Dicembre 23, 2006
A RIMINI
i Bambini potranno vedere Babbo Natale che scende dal cielo, la festa del Capodanno dei bambini, il corteo del presepe vivente organizzato dalle scuole della Karis Foundation: l’antivigilia di Natale a Rimini si preannuncia ricca di appuntamenti per tutte le famiglie. Ecco gli orari da non dimenticare
- Alle ore 15 Babbo Natale raddoppia e scende dal cielo. Sabato 23 dicembre tutti con il naso all’insù per ammirare le funamboliche evoluzioni di babbo Natale che quest’anno ha scelto due diverse location per riempire di doni i più piccoli. Sia il parco Marecchia che il bagno 26 vedranno contemporaneamente atterrare tanti babbi con barba bianca e vestiti di rosso.
Parco Marecchia:
Abbandonando temporaneamente la classica slitta trainata da renne, i Babbo Natale (visto che dal cielo ne scenderanno più d’ uno), utilizzeranno i propri paracadute multicolori per atterrare nel Parco Marecchia di Rimini (di fronte al Ponte di Tiberio). Porteranno ai bimbi presenti auguri, caramelle, dolciumi e un pomeriggio di divertimento.” L’ingresso è libero. In caso di maltempo la manifestazione sarà rimandata al giorno successivo 24 dicembre sempre alle ore 15:00.
Bagno 26 sul Lungomare di Rimini
Sarà il presepe di sabbia più grande d’Italia a fare da sfondo al Babbo Natale che, alle ore 15, si calerà con un corda dall’elicottero del settimo reggimento Vega per donare ai bambini dolciumi e sorprese.
Ma non è finita LA FESTA PER I BAMBINI CONTINUA
Alle ore 16 la festa per i bambini continua a Castel Sismondo che si trasforma nel castello incantato per la quarta edizione del Capodanno dei bambini. Protagonista del sabato pomeriggio sarà il pupazzo Dodò dell’Albero Azzurro che inviterà i partecipanti a “giocare‿ con le mani in un affascinante laboratorio di manualità. Le magiche stanze del castello ospiteranno inoltre la mostra Colorè: sguardi, gesti e pensieri colorati, con le creazioni delle scuole inferiori e nidi aderenti alla FISM (Federazione Italiana Scuola Materne) di Reggio Emilia, le appassionanti sfide con i videogiochi Sony “Buzz Jungle‿ e Eye Toy Sport‿, la sala merende con biscotti e dolci natalizi offerti dai panificatori della Confartigianato di Rimini e la Fattoria Didattica “Il Giuggiolo‿ con il suo percorso negli antichi sapori della nostra terra alla scoperta dei giochi di una volta. Dal 22 al 24 dicembre 2006 invece Stefano Argentieri di RaiSat YoYo conduce un laboratorio di plastilina per liberare la creatività di ciascun bambino.
- Alle ore 16 prenderà il via dal Duomo di Rimini il presepe vivente con corteo storico di fedeli e piccoli animali domestici organizzato dalle scuole materne, elementari e medie della Karis Foundation. Percorso: Partenza dal Duomo, via Serpieri, C.so D’Augusto e Arco, via Minghetti, p.za Castelfidardo, Anfiteatro Romano con sosta e rappresentazione della Natività. Un’ulteriore sosta è prevista all’arco D’Augusto. Durante il percorso saranno allestiti dai bimbi piccoli banchetti rappresentanti antichi mestieri. Info: tel. 0541/375002 (Scuola Elementare Il Cammino)
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Dicembre 23, 2006
Una strana consuetudine Riminese vuole che le Chiese siano chiamate con nomi diversi da quelli originari: San Francesco è il Tempio Malatestiano, San Giovanni Evangelista è Sant’Agostino, Santa Maria della Misericordia è Santa Chiara, Sant’Antonio da Padova i “Paolotti”.
Accade anche a Santa Rita, così conosciuta in quanto fin dal 1925 ospita una statua della Santa particolarmente amata dai fedeli, che negli anni hanno donato numerosi ex voto. La Chiesa è in realtà dedicata ai Santi Bartolomeo e Marino ( lo stesso Marino, scalpellino, che venuto dalla Dalmazia fonderà la Repubblica del Titano) fu costruita alla fine sel secolo XII dove sorgeva una cappella-oratorio del V secolo dedicata a San Marino.
