“L’azzurra vision di San Marino”



“L’azzurra vision di San Marino”

Febbraio 2, 2007

Il territorio riminese è solo in parte pianeggiante. Già alle spalle della città si alza la collina del Covignano, e un po’ più lontano il Monte Titano. Oltre che un segnacolo caratteristico (”l’azzurra vision di San Marino” di pascoliana memoria) il Monte Titano è una presenza ben concreta e massiccia, una sorta di scolta avanzata degli Appennini, che a sud movimentano e frastagliano l’orizzonte e ad oriente lambiscono il mare col promontorio di Gabicce.
la rupe di Pietracuta dall’alveo del Marecchia

Numerosi corsi d’acqua di carattere torrentizio, con i loro letti larghi e ghiaiosi, contribuiscono a rendere vario questo territorio ricco di rilievi. Due di questi sono importanti: il Marecchia, che ha le sue sorgenti in Toscana, all’Alpe della Luna, vicino a quelle del Tevere; e il Conca, che nasce nel Montefeltro, sulle pendici del monte Carpegna. Le valli e le conoidi di questi due fiumi, separati e anzi divaricati dal Monte Titano, formano il territorio riminese che da una parte sfuma lentamente nella Val Padana e dall’altra s’incunea fra l’Adriatico e l’Appennino, a contatto con le Marche e ilMontefeltro. Ha confini incerti, spesso indefinibili; si dice di quelli che riguardano la storia, la cultura e la mentalità, non di quelli amministrativi, naturalmente, che hanno un andamento preciso quanto, tutto sommato, burocraticamente astratto.

Chi si inoltra nella pianura lungo la via Emilia o la via Romea non incontra certo tracce di confini naturali; e chi si inoltra nella dolce valle del Conca o in quella tumultuosa del Marecchia faticherà ad avvertire il passaggio nel Montefeltro. Il Montefeltro tuttavia ha un suo ben preciso carattere e una sua specifica storia, dovuti tanto alla morfologia essenzialmente collinare e montuosa del terreno che all’appartenenza (almeno dal VI-VII secolo) ad una specifica diocesi, quella del Montefeltro appunto, la cui giurisdizione in epoca medievale si estendeva fino alle valli del Savio e del Foglia, occupando una posizione strategica per i collegamenti fra la pianura padana e la parte centrale e meridionale della penisola. Fin dall’alto Medio Evo questa è stata una zona di forti interessi particolaristici che ne hanno sempre reso impossibile una vera unificazione politica e amministrativa; così le varie comunità dell’interno hanno conservato a lungo forme di autonomia, aiutate anche dalla mancanza di un grande centro capace di sottometterle e organizzarle. È significativo, del resto, che la diocesi del Montefeltro non abbia avuto fino al XVII secolo una sede vescovile stabile (San Leo, San Marino, Talamello, Montetassi, Valle Sant’Anastasio, Pennabilli furono residenze temporanee del vescovo e talvolta della sua cancelleria e del suo tribunale). Una di queste comunità è riuscita a conservare la sua autonomia fino ad oggi grazie ad una serie di favorevoli circostanze: si tratta della Repubblica di San Marino, che appartiene alla diocesi del Montefeltro e che durante la sua lunga storia si è appoggiata più ad Urbino e alle Marche che a Rimini e alla Romagna. Specialmente la valle del Marecchia, con la sua strada che attraverso il facile passo di Viamaggio conduce in Toscana
panoramica della Valmarecchia con la rocca e il paese di Montebello.

e quindi al Tirreno, ha rivestito una notevole importanza fin dall’antichità. Era frequentata già in epoca preistorica, come dimostra soprattutto l’abitato villanoviano di Verucchio, che nell’VIII secolo costituiva una tappa importante sulla “via dell’ambra”. Rafforzata dai Romani, fu poi contesa aspramente per la sua importanza strategica fra Goti e Longobardi e Bizantini: una situazione che, non a caso, si è drammaticamente riproposta durante l’ultima guerra mondiale con la “linea gotica”. Proprio le lotte fra Longobardi e Bizantini, e poi fra gli Imperatori franchi e tedeschi e il Papa, hanno favorito la formazione nell’alta e media valle di autonomie signorili, spesso contrapposte e in continua contesa per il possesso e il dominio del territorio. Che ha trovato una sua unità solo da quando la Chiesa, nominalmente proprietaria, è riuscita ad esercitare in maniera diretta la sua “alta sovranità”: in pratica dal 1631, anno della devoluzione, ossia della restituzione, del ducato d’Urbino.

