“A-M” -ex Tram
Giugno 4, 2007
Agenzia Mobilità provincia di Rimini
Un anno dopo aver inaugurato il primo stabilimento balneare, ha inizio nel 1844 la storia di una azienda indispensabile ad una città che si sta avviando verso lo sviluppo turistico.
1877 viene istituito il primo servizio regolare di trasporto per collegare il centro cittadino alla marina, attraverso l’ampia strada appositamente costruita.Lungo l’asse viario che resterà fino ai nostri giorni il fondamentale percorso di collegamento città–mare, insieme alle carrozze private correva allora l’omnibus, la “carrozza di tutti��?, in grado di trasportare venti passeggeri al traino di due cavalli e costruita da Nicola Donati, carrozzaio dei conti Baldini, famiglia all’orgine dell’industria balneare riminese.
Nel 1861, da poco subentrato allo Stato Pontificio il Regno d’Italia, la città di Rimini fu raggiunta dalla strada ferrata. Il principe ereditario, Umberto, presenziò il 4 ottobre di quell’anno all’inaugurazione del tronco Forlì–Rimini; il re Vittorio Emanuele II in persona prese parte, il 10 novembre successivo, al nuovo viaggio inaugurale da Bologna ad Ancona.La ferrovia era stata tracciata in parallelo alle vie romane, Emilia e Flaminia, interponendosi tra il centro della città ed il nascente quartiere della marina. Questo aspetto, dapprima valutato favorevolmente per il diretto inserimento della stazione nell’ambito urbano, finì per segnare quella separazione tra le “due città��?, quella turistica e quella storica, che è giunta fino ai nostri giorni.
Nel 1889 fu completata anche la linea Ferrara–Rimini, mentre si iniziavano i lavori per una nuova ferrovia pedemontana, da Santarcangelo di Romagna a Fabriano (ma la tratta Santarcangelo–Urbino non sarebbe stata mai completata).
Nel 1905 arrivò la nazionalizzazione delle ferrovie, con la nascita delle FS, e i binari occuparono vaste aree nel cuore della città, sulle quali sorsero depositi e officine: è del 1914 l’entrata in funzione dell’attuale ��?officina grandi riparazioni��? FS di viale Tripoli.
Con l’arrivo del treno il turismo della Riviere ebbe una svolta notevole, poiché lungo la costa furono create numerose stazioni e fermate. Rimini divenne una delle prime città italiane a dotarsi di una linea tranviaria a cavalli, sia pure con esercizio solo stagionale. Il binario aveva origine in piazza Cavour, davanti al teatro Comunale, e raggiungeva lo stabilimento Color balneare attraverso via Gambalunga, via Clodia e il viale per la marina (oggi corso Giovanni XXIII e viale Principe Amedeo).Stranamente, ma non tanto, il tram non transitava davanti dalla stazione – e non vi sarebbe transitato fino al 1926! Certo un bel “vantaggio competitivo��? per i vetturali, che del mezzo di trasporto collettivo erano i diretti antagonisti….La gestione, inizialmente assicurata dal belga Adolphe Otlet (che troviamo all’origine di altre imprese tranviarie in Italia, tra cui quella di Firenze), passò di mano in mano nei decenni successivi, fino ad arrivare al 1913, anno in cui la linea fu prolungata lungo la strada litoranea, fino a giungere al Sanatorio Comasco (Bellariva); in quello stesso anno l’esercizio proseguì per la prima volta anche durante l’inverno.
Con la Grande Guerra anche gli impianti ferroviari furono bombardati da parte della Marina Austriaca, fu inaugurata tuttavia il ridotto Rimini-Verucchio che fu nel 1922 prolungata fino a Mercatino Marecchia ( oggi Novafeltria)
Il primo tronco della linea tranviaria elettrica, da piazza Cavour a Bellariva, fu costruito a tempo di record dal Tecnomasio Italiano Brown Boveri (TIBB), su un tracciato che ricalcava per la massima parte quello del tram a cavalli, e fece il suo esordio il 2 luglio 1921.
i trattava di una linea a binario unico, con svariati punti di incrocio. Il servizio era assicurato da otto motrici a due assi, quattro delle quali di costruzione TIBB e quattro CGE, tutte dotate di due motori da 31 kW alimentati alla tensione continua di 550 V. Dopo qualche tempo, dalle tranvie urbane milanesi sarebbero giunte anche due unità del tipo “Edison��?. Erano presenti nel parco anche otto rimorchi, costruiti come “giardiniere��? aperte dalle officine Casaralta di Bologna, prevedendosene l’uso nella sola stagione estiva.Un punto caratteristico del percorso era costituito
dall’attraversamento della ferrovia, che al tempo del tram a cavalli avveniva in modo estremamente disagevole, per mezzo di un passaggio a livello dove le rotaie tranviarie si alzavano e si interrompevano per scavalcare quelle ferroviarie. Il percorso del tram elettrico sottopassava invece i binari ferroviari al “ponte di ferro��? lungo il porto canale: la linea aerea si abbassava fino a far assumere agli archetti di presa di corrente una posizione quasi orizzontale, non diversamente da quanto avviene oggi con le aste delle vetture filoviarie (che per questo motivo hanno un aspetto curvilineo).