Secondo la tradizione, lo scalpellino dalmata di Arbe ( in Dalmazia), si trasferì a Rimini insieme a San Leo, per sfuggire alle persecuzione di Diocleziano.
Marino rimase a Rimini per ben lunghi 12 anni e 3 mesi, dove si dedicò al lavoro materiale e, in particolar modo, alla costruzione delle mura.
La patrizia riminese Felicita donò a lui e ai suoi seguaci il Monte Titano, dove il Santo avrebbe fondato la “sua” Repubblica pronunciando una frase celebre, quanto fortemente sospetta di anacronismo: ” Relinquo vos liberos ab utroque nomine” “Vi lascio liberi da ogni autorità sia civile sia ecclesiastica”, San Marino morì il 3 Settembre 301.
La Chiesa riminese appartenne alle monache Abbatisse fino al 1465.
L’edificio subì vari danni dai terremoti del 1786 e del 1916, mentre la Seconda Guerra Mondiale distrusse il Chiostro ricostruito nel 1963.
L’interno della Chiesa di Santa Chiara è composta da un’aula unica come la maggior parte delle chiese riminesi, merita di essere visitata essendo ricca di numerose opere d’arte. La deccocorazione della volta sono del bolognese Bartolomeo Cesi (1565-1629), nella parte sottostante si trovano quattro tele che rappresentano la vita del Santo Marino, realizzate da Giorgio Picchi nel 1595, altre raffigurazione sul Castel Sismondo come doveva essere nel ‘500, nel presbiterio si trova l’organo del 1790, tantissime opere d’arte aspettano di essere scoperte dai visitatori, che potranno prenotare in hotel confortevoli con aria climatizzata, riscaldamento, parcheggio, offerte speciali. Una raccolta di piccoli capolavori danno alla città l’immagine non solo di città di mare, ma anche di città culturale. Città da scoprire per la sua Storia, per l’Ospitalità dei cittadini, per l’Entroterra fatto di leggende, Storia, Bellezze naturali ed Artistiche!!!!
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Dicembre 22, 2006
Lontano, lontano al Polo Nord vive Babbo Natale. La sua grande casa tutta di legno, si trova in mezzo ad una verde foresta di abeti fra profumi di resina, fiocchi di neve e fumi di camini accesi. In coincidenza con l’Inizio dell’Avvento il grande Vecchio dalla barba bianca inizia a lavorare per preparare i giocattoli per i bambini di tutto il mondo e poichè il lavoro è tanto e i tempi ben determinati, la sua casa si anima riempendosi di gnomi e folletti. Tutti lasciano la foresta e accorrono per aiutarlo:c’è il gnomo postino, che apre le letterine dei bambini, che giungono da ogni parte del mondo, c’è lo gnomo pasticcere che conosce mile e mille ricette a memoria di torte, biscotti cioccolatini, c’è lo gnomo che lavora il legno per la costruzione di giocattoli, c’è lo gnomo candelliere per le bessime candele profumate, colorate, candele con incisioni di Babbo Natale sulla slitta, o della sua renna preferita Rodolfo che nella necessità gli ha indicato la strada illuminata dal suo nasino rosso, da regalare ai genitori dei bambini. Dunque la casa di Babbo Natale è animata in questo periodo da un’attività veramente frenetica. Non si può sbagliare perchè il tempo stringe e gli gnomi lo sanno e svelti impacchettano i regali con carte colorate. Tuttavia Babbo Natale sa che i tempi sono cambiati e così vola via con la sua slitta per cercare doni più moderni, tecnologici. Vola veloce attraverso il cielo controllando sempre le letterine con le richieste più esigenti, visitando i mercatini più famosi, qui tra bancarelle, tra profumi di caldarroste e zucchero filato trova tutto quello che serve per accontentare i bambini. E’ felice pensando ai facini felici e dopo che ha controllato che ci sia tutto, ritorna nella sua casa al Polo Nord vestendo il suo mantello nuovo e addobbando le sue renne darà a Rodolfo l’indicazioni per raggiungere i bambini di tutto il Mondo!!!
