del disastro non è possibile):65.000 alleati; 95.000 tedeschi; i civili italiani (tra partigiani e fascisti) 30 o 40.000.

Rimini conquistò il triste primato di essere la città più distrutta d’Italia!

La strage dei Ghurka sugli spalti di Montebello, la loro epica lotta  per la libertà non è mai stata  dimenticata!

Mentre la millenaria fortezza di Montebello affascinerà sempre chiunque la visiti, racchiudendo nelle sue stanze e nei suoi cuniculi  i segni impressionanti di un passato storico!

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La spiaggia non è un campeggio

Agosto 16, 2008

spiaggia-liberaIl 15 Agosto è passato, ma al porto alla spiaggia libera, c’è un’ondazione di campeggiatori, forse hanno scambiato la spiaggia per un campeggio.

Sono rimasta allibita questa mattina nel vedere tende, gente che dormiva sulla sabbia, perchè trovo non solo indecoroso  ma alquanto vergognoso, che il nostro Sindaco permetta che l’unico pezzo di spiaggia disponibile ai riminesi venga usata  a tale scopo e noi cittatidini, che comunque non vogliamo nè  per 1 giorno nè per  1 un’ora andare dal bagnino a pagamento, dove andiamo?

La spiaggia è del Demagno e si chiama “libera” per dare la possibilità a tutti villegianti o non, di potersi sdraiare sulla spiaggia, di godere di una balneazione senza avere paura ma in completa libertà.

Speriamo che i reclami arrivino alle orecchie di persone giuste per impedire che Rimini sia meta e  ritrovo non solo di squattrinati o di persone indubbie!

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Il mio Ferragosto

Agosto 14, 2008

Domani è il 15 Agosto, fra un lavoro e l’altro sono arrivata alle porte del mio compleaano e onomastico!

62 anni  tondi, tondi, che non mi pesano affatto.

Mi guardo indietro e mi rivedo bambina nella mia adorata via Bertola N.  1 al centro di Rimini,  giocare per strada a settimana, moscacieca, rubabandiera, le belle statuine con i ragazzini della via.

Non c’erano allora parchi in cui andare, gli abitanti delle case che possedevano cortili interni, non ci volevano forse perchè eravamo troppi e troppo rumorosi o forse perchè uscivano da un periodo bellico e non avevano voglia di grida di bambini.

Mi ricordo che nella mia casa abitava un signore anziano, il cui nome impresso nella mia mente, era “Rondini”.  Ci odiava e quando ci vedeva giocare nel cortile, ci innaffiava con catini di acqua fredda, quindi  noi ci divertivamo ancora di più a farlo arrabbiare.

Ai tre lati del cortile sorgevano case ristrutturate, mentre al quarto c’era la  cantina  della Clara e Antonio  ( uno dei Zanotti) frequentata da “ominacci”, così li chiamava mia mamma, che portavano la mantella nera e un cappellaccio. Avevano un aspetto orribile, tipo i “bravi” dei Promessi sposi. Le cantine di allora non erano accoglienti e simpatiche come oggi,  solo tavoli quadrati panche o seggiole con la paglia, pareti spoglie tutto molto tetro, solo queste botti giganti in rovere dalle quali il vivandiere spillava quartini di vino e questi uomini di tutte le età che giocavano a carte “tre sette, alla morra, scopa, briscola”.

Ma una cosa che mi torna sempre alla mente, è il luogo che chiamavamo”Le macerie” , un grande campo piene di macerie di case distrutte, lì gioccavamo, lì ci ritrovavamo tutti, non so spiegare il perchè, dato che era anche pericoloso.

Nella via il cinema Eliseo, il cui proprietario ci permetteva di entrare al pomeriggio gratutitamene, mentre per il serale andavamo sul corso all’Arena delle Stelle” o cinema Bianchini, nome del proprietario. Se però accadeva che la mascherina del cinema non ci facesse entrare, correvano al palazzo Castracani dove da  un finestrone potevamo  vedere lo schermo e così indisturbati guardare quei bellissimi film di Ester Williams o altri.

Ma i miei ricordi corrono anche al periodo della Pensione gestita dai miei genitori Viserba prima e Torre Pedrera poi, al lavoro intenso con loro durante l’estate, alle gite a San Marino con i clienti Tedeschi, ai pomeriggi in spiaggia con i clienti italiani che venivano da Milano, Torino, agli anni in Austria,  a Vienna.

Vienna dove ho vissuto un’atomosfera magica  come mai più rivissuta in Italia, durante il periodo di Natale, è una stupenda città in special modo in primavera, un vero balcone di fiori, i parchi, i giardini abbondano di verde. Lì ho conusciuto un’altra realtà .

Inizialmente è stata dura, nel ‘65 era un mondo diverso dal nostro.  Non era solo la lingua che faceva la differenza, ma proprio il modo di vivere, di pensare, ma  poi quante amicizie! Quante cose nuove ho imparato ad amare! Vienna è fra i miei ricordi più cari! Forse qui  sono anche cambiata, maturata e per così dire svezzata. Ho  imparato a contare  su me stessa.

Lungo la strada sono accadute tante cose, non sempre facili o felici, quindi il cammino è stato talvolta faticoso, ma la Fede e la Preghiera non mi hanno mai abbandonato e ho cercato di proseguire guardando sempre e solo in positivo.

Sono stata aiutata dai miei genitori ai quali devo un grande “Grazie” e dal dono più bello avuto dalla vita  dai “i miei figli”, ma non devo dimenticare che anche  i miei piccoli amici  a quattro zampe hanno avuto una parte importante nella mia vita e che mi hanno sempre accompagnato con tanto affetto.

Tanti ricordi, tante esperienze e tanta voglia di fare ancora!

Buon Compleanno Mariagrazia!!!

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Pechino XXIX Olimpiadi 2008

Agosto 9, 2008

Ieri 8/8/ 2008 sono iniziate  le Olimpiadi a Pechino, capitale della Cina.
Per questi giochi olimpionici, la più importante manifestazione planetaria dell’estate, la Cina ha dato un nuovo ritocco allo stanziamento pari a 37 miliardi di dollari
L’8 /8 / 08  con cerimonia di apertura dalle ore 20:08 (cioè le ore 8 di sera e 8 minuti del fuso orario cinese ) è una data magica ( perché compare per giorno, mese ed anno lo stesso numero) per questo Paese, per il quale il numero otto simboleggia la fortuna.

Ma nel vedere in televisione la grandiosità di questa manifestazione, alla mente appaiono le immagini di miseria, di soprusi di libertà, di drammi, degl’innumerevoli cinesi che popolano le nostre città e non si riesce a capire come questa fastosità si possa sposare con questo tremendo bagaglio.
Giochi Olimpionici 2008, con un significato ben preciso  fin dalla loro nascita in Grecia , ma non per Pechino, dove la dittatura è l’unica legge esistente e la libertà è un’utopia!!.

Si potrebbe scrivere tanto, ma un blog non può diventare un’espressione di sentimenti e pensieri,  un blog è nato per colloquiare col mondo come facevano gli “Amici di penna”.
Inoltre è difficile esprimere delle opinioni neutrali.
 La Cina ha un passato grandioso, la sua storia, la sua cultura non deve essere dimenticata, ma oggi come ieri l’enorme divario fra ricchi e poveri è spaventoso.

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