Nel 1926, il tram raggiunse Miramare. L’anno seguente, varcato il Marano, il binario fece il suo ingresso a Riccione e ricongiunse idealmente i due comuni, che avendo risentito della separazione, ricostituendosi in un unico grande centro potevano ancor più positivamente dedicarsi allo sviluppo turistico.Negli anni trenta, il turismo di massa era già in pieno sviluppo, favorito anche dal regime: le cronache raccontano dell’arrivo a Rimini dei “treni popolari��? domenicali, dai quali si riversava all’assalto dei tramway “una fiumana di persone��?.E gli stessi trasporti pubblici davano spettacolo: basta pensare al ridotto Rimini–San Marino, costruita dalla Società Veneto-Emiliana di Ferrovie e Tramvie (SVEFT) e
inaugurata nel 1932. Salire il monte Titano con il trenino bianco-azzurro era di per se’ un’attrazione turistica, unita, perché no?, al sottile fascino di recarsi “all’estero��?. L’elettrificazione a 3000 V, tensione continua (che sulla Bologna–Ancona sarebbe arrivata solo nel 1939) e le ardite soluzioni adottate per superare in pochi kilometri un dislivello di oltre 600 m, facevano di questa linea un’ardita opera ingegneristica, in grado di competere con le più celebri ferrovie alpine.
Semplici case venivano trasformate in pensioncine famigliare, e tutte basavano la loro offerta sulla qualità del trattamento. La cucina era l’elemento chiave!! Tempi bui invece per la Società Ferrovie e Tramvie Padane, cui dopo il fallimento del 1932 subentrò una gestione commissariale governativa, la prima in Italia, destinata a durare fino al 31 dicembre 2000. La linea Rimini–Mercatino, nonostante le carenze strutturali, come il binario posato in sede stradale e la scarsa dotazione di locomotive, continuava il suo onesto servizio, facendo fronte anche a un discreto traffico merci: prodotti agricoli e zolfo dalle miniere di Perticara. L’idea della Filovia nacque solo dopo per la mancanza posti nelle vetture e la bassa velocità. Il primo tratto di filovia Rimini-Riccione, pose fine il 15 Gennaio 1939 al servizio sulle rotaie, rimuovendo il 1° Luglio i binari e inaugurando la nuova filovia
.
Tra il 1954 e il 1956 entrarono in servizio cinque filobus del tipo Fiat-CGE 2401FU, lunghi 10,40 m, portando così a quindici il numero complessivo delle vetture (ma nei mesi invernali molte venivano accantonate). Il potenziamento del servizio filoviario, effettuato in vista della scadenza della subconcessione ventennale, non mise al riparo la SITA da dure critiche per la mancata espansione del servizio urbano che – sviluppatosi da sempre tra il centro storico e la marina e lungo la litoranea verso levante – era di fatto inesistente sulle altre direttrici.
Quando, nel 1975, l’ATAM decise, prima in Italia, di rilanciare il trasporto urbano a trazione elettrica, le problematiche ambientali avevano cominciato da poco a balzare agli onori delle cronache.
La gestione dei servizi su gomma era frammentata tra ATAM (filovia, urbano di Rimini e prolungamenti intercomunali, nonché la linea extraurbana per Montebello), ATR (extraurbano e collegamenti ordinari e gran turismo per San Marino), TPU (urbano di Riccione), Ferrovie Padane (Rimini-Novafeltria con alcune estensioni) ed alcuni operatori privati, tra i quali si distingueva per intraprendenza la ditta Bonelli, concessionaria (fin dagli anni venti) della linea Montegrimano Terme–Rimini, che nel 1984 ottenne dalla Regione un potenziamento del servizio. La legge 151 del 1981, istituendo il “fondo nazionale trasporti��? a favore delle regioni, aveva ripristinato qualche certezza economica, anche se si era ancora ben lontani dalle riforme strutturali necessarie a rilanciare il settore.
