La storia del maialino



La storia del maialino

Gennaio 21, 2008

Storicamente si può pensare che il maiale sia comparso sulla terra almeno 50 milioni di anni fa con un aspetto assai simile al cinghiale, ma si è quasi certi che viveva allo stato domestico già alla fine del Neolitico ed è comunemente accettata l’ipotesi che il suo allevamento si sia diffuso a partire dalla Cina intorno al 4.000 a.C. ,

 quando gli uomini, che fino a quel momento lo avevano cacciato nei boschi e nelle foreste, decidono che è meglio allevarlo, anche perchè è questo il periodo in cui l’uomo da nomade com’era, si trasforma in agricoltore sanziale e, di conseguenza, in allevatore.

C’è però chi sostiene, e con prove documentate, che l’addomesticamento del maiale risalga ad almeno 8.000 anni a. C.  e ciò vorrebbero state capre e pecore i primi animali allevati dall’uomo, come si è sempre ritenuto, ma dopo il cane, il titolo “amico dell’uomo” spetterebbe al maiale che era stato addomesticto ancor prima che cessasse il nomadismo.

Pare che addirittura che in epoche preistoriche i maiali fossero usati come animali da tiro, mentre nell’antico Egitto furono utilizati per battere il grano e per affondare  i semi del frumento nella terra durante la semina,infatti coi loro zoccoli mentre calpestavano i semi, li facevano affondare alla profondità richiesta per una buona germinazione.

Era facile allevare maiali, prima di tutto erano straordinariamente prolifici, crescevano rapidamente di peso e realizzvano il massimo nel rapporto investimento-resa.

Ma soprattutto erano animali onnivori e non sottraevano alcun tipo di risorsa importante agli umani. Se allevati allo stato brado, sfruttavano i prodotti di aree non agricole e si nutrivano di prodotti che gli umani non mangiavno e neanche interferivano con le aeree riservate agli erbivori: capre, pecore, bovini, cavalli, ecc……che avevano tutt’altra alimentazione.

Se invece veniva predicato un allevamento a chiuso il maiale veniva alimentato in gran parte con i residui alimentari e con prodotti agricoli anche di scarto.

Nella pianura Padana era diffusissimo l’allevamento dei maili, soprattutto in epoca medievale, perchè gran parte del territorio era coperto da boschi ricchi di querce che davano in quantità le ghiande di cui erano ghiotti. Così i maiali si portavano a pascolare nel bosco dove potevano ingrassare cibandosi con poca  spesa delle ghiande o delle faggiole che cadevano copiose da querce e fggi oppure venivano fatte cadere dai “porcari” scuotendo i rami.

Inizialmente il mestiere del porcaro non era tenuto in considerazione e i figli si sposavano solo con altri figli di porcari, ma a risollevare il prestigio della professione ci pensarono i Longobardi, gran mangiatori di crne di maiale, che quindi tenevno i porcari in considerazione, tanto che nelle leggi volute dal re Rotari, chi uccideva un porco avrebbe dovuto pagare una somma superiore due volte e mezzo a chi uccideva un contadino.

E’ proprio con la calata in Italia delle varie tribù barbare di origine celtica e germanica che l’allevamento dei maiali crescerà d’intensità e le cose si semplificarono ancora quando l’uomo si accorse che bastava recintare un’area di bosco  rinchiudervi all’interno i maiali, per farli ingrassare ancora più rapidamente. Alcune superfici boschive venivno misurate non in base alla metratura , ma in base al numero dei porci che vi si potevani allevare.

Col tempo i boschi sono stati abbattuti e l’allevamento è avvenuto al chiuso in porcile o  stalletto, vicino alla casa del contadino, che solitamente ne allevava tre: uno per il padrone, uno per la propria famiglia e uno per vendere.

Nella nostra realtà territoriale  il maiale è molto presente,

 basti pensare alla fitta selva che si stendeva fino al mare e che era   ricca di querce e di pascoli,

la lavorazioni delle carni: salame, salciccia, cotechino, pancetta….sono diventate le nostre specialità!!!!!

Prenota in Romagna, Hotel Rimini sulla Riviera Adriatica!!!!

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Curiosità tre realtà e fantasia

Gennaio 20, 2008

Specialità gastronomiche nella terra di Romagna!