In quanto all’antica strada che percorre la valle, essa rimase interrotta e inefficiente proprio per l’asprezza delle lotte e degli interessi contrapposti delle varie potenze e dei vari signori, più che per l’asperità dei luoghi: nel tracciato attuale fu riaperta solo nel 1924! La ricchezza di torri, rocche e castelli che ancor oggi caratterizza le valli del Marecchia e del Conca è dovuta proprio alle contese dell’alto e del basso Medioevo, che costrinsero a fortificare tutti i villaggi e tutti i punti strategici, tanto quelli del fondovalle (mulini, guadi, ponti) quanto quelli d’altura. Già nell’VIII secolo la zona veniva definita come “regione o provincia dei castelli”. Costruite con la pietra locale, le fortificazioni si innestano al terreno scosceso come gemmazioni spontanee, ma senza alcun mimetismo: anzi ostentando il loro carattere di artificio minaccioso e spesso vantando una forza che non hanno. Animano un paesaggio che è molto vario e a volte estremamente pittoresco per il suo aspetto selvaggio, per l’alternanza dei crinali - che fanno da quinta ad aspre zone calanchive e a dolci pendii ricchi di vegetazione e di boschi - e soprattutto per la presenza di isolati massi calcarei, spesso di grandissime dimensioni, affioranti da argille scagliose: è il caso del Monte Titano, ma anche di Sasso Simone e del Simoncello, o, più vicino, della bellissima rupe di San Leo, per ricordare solo i maggiori.

Nel territorio riminese, e particolarmente nella valle del Marecchia e del Conca, dalle colline di Rimini al promontorio di Gabicce, i Malatesti sono documentati come possessori di fondi a partire dal XII secolo. Ma la loro storia rimane incerta fino a quando non diventano cittadini riminesi, un secolo dopo. A Rimini, già verso il 1220, è Malatesta dalla Penna ad emergere come capo della famiglia e, alla sua morte, verso il 1247, il figlio Malatesta da Verucchio. Penna (Pennabilli) e Verucchio si contendono appunto l’onore di aver dato i natali ai Malatesti.

Rimini vicinissima a queste bellezze naturali la cui storia affascina chiunque visiti questi luoghi, propone di ottima qualità, con trattamento da pensione completa a mezza pensione a solo pernottamento con ricca colazione a buffé. Gli hotel 3 stelle  sono confortevoli, dotati di ogni tipo di comodità per rendere il soggiorno del turista ottimale. I prezzi convenienti e le proposte dell’ultimo momento sono praticati in ogni evento e in qualsiasi momento.

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La Leggenda di San Valentino

Febbraio 1, 2007

Innamorati San ValentinoQuesta leggenda narra di un giovane centurione romano di nome Sabino che, passeggiando per una piazza di Terni, vide una bella ragazza di nome Serapia e se ne innamorò follemente.Sabino la chiese in sposa, ma ricevette un secco rifiuto: Sabino era pagano mentre la famiglia di Serapia era di religione cristiana. Per superare questo ostacolo, la bella Serapia suggerì al suo amato di andare dal loro Vescovo Valentino per avvicinarsi alla religione della sua famiglia e ricevere il battesimo, cosa che lui fece in nome del suo amore. Purtroppo, proprio mentre si preparavano i festeggiamenti per il battesimo di Sabino ( e per le prossime nozze), Serapia si ammalò di tisi. Valentino fu chiamato al capezzale della ragazza oramai moribonda. Sabino supplicò Valentino affinché non fosse separato dalla sua amata: la vita senza di lei sarebbe stata solo una lunga sofferenza. Valentino battezzò il giovane, ed unì i due in matrimonio e mentre levò le mani in alto per la benedizione, un sonno beatificante avvolse quei due cuori per l’eternità.
L’amore ha un giorno suo per essere festeggiato e come ogni evento la riviera adriatica non perde l’occasione per festeggiare, poichè questa è la terra del divertimento. Misano Riccione Rimini organizzano nelle Discoteche giornate indimenticabili con la presenza di Vip, ( la settimana scorsa La Marini al Pascià), ma anche gli hotel di gatteo, gli hotel di Cesenatico, gli hotel 3 stelle Riccione, gli hotel 3 stelle Rimini, aprono le loro porte agli innamorati con pacchetti di fine settimana veramente convenienti. Chi non vuole offrire alla persona che si ama un fine settimana in Hotel confortevoli, dotati di ogni comfort con centro benessere e prezzi alla portata di ogni tasca?

Rimini e i suoi dintorni non più solo la città del mare , del soggiorno estivo, è una città piena di cultura, calda, ospitale adatta per ogni stagione dell’anno.!

Le giornate soleggiate permettono bellissime passeggiate sia sul Lungomare arrichito da tantissimi negozi, che nell’entroterra, le cui bellezze naturali e artistiche donano continue forti emozioni!!!!!!!.

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