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Dicembre 22, 2006
Ovunque lungo la costa Adriatica, in ogni piccolo o grande Paese dell’Entroterra si respira un’atmosfera Natalizia speciale, gli appuntamenti sono fitti, gli eventi e manifestazioni molto importanti sia per grandi che per piccoli:
Piazzale Malatesta a Rimini “il Castello incantato”22-23-24 2 29-30-31 dalle 16 alle 19 ingresso gratuito un VERO CAPODANNO DEI BAMBINI.
SANTARCANGELO con uncartellone fitto di eventi saranno anche motivo per venire a visitare la città. Poco lontano fra il verde Agriturismi molto confortevoli arredati in stile rustico e con una cucina tipicamente Romagnola fatta di prodotti del luogo.
Entro le mura del paese in Piazza Garganelli saranno raccolti i più bei Mercatini Natalizi. Le bancarelle scalderanno l’atmosfera dei giorni di festa con dolciumi, idee regalo, colori, luci, musica e profumi per vivere all’aria aperta i giorni che conducono al 25 Dicembre, ma per i più piccini ci sono iniziative con favole dedicate alla festività Natalizia.
A Riccione il Corso Fratelli Cervi è stato trasformato per le manifestazioni in un unica pasticceria a cielo aperto e gli espositori hanno proposto le loro delizie.
Ogni Comune con Luminarie ha trasformato le città, Gli Hotel splendono di bellezza, i Menus sono pronti a solletticare il palato raffinato dei Turisti.
Tante Idee per festeggiare il conto alla rovescia in Riviera. Una Rimini da favola, un Centro storico addobbato ed illuminato che t’invita a girare da una piazzetta all’altra.
Offerte di pacchetti a 1 giorno, 2 giorni, 3 giorni sia in B&B, che Mezza pensione o completa in Hotel con riscaldamento e dall’Ospitalità unica!!!
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Dicembre 21, 2006
sabato 23 dicembre al Teatro Astra di Bellaria Igea Marina alle ore 21.15, nell’ambito della manifestazione “Vocinfesta, lo spettacolo “Incanto di Natale‿ favola concerto per coro e sognatori liberamente ispirato al racconto “Canto di Natale“ di Charles Dickens.
Fatta eccezione della regia, curata da Della Del Chierico, e dei due musicisti tutta l’opera è realizzata grazie ai coristi del coro Città di Riccione, comprese le scene e i costumi e la recitazione.
La sottile trama recitata da alcuni personaggi principali e da tutto il coro serve a legare canti carols intonati sia dal coro grande che da un ridotto, accompagnati da brani musicali per pianoforte, flauto e percussioni.
Lo spettacolo musicale prende ispirazione dal racconto di Dickens imperniato sul personaggio Scrooge , burbero egoista arido di sentimenti . La scena si svolge in una piazzetta dove un coro sta provando i canti di Natale e nella casa di Scrooge dove gli spiriti del Natale passato, presente e futuro operano la sua conversione ad una vita di buoni sentimenti .
bellaria c’incanta e ci aspetta con Cordialità e Ospitalità, gli hotel Bellaria Igea Marina con aria condizionata,Parcheggi e dove si respira Aria Natalizia, sono pronti a dare il Benvenuto agli Ospiti!
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Dicembre 20, 2006
Sul Palco dell’Astra di Bellaria Igea Marina, trasformatosi da cinema a teatro dopo adeguati interventi strutturali, Giulio Scarpato, Valeria Mastandrea, Nicoletta Braschi, Lella Costa e altri porteranno in scena diversi pezzi teatrali “Una storia d’amore”"il metodo Gronholm”, ma non solo Bellaria dal 19 Dicembre al 9 Gennaio sarà protagonista di tali eventi, a Rimini dal 20 Dicembre, il 105 Stadium aprirà le sue porte al più popolare musical-opera rock al mondo “Jusus Christ Superstar”. Il Musical di Time Rice e Andrew Lloyd Webber che negli ‘70 infuocò Broadway!! Ma non basta sarà un Natale ….spettacolare !!!!!!!al 30 Dicembre al Flaminio un insolito musical con i più bravi pattinatori del mondo a partire dal Riminese Patrik Venerucci, pluri campione mondiale, Il Primo Musicall su rotelle dal titolo “A.R.T. goes to Hollywood”. Al 22 Dicembre al Teatro Novelli approda l’Aterballetto di Mauro Bigonzetti per presentare un “Romeo e Juliet ” in chiave moderna, al 31 Dicembre al Palagrongressi “l’Otello” di Verdi, 5 gennaio 2007 Corrado Abbati sempre al Novelli l’operetta”La Principessa Sissi”.