Piatti eccellenti, ricette succulenti proposte dagli Hotel Rimini, hotel Cesenatico, hotel Gatteo mare…………..

In epoca romana nelle grandi abbuffate dei signori del tempo, uno dei piatti di maggior successo, sembra che fosse: il “Porcus Troianus” un maiale farcito con volatili, selvaggina e carni diverse, cotto arrosto.

Veniva portato a tavola con ricercata solennità e tra gli applausi e sospiri di meraviglia se ne faceva uscire il contenuto, ricordando i guerrieri Achei, mentre  uscivano dal cavallo di Troia (da qui il nome).

Il Maiale, è un mito, il cui nome ha un’antica nobiltà, deriva dal latino “maialis”, perchè era l’animale sacrificato a Maia, la dea che rappresentava la vita e il risveglio della primavera ed è per questo che alle calende di maggio, gli antichi romani sacrificavano a lei una scrofa gravida.

Era usuale di quei tempi sacrificare un maiale agli dei  in occasioni di trattati di pace, accordi, cerimonie religiose……il maiale veniva poi arrostito e mangiato, per meglio comunicare con le divinità e suscitare la loro benevolenza.

 Il coinvolgimento del maiale  nelle vicende umane ha dunque origini molto remote.

Nell’antico Egitto una scrofa che divorava i suoi piccoli era il simbolo della dea del cielo Nut, i cui figli, le stelle, scomparivano al mattino per rinascere alla sera.

Simbolo di fertilità e buon auspicio è pure un’antica raffigurazione, che mostra una scrofa che allatta 13 porcellini.

Nell’Odissea, il poema omerico che narra in versi il contrastato ritorno di Ulisse (Odisseo) nella sua Itaca, ad un certo punto  i suoi uomini vengono tramutati in maiali dalla bella maga Circe, che di lui si era invaghita e lo voleva trattenere presso di sè.

Sarà una scrofa bianca che, dando alla luce trenta porcellini, indicherà ai Troiani scampati alla distruzione della loro città, gli anni che dovranno attendere prima di fondare la città di Alba Longa, dove poi nasceranno Remo e Romolo, quest’ultimo fondatore della città di Roma.

La morale cristiana vide nel maiale una allegoria della debolezza umana, della schiavitù, della passione e della lussuria.

Ed è per tale considerazione che è stato accostato a Sant’Antonio il maile, il significato il male, le tentazioni  che vengono vinte dal Santo nel suo eremitaggio.

Mentre proprio la raffigurazione del maiale docile rappresentava la forza del Santo sul male, 

protettore-animalituttavia  l’interpretazione popolare andò verso un’altra interpretazione: Sant’Antonio protettore di tutti gli animali;

 sulle porte di ogni stalla e porcile venne messa così un’immagine del maiale accanto all’abate.

Prima e nell’immediato dopo guerra i contadini  della tenuta di Villa Torlonia festeggiavano Sant’Antonio  e la giornata terminava a tarda notte dopo valzer, mazzurche, polche e tango.

Oggi l’associazione Torre continua a organizzare la “festa de bagoin” a villa Torlonia, per offrire ai partecipanti, ai turistii più buoni golosi bocconi.

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Sigismondo e Isotta

Gennaio 19, 2008

Molto è stato scritto sia da storici, da cronisti, da romanzieri che da poeti sulla vita e le gesta di Sigismondo.

I pareri sono tutti contrari, come del resto avviene per ogni grande uomo di stato, salvo per alcune eccezzione ove il parere è concorde;  Sigismondo Malatesta può essere stato un  grande capitano, o un crudele, volgare assassino, un mecenate che comunque viene assolto, giustificato dalla politica e dall’economia di quel tempo.

Comunque sia, se tu sei un turista in cerca non solo di “sole e mare”, ma di storia, cultura

fermati allora in questa Città Rimini, le cui  origini sono etrusche, umbre, galliche, che quale colonia romana, fu una delle città più importanti dell’impero.

Per soggiornare troverai sulla Costa Adriatica:

 i migliori Hotel dai 4 stelle di lusso, ai tre stelle confortevoli e dotati di ogni conforto, agli hotel due stelle accoglienti, familiari e convenienti.

Questi Alberghi Rimini, hotel Viserba, Hotel Riccione offrono diversi tipi di trattamento: dalla Pensione Completa, alla mezza Pensione al solo Pernottamento con abbondante colazione (B&B).