Sempre nel 1994, il servizio notturno Blue Line si arrichisce di nuove linee, che consentono di raggiungere la “Baia Imperiale��? di Gabicce Monte e le discoteche collinari di Riccione. Nel mese di agosto, una ventina di autobus sono utilizzati per tale servizio, che dal 1992 è affiancato da un’altra singolare iniziativa: il “Treno Azzurro, un collegamento notturno su rotaia che fa la spola tra Ravenna e Cattolica nei mesi di luglio e agosto.L’idea del “Treno Azzurro nasce dall’Assessorato al turismo della Regione Emilia-Romagna e, dopo un incerto avvio, conosce risultati sempre più lusinghieri, grazie alla collaborazione delle FS che, ancor prima dell’avvento dell’automazione (il “CTC sarà operativo dal 1994), danno la loro disponibilità a tenere aperta anche di notte la tratta Ravenna–Rimini.
La Gestione Governativa Ferrovie Padane sottoscrive con TRAM (1996) un accordo che avvia l’integrazione tariffaria lungo la direttrice Marecchiese, accordo comprensivo di un servizio “in pool��? Villa Verucchio–Santarcangelo nei giorni di scuola.
Ma torniamo sulla costa riminese: il 2 novembre 1998, all’una del mattino, la filovia Rimini–Riccione lascia per sempre il capolinea di piazza Tre Martiri, area destinata alla pedonalizzazione
Con l’inizio del 2001, infine, la TRAM si è scissa in due diversi organismi, Agenzia TRAM (Consorzio di enti locali) e TRAM Servizi, Società per azioni.Alla prima – che è titolare della proprietà degli impianti fissi – compete, come previsto dell’art. 19 della legge regionale n. 30/1998, la progettazione e l’organizzazione dei servizi di trasporto.
Alla seconda – in cui sono confluiti tutto il parco autofiloviario, il personale di guida e quello della manutenzione – compete invece la gestione del trasporto pubblico locale, regolata attraverso apposito contratto di servizio, in attesa delle procedure concorsuali previste dalla legge per l’assegnazione della gestione dall’anno 2004.Il quadro del trasporto pubblico locale riminese, all’inizio del nuovo millennio, è completato da alcune ditte private (pure soggette a contratto di servizio con l’Agenzia) che gestiscono circa 315.000 km di servizi a contributo regionale, e da un nuovo soggetto, la Società Ferrovie Emilia-Romagna. Questa è subentrata dall’1 gennaio 2001 alle gestioni commissariali esistenti in regione, tra le quali le Ferrovie Padane, la cui autolinea Rimini–Novafeltria (e prolungamenti) è passata dalla competenza ministeriale a quella della provincia di Rimini.
Per le terre dei Malatesta la “Collinea è sempre disponibile con fermate ad agriturismi pwer assaggi e visite di castelli. Scoprire i segreti della Signoria dei Malatesta lungo la Valmarecchia e la Valconca è facile oggi con questo mezzo pubblico!! Orari Agevolati per ogni esigenza!!
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Tutti i Comuni della Provincia di Rimini (Bellaria - Cattolica - Coriano -Gemmano - Misano Adriatico - Mondaino - Montecolombo - Montefiore Conca - Montegridolfo -Montescudo - Morciano di Romagna - Poggio Berni - Riccione - Rimini - Saludecio - San Clemente - San Giovanni in Marignano - Santarcangelo di Romagna- Torriana - Verucchio.
Hotel Misano, Hotel Cattolica, hotel Riccione, Hotel Rimini…..mettono a disposizione strutture moderne e confortevoli, hotel che hanno saputo stare al passo coi tempi per rispondere alle esigenze del cliente. La Provincia di Rimini rinasce col turismo e vive per il turismo.!
ai Tre Comuni della Provincia di Forlì/Cesena (Borghi - Savignano sul Rubicone - Sogliano sul Rubicone)
ai Due Comuni della Provincia di Pesaro/Urbino (Gabicce Mare — Tavoleto)
ai Tre Comuni della Provincia di Forlì/Cesena (Borghi - Savignano sul Rubicone - Sogliano sul Rubicone)
Per una maggiore sicurezza durante il viaggio e per una migliore qualità del servizio offerte si possono avere informazioni: Agenzia Mobilità Viale C. A. Dalla Chiesa, 3847900 RiminiTel. 0541/300504
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Montegridolfo accende un’ulteriore curiosità, non solo per il suo Museum e la Linea Gotica, non solo per la bellezza racchiuso in un castello Malatestiano antico e speciale, sul confine tra le Marche e La Romagna sulla linea di confine che divide la valle del Conca dalla Valle de Foglia, è uno dei castelli meglio conservati del periodo dei Malatesta. Il paesaggio è fatto di morbide colline che scendono dolcemente verso la pianura, in aerea d’aria vicinissima a Cattolica e a Riccione
Un nuovo Blog per il 1° Giugno 2007.