Non mancano gli eventi a San Marino,Santarcangelo, Riccione San Giovanni Marignano, Saludecio, Montefiore, ogni luogo dell’Entroterra è protagonista con appuntamenti che hanno il profumo e il sapore dell’ospitalità, per ritrovare il gusto anche del buon cibo e del buon vino. Musica, Arte e Poesia saranno gli argomenti principali per scoprire il piacere di godere di un soggiorno in Hotel di Rimini, hotel Riccione, hotel Bellaria, hotel Bellariva, tutti Hotel di diverse categorie dotati di ogni tipo di comfort con prezzi molto vantaggiosi, all’insegna della Cultura ed anche dell’Enogastronomia.
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Dicembre 19, 2006
E’ il Comune più giovane d’Italia essendo stato istituito nel 1956. Il nome di Bellaria si crede generalmente dovuto a un’esclamazione di compiacenza del Papa Gregorio XII, il quale fuggendo le ire di Ladislao re di Napoli, potè dopo mille stenti e pericoli sbarcare il 22 dicembre 1422 a Cesenatico e trovare protezione nel castello del suo amico Carlo Maltesta. In verità il nome di Bellaria è anteriore a questa epoca; il luogo è infatti ricordato, come castello e rocca dei Malatesta, nel testamento fatto da Malatesta da Verucchio nel 1311.
Il parteggiare di Carlo Malatesta per Gregorio XII, in contraposizione all’antipapa Clemente VII, determinò il passaggio da queste parti delle truppe francesi, che nel 1382 saccheggiarono barbaramente il territorio di Bellaria. In seguito nel 1463 Pio II tolse a Sigismondo Malatesta questo territorio e lo aggregò al vicariato di S.Arcangelo; il figlio Roberto la recuperò nel 1471. Nel 1509 passò alla S.Sede, che la concesse due anni dopo a Rimini. Nel 1520 fu donata ai Medici.
Bellaria Igea Marina è una delle migliori spiagge della Romagna, nota per la tranquillità del luogo e la morbidezza della sabbia. A Igea Marina, nei pressi della stazione ferroviaria, sorge la casa di Alfredo Panzini illustre scrittore morto a Roma nel 1939 e sepolto nel vicino cimitero di Canonica (S.Arcangelo di Romagna)
.La Casa dello scrittore Alfredo Panzini detta “Casa Rossa”. E’ stata restaurata da un’equipe esperta sia per la struttura esterna che quella interna ricca di affreschi alla pareti e ai soffitti. Inaugurata il 15/ Dicembre la “Casa Rossa” si è presentata al pubblico in tutto il suo splendore, essa era la dimora delle vacanze di questo grande scrittore, oggi luogo di cultura.
“L’undici di Luglio, alle ore due del pomeriggio, io varcavo finalmente , dall’alto della mia vecchia bicicletta, il vecchio dazio milanese di Porta Romana.
La meta del mio viaggio era lontana: una borgata di pescatori su l’Adriatico, dove io ero atteso in una castta: questa borgata supponiamo che non sia lungi dall’antico pineto di Cervia e che per l’aere puro, abbia il nome di Bellaria”
dal romanzo ” La Lanterna di Diogene” di Alfredo Panzini
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Dicembre 18, 2006
Di forte impatto, visibile dal fondovalle, con la sua imponenza di un tempo è la Rocca Malatestiana, pregevole architettura del XIV sec. Da una bolla di Papa Sisto IV si legge che la costruzione del forte è opera dei mondainesi. Tuttavia i successivi interventi, voluti dai signori di Rimini, ne fanno una tipica costruzione malatestiana. Sigismondo Pandolfo Malatesta fece erigere, durante il suo governo, ben 13 torrioni, il cassero, l’ampia cerchia muraria ed i camminamenti sotterranei (scavati nel tufo, sotto il maschio, pronti per essere utilizzati in caso di assedio come cisterne o in caso di disfatta come sicura via di fuga) scoperti, questi ultimi, nel 1987. All’interno della rocca si possono ammirare, oggi, la Madonna del Latte, bell’affresco (XV sec.) di Bernardino Dolci di Castel Durante, ed il Museo Paleontologico del tripoli mondainese. Il tripoli è una roccia sedimentaria, formatasi, nel corso di millenni, attraverso il deposito e la fossilizzazione, sul fondo del mare, di microscopici scheletri di diatomee e radiolari.