Ora oltre a queste informazione, vi  voglio parlare di Sigismondo Malatesta e di Isotta, la donna che fu il suo grande amore, che rappresentò l’amore della sua vita, la donna veramente amata.

Sigismondo, uomo audace, di acuto ingegno, ambizioso con un profondo trasporto per l’arte, s’innamorò a poco più di vent’anni, di Isotta, figlia di Atto degli Atti, nobile di Sassofeltrio, quand’ella aveva solo 15 anni. L’amore crebbe col passare del tempo e fu corrisposto.

Isotta era intelligente, colta,  solamente dopo due matrimoni di Sigismondo e sette anni,  nel 1456 divenne sua sposa, fu madre esemplare e sacrificò tutto per i figli avuti da lui, da Sigismondo.

La famosa sigla, le due lettere intrecciate S e I insieme con la rosa, l’elefante e le tre teste infiorano ogni parte del duomoTempio Malatestiano.

“Sigismondo e Isotta” irrefrenati amanti!!!

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Agenda Ragazzi

Gennaio 18, 2008

Eventi, programmi, manifestazioni tantissime, ma non solo per adulti

l’agenda ha in serbo anche per i ragazzi di tutte le età un programma fantasioso.

Domenica 27 gennaio a Cattolica Storie nel cortile:

Cappucetto Rosso -

Compagnia Fratelli di Taglia ore 16:00 per informazioni 0541/968214

 Domenica 20 gennaio Morciano di Romagna Sala ex Lavatoio via Concia  ore 16:00-

Favolando. Rassegna teatrale  per bambini

“Il topolino che scoprì il mondo” con il Teatro Ombria

Venerdì 25 gennaio Libreria viale dei Ciliegi 17 via Bertola 51

“Il the delle fiabe” con la narratrice di iabe Azzurra Faeti, le libraie e i pasticcini per bambini dai 6 anni -su prenotazione (costo 2,00 euro e  5,00 per la meranda

Domenica 27 gennaio -Strip- il teatro a fumetti con gli allievi della classe 5 della scuola Primaria di Montefiore Conca . A cura dell’Officina teatrale Creativa del Teatro Malatesta.

biglietti 3,00 euro e per prenotazioni 0541/604972

Anche per prenotare in

 hotel Cattolica, Alberghi Riccione, Hotel Misano , hotel 3 Stelle Rimini 

lo potete sempre fare sfogliando il sito    abcvacanze.it       o telefonando direttamente agli hotels che troverete nel portale             abcvacanze.it  anche sotto la voce

“Offerte hotel del giorno”

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A Rimini

Gennaio 17, 2008

Domenica 27 Gennaio 2008 ore 21

al Teatro degli Atti ” Il  campo della gloria”

Viaggio  di un deportato da Fossoli a Dachau di Roberto Citran e Francesco Piccolini per la regia di Beppe Arena.

“Teatro e Memoria”, l’idea dello spettacolo èquella di raccontare  la storia vera di un sopravvissuto. Il viaggio di un ragazzo allora diciasettenne, deportato prima  a Fossoli poi a Flossenburg e infine a Dachau.

Il ragazzo scopre a Fossoli le prime restrizioni, il campo di concetramento, la brutalità delle fucilazioni.

Lì incontra uomini, soldati, partigiani, che combattono per la libertà.

Sono questi incontri che lo segneranno per il resto della sua vita.

In Germania scopre lo sterminio organizzato, la fame, la paura  e allo stesso tempo il desiderio di morire, tutto fino al giorno della Liberazione, improvvisa, insperata e il suo ritorno a casa, senza tralasciare il doveroso omaggio al “Campo della gloria”

Ricordare è capire che il male non è radicabile, ma che se non lo si combatte può  crescere e devastare tutto come un fungo!.

Il ricordo della Shoha perchè non si ripeti più!

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Carnevale a Bellaria

Gennaio 16, 2008

Domenica 27 gennaio

 Area adiacente il municipio, Piazza del Popolo, Bellaria, ore 14.30

SFILATA DI CARRI ALLEGORICI

Le maschere e i carri si ritroveranno in via A. Costa alle ore 14.30
e sfileranno in corteo  fino a piazza del Popolo dove si concluderà
la festa con musica e sottoscrizione a premi.