E’ per questo che noi possiamo ora trovare, incastonati sulle pareti rocciose di questo complesso, esemplari di pesci e vegetali vissuti dieci milioni di anni or sono durante il Miocene. Il giacimento di Mondaino, fra i più importanti in Italia, ha restituito ben 21 specie diverse di ittioliti, oltre a denti di squalo, ricci di mare, conchiglie ed elementi paleobotanici. Nel museo si trovano anche alcune steli di origine romana. Appena usciti dalla rocca si può ammirare l’altro capolavoro di questo piccola cittadina: la caratteristica Piazza Maggiore, con il suo porticato neoclassico, opera di Francesco Cosci, piazza che ha fatto attribuire a Mondaino il buffo soprannome di Paese della Padella (infatti la struttura dello spiazzo ricorda quella di quest’utile strumento da cucina).
L’incantevole scenografia urbana è palcoscenico ideale per una serie di feste medioevali come il Palio del Daino (seconda metà di agosto) che propone ogni anno con tema diverso tornei, convegni, mostre, sfilate tutte dedicate ai grandi momenti del passato. In pieno centro storico si trovano, inoltre, il Convento delle Clarisse, con coro e crocefissi lignei del XVII sec., e la Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, costruita, secondo antichi documenti, sulle rovine del tempio romano di Diana. Nel suo interno si possono ammirare interessanti tele di G. Picchi (XV sec.), una Deposizione del Pomarancio (XVI sec.) e tre splendidi paliotti con decorazioni a fiori e frutta del XVIII sec.
Da segnalare l’Arboreto Sperimentale della Flora Mediterranea, con museo, serra e zona ristoro, vera propria oasi verde in cui sono raccolte 2.000 specie diverse di esemplari di flora mediterranea. Mondaino è anche noto come paese della musica attraverso una serie di importanti industrie di strumenti musicali e una produzione artigianale di antica data come quella del sig. Geri, che cura la riparazione e la produzione di fisarmoniche. La musica è anche protagonista di diversi appuntamenti del programma di animazione culturale estivo.
Il patrimonio storico culturale si arricchisce anche attraverso gli apporti delle frazioni dell’odierno comune di Mondaino. Ne sono un esempio l’antica Pieve di S. Apollinare (VI sec.), posta appena fuori le mura, in località Pieggia, ed il Monastero di San Francesco (XIII sec.), situato sull’ameno colle Formosino, che ha conservato intatta la semplice, ristorante atmosfera dei luoghi francescani.
Per visitare tutte queste bellezze sia quelle naturali che create dall’uomo, per conoscere tutte le leggende di cui la nostra terra Romagnola è piena, basta venire a trovarci, alloggiare lungo la costa Adriatica negli Hotel 3 Stelle Rimini con le comodità e i Comfort degli Hotel di lusso, accolti dall’ospitalità più
calorosa.