A cura delle Parrocchie del Comune di Bellaria Igea Marina
 
Giovedì 31 gennaio

  Teatro Astra, Via Paolo Guidi 77/e, Bellaria, ore 21.15

 ASTRA RIDENS – IL TEATRO AL CABARET

con ALBERTO PATRUCCO & quartet – Nuovo spettacolo

Info e biglietteria presso la biblioteca comunale tel. 0541/343890 - 349/1378359

Bellaria Igea Marina, graziosa località balneare e centro peschereccio, è stata elevata a Comune autonomo il 1956.

Pioniere della valorizzazione di Bellaria-Igea Marina  fu il Dott. Vittorio Belli. Si crede generalmente che il nome sia dovuto ad una esclamazione”Che bell’aria!” del Papa Gregorio XII, il quale fuggendo le ire  di Ladislao re di Napoli, potè dopo mille eventi e pericoli sbarcare  il 22 dicembre 1412 a Cesenatico e rifuggiarsi in questo castello del suo antico amico Carlo Malatesta.

 In verità il nome Bellaria è anteriore a questa epoca; già infatti nella descrizione del Cardinale Anglico 1371 si parla di una “Villa Tombae Bellajeris” con 19 focolari.

Con la dizione di “Castrum Lusi” si riferiva al castello e rocca dei Malatesta, come si legge da testamento fatto da Malatesta da Verucchio il 1311.

Il parteggiare di Carlo Malatesta per il Papa Gregorio XII contro i Polentani che erano per l’antipapa Clemente VII, determinò il passaggio di truppe francesi che nel 1382 saccheggiarono barbaramente Bellaria.

Nel 1468 fu tolta da Pio II a Sigismondo Malatesta, passò al vicariato di S. Arcangelo e fu concessa  a Rimini, nel 1520  fu donata ai Medici e seguì le sorti di Rimini.

Vicino al Porto c’è la Torre Saracena 1673, ora ospita il Museo Conchigliologico e della carta moneta fuori uso.

Riposare, soggiornare, vivere una villeggiatura negli hotel Bellaria Igea Marina è all’isegna del benessere e della cultura!!!

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Gradara

Gennaio 15, 2008

Quando vieni a Rimini visita Gradara|||||

Sopra un ridente colle, m. 142, pochi chilometri da Cattolica,
ha il caratteristico aspetto di un borgo medioevale, la pittoresca Gradara.
La Rocca iniziata nel’200 e compiuta fra il 1307 e il 1325 da Pandolfo Malatesta,
fu restaurata da Giovanni Sforza.

Malatesta Guastafamiglia vi fece rinchiudere i congiunti Ferrantino e Guido.
Nel 1925 ebbe un radicale restauro.
A pianterreno nella Cappella privata è esposta una pala maiolicata di
Andrea della Robbia 1435-1528.

Si consiglia di visitare il “Palazzo Comunale“, in cui si può ammirare, tra l’altro,
una tavola di Giovanni Santi 1484, padre di Raffaello

 e la Parocchiale,
che conserva un antico Crocifisso ligneo.

Dal poderoso mastio della Rocca lo sguardo spazia su una vista impareggiabile.

Solo prenotando in Hotel Cattolica, hotel 3 stelle Misano, alberghi riccione,

potrai
godere di una vacanza, che si può trasformare più di  mare e sole!!!

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Una guida per Rimini

Gennaio 14, 2008

vista“Il paese ove, andando, ci accompagna  l’azzurra vision di San Marino…..
Ed effettivamente il ritmo di questi due celeberrimi versi della “Romagna” pascoliana ti martella in forma quasi ossessiva quando ti avvicini, per strada o in treno, a Rimini,

da qualunque parte tu venga attraversando, appunto, il “dolce paese cui regnarono Guidi e Malatesta”; e non per casuali, obbligate reminiscenze scolastiche, ma perché proprio “l’azzurra vision“,

 vale a dire il Monte Titano (quello su cui San Marino sorge), col suo strapiombo gigantesco e pauroso, con le sue rocche, ti perseguita in ogni dove e in ogni modo durante il tuo andare, visto di fianco, di fronte, di tre quarti, col sole in fronte o controluce, affabilmente spettrale nei giorni di foschia.
Se poi giungi per via di mare, l’azzurra vision è là di faccia, completa di ogni dettaglio, che ti pare, da com’è nitida, una scena di teatro ritagliata nel cartone.

Questa è la visione che ti accompagna, questo “leit motiv”del paesaggio romagnolo e riminese, mattina e  sera per tutta la durata del tuo soggiorno in:

 Alberghi Riccione, in Hotel Cattolica, in Hotel Rimini, in hotel 3 stelle Cesenatico, in hotel 2 stelle Viserba……in tutti gli Hotel della Riviera Adriatica….:

sì che finisci col cercarlo istintivamente e col rivolgerti ad esso come al più affettuoso e familiare punto di riferimento.

A Rimini ci si arriva facilmente:
per Ferrovia (la linea Adriatica)
per strada ( le vie Emilia e Flaminia, da nord a sud)
nonché percorrendo la magnifica Autostrada, che da Bologna si va gradualmente e rapidamente estendendo verso le coste centrali e meridionali del mare Adriatico
altre comode e pittoresche vie di comunicazione vi giungono, poi, dalle Marche, dall’Umbria e dalla Toscana.
Rimini possiede anche un grande aeroporto (Miramare) cui confluiscono linee aeree nazionali e internazionali  e frequentissimi voli “charters“dai principali Paesi europei.

Come è comodo e agevole arrivare a Rimini, così è altrettanto piacevole soggiornarvi.

Si sa che Rimini è la più grande e comoda e attrezzata stazione balneare d’Europa, una delle maggiori del mondo; che è il centro naturale dell’altrettanto splendida Riviera Adriatica: da Cesenatico a Gabicce,

che le sue possibilità turistiche e ricettive sono pressochè infinite e inesauribili, le sue propaggini turistiche si estendono per chilometri e chilometri , toccando località di grande interesse storico, artistico, paesaggistico: Gradara, San Marino, Sant’Arcangelo , San Leo, Verucchio……….

Rimini ha conservato il privilegio di restare città, una vera e propria città con tutte  le sue prerogative,   affatto indipendente dal mare, dalla spiaggia  e tutto il resto.
Di qui Rimini-Città e Rimini-marina due entità affini e distente, comunicanti e strettamente collegate, ma anche reciprocamente autonome.

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Ricevimenti a Villa des Vergers

Gennaio 13, 2008

Sulla collina di San Lorenzo in Coreggiano, a pochi  chilometri da Rimini, sorge circondata di verde e immersa in un villa-des-vergersprofondo silenzio, la sontuosa villa des Vergers.

Posseduta fino al seicento dai Diotallevi, antica ed illustre famiglia riminese, passò ai Belmonte delle Caminate che la tennero per oltre due secoli. Nel 1483 fu acquistata dal marchese Adolfo Noel des Vergers, etruscologo, storico e archeologo francese.

Alla sua morte, la moglie Emma, figlia di Ambrogio Firmin Didot, uno dei maggiori dotti di Francia, chiamò nel 1879 Arturo Stanislao Diet perchè progettasse il restauro della costruzione. Questi allievo di Duban e di Blouet e autore del nuovo Hotel Dieu di Parigi e del Museo di Amiens era un notissimo architetto francese.

Dal 1890 al 1910 fu meta di egregi ospiti italiani e stranieri.

Oggi questa villa,  la piccola Versailles, formata da 103 stanze e un parco di 10 ettari e una grande fontana, accuratamente ripristinata dal nuovo proprietario, ha ripreso il suo posto di primo piano nel retroterra di Rimini.

Davanti agli occhi del visitatore appare la magnifica facciata, davanti a cui si apre un magnifico giardino che può contenere 1500 persone.

L’interno bellissimi saloni possono ospitare fino a 400 ospiti per un pranzo o una cena in grande stile.

Elena des Vergers Toulongeon donò alla Gambalunghiana la libreria e gli stessi manoscritti del padre: in complesso circa quattromila volumi, opuscoli e incisioni.

Gli eredi al momento della consegna del prezioso materiale  2 luglio 1934 vollero aggiungere anche un vaso e un’urnetta etruschi, numerosi marmi archeologici, diverse stampe, due grandi sfere e una collezione di monete romane.

Ogni volta che scrivo sulla mia Rimini, ogni volta mi accorgo come bella sia la mia città.