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Dicembre 18, 2006
IL Duomo
Tempio Malatestiano, aperto tutto l’anno, autentico gioiello del Rinascimento Italiano, voluto da Sigismondo Malatesta attorno alla metà del XV sec., per perpetuare la gloria sua e della sua famiglia.verso il 1450 Sigismondo decise di trasformare completamente a tutte sue spese per sciogliere un voto fatto durante la sua vittoriosa campagna di Toscana contro Alfonso d’Aragona, come affermano le epigrafi greche sui fianchi e l’iscrizione dedicatoria della facciata. Per la parte architettonica il cantiere fu affidato a Matteo de’ Pasti e per la parte scultorea ad Agostino di Duccio. Il primo fu messo avanti dagli Estensi di Ferrara, era un miniatore e medaglista veronese cresciuto alla scuola del Pisanello, e quindi di formazione tardo gotica. Anche Agostino di Duccio, nonostante fosse stato scolaro di Donatello, conservava raffinate cadenze gotiche, approfondite a Venezia; era fiorentino e proveniva appunto da Venezia, forse con una raccomandazione degli Estensi ai quali era noto per aver lavorato a Modena. Alla collaborazione fra i due artisti e ai suggerimenti degli umanisti di corte si deve l’interno dell’edificio, pittoresco e sontuoso, Pur decorata da Giotto all’inizio del Trecento, quella chiesa era di architettura modesta (un unico vano coperto a capanna, con tre cappelle absidali) e si trovava in una zona piuttosto periferica, anche se vicina all’antica piazza del foro, il centro romano della città (l’attuale piazza Tre Martiri). La nuova cappella ebbe una struttura semplice e assolutamente tradizionale, con un grande arco gotico aperto nel fianco destro della chiesa, una volta a crociera e finestre alte e strette. Ben presto venne affiancata da un’altra cappella, ugualmente semplice e ugualmente tradizionale, per volontà della giovane amante di Sigismondo, Isotta degli Atti. Sigismondo trovò nel grande Architetto Leon Battista Alberti il realizzatore geniale espresse in quelle strutture i più nobili canoni del Classicismo, infatti Leon Battista provvide all’architettura dell’esterno, ideò verso il 1450 un rivestimento marmoreo di nuovissima concezione, assolutamente indipendente dall’edificio come andava configurandosi nella sua parte interna. Bandita ogni accento di architettura gotica e ogni cadenza decorativa, l’Alberti si rivolse infatti con piena coscienza all’antica architettura romana, traendo da essa alcuni elementi e, più ancora, cercando di ricuperare la concezione stessa di architettura come aulica celebrazione dell’uomo e come esaltazione della sua nobiltà intellettuale. Purtroppo l’edificio rimase incompiuto proprio in quella che doveva essere la sua parte più originale e significante, cioè nell’abside, ideata come una rotonda cupolata che doveva eliminare l’evidente dissonanza fra la parte esterna e quella interna. Per avere un’idea del progetto dell’Alberti occorre guardare a una medaglia fusa da Matteo de’ Pasti, che presenta il prospetto a due ordini dell’edificio e la grande cupola che doveva sorgere al termine della navata. L’intervento dell’Alberti, con la sua riproposizione di forme antiche, sia pure reinventate e piegate a significati moderni, giustifica in pieno il termine Tempio con cui questa chiesa cristiana (e francescana) è stata chiamata fin dal Quattrocento. La decorazione interna del Tempio esclude i tradizionali cicli affrescati ed è affidata principalmente alle eleganti sculture di Agostino di Duccio e ai rivestimenti marmorei, arricchiti da policromie e dorature. L’unico affresco con figure si trovava quasi nascosto nella piccola sagrestia fra le prime due cappelle malatestiane; raffigura Sigismondo Pandolfo Malatesta inginocchiato davanti a San Sigismondo re di Borgogna, ed è opera di Piero della Francesca, che l’ha firmato e datato (1451). l’interpetazione di questa opera di Piero della Francesca è del tutto nuova: vuol fare risaltare l’umanità e la dignità dei personaggi, che sia il Santo che Sigismondo hanno in comune. Al Tempio Malatestiano si lavorò alacremente fin verso il 1460, quando crebbe l’ostilità di Pio II verso Sigismondo, valoroso condottiero quanto pessimo politico. Nel 1461 vennero le difficoltà economiche e la scomunica papale, poi la sconfitta e la riduzione dello stato (1463); e così il grande edificio rimase interrotto per sempre. Ancor oggi la sua incompiutezza, ben evidente sia all’esterno che all’interno, rende palese al mondo la sfortuna di Sigismondo e dichiara la sostanziale fragilità della sua potenza, l’inconsistenza dei suoi ambiziosi sogni di gloria. E appunto il Tempio può essere considerato un sogno, un sogno interrotto: per Sigismondo, che voleva farne un tempio stupendo a gloria di Dio e della città, ma soprattutto per rendere immortale il proprio nome e la propria dinastia per Leon Battista Alberti, che voleva farne un monumento ad esaltazione della nobiltà intellettuale dell’uomo; per l’Umanesimo, che pensava si potessero nascondere le drammatiche contraddizioni del tempo dietro ad una cortina di intelligenti recuperi culturali e di raffinate opere d’arte. Ammirare un’opera d’arte simile non richiede molto tempo, basta approffittare dei fine settimana, di qualsiasi festività, qualsiasi opportunità è buona per venire a Rimini, dove il trattamento Alberghiero è unico, dove la cucina è ottimale, dove L’Ospitalità è la caratteristica della Romagna, dove