Chi ama la storia può qui in questo lembo di terra inebriarsene.

Un Adolphe Noel des Vergers scelse  Rimini come dimora italiana per la bellezza del luogo, si fermò sulle prime colline riminesi per la vicinanza ad altri luoghi affascinanti!

Voi cari vacanzieri, villeggianti, turisti scegliete gli

Alberghi Rimini, Hotel 3 stelle Rimini, Alberghi Riccione, Hotel 4 stelle Riccione, Hotel 3 stelle Riccione

per il vostro soggiorno

all’insegna del divertimento, della cultura, del benessere. della enogastronomia,

all’insegna di quella ospitalità tipica ed unica Romagnola!!!!!

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Riflessione di vita

Gennaio 12, 2008

Ognuno di noi può essere un mentore di se stesso o anche di altri.

Il termine ” mentore” si usa per definire un

 un consigliere saggio e fedele, la sua timologia è greca, s’ispira infatti all’omonimo personaggio dell’Odissea di Omero, che era anche precettore di Telemaco, figlio di Ulisse.

L’Odissea è il poema scritto da Omero, è uno dei testi fondamentali della cultura classica occidentale e viene tuttora letto in tutto il mondo sia nella sua versione originale che attraverso le molte traduzioni.

E’ il poema dedicato  a Odisseo, in latino Ulisse, che appunto prima di partire per la guerra di Troia affida il piccolo Telemaco a Mentore, di cui Atena o Minerva, Dea della saggezza, ha preso le sembianze, per sostenerlo, durante

la Telemachia,  nel  percorso della sua vita ma anche infondere coraggio ad Ulisse nello sterminio dei Proci e sostenerlo nella battaglia.

Nel linguaggio più comune dunque “Mentore “ viene più comunemente usato: per consigliere fidato, guida saggia, precettore, la diffusione di questo vocabolo è avvenuta col romanzo di F. Fènelon “ Les aventures de Tèlèmaque”

Oggi  nel 21 sec. l’importanza del mentore lo si ha nello sviluppo di un’attività commerciale. I consigli, gli aiuti, gli appoggi, il sostenere durante i momenti critici, i momenti dello sviluppo di questa attività  per un giovane, che voglia trasformarsi in imprenditore, possono venire da una persona che ti è stata vicina in ogni momento particolare della vita, le quali sono   tappe importanti e  punti di riferimento dell’ evoluzione.

Questo “mentore” è il personaggio che ha ascoltato le sue prime idee, il suo entusiasmo, ha visto l’energia impiegata per arrivare a sviluppare quell’aspirazione e in modo contenuto , senza  chiedere, ha  cercato si materializzare le ambizioni nell’ambito che è stato possibile renderle   realizzabili, trovandogli spazio nel mercato. Di tale beneficio non ne trae  soltanto il giovane imprenditore, ma anche il mentore, il quale avrà la soddisfazione personale nel vedere l’assistito maturarsi, crescere, assistere ai progressi e successi nella vita e nella nuova azienda.

Ma il mentore ha una grande capacità di ascolto e di comunicazione, cosa non per tutti facile, doti che gli sono donate e che spesso hanno saputo aiutarlo in tutto.  
Ora molte persone che si sentono arrivate non dovrebbero mai dimenticare questa figura basilare che per tanto tempo è stata al fianco fianco , né privarla delle piccole gioie che nel crescere d’età rimangono le sole uniche cose.
La maggior parte degli Albergatori della Costa Adriatica, o di altre attività affini, hanno avuto come “Mentore” i propri genitori,

ad essi devono il loro successo, l’essere dove sono.

ad essi  che col lavoro duro, il sacrificio, le rinunce, hanno spianato la strada, coltivato un terreno rendendolo fruttuoso e ricco,  creato Alberghi Rimini, ad essi si deve sempre un “Grazie”!!!!!!!!
perchè niente  è dovuto, nè niente deve essere dato per scontato!!!!

Per me sono passati quasi 20 anni da quando i miei genitori se ne sono andati, ma mai smetterò di dire:

Grazie mamma, grazie babbo per quello che sono, per quello che ho raggiunto!!!!!!!


mi mancate sempre tanto ogni giorno senza di voi è stata sempre una dura prova per me!!!!
Grazie di essere esistiti!!!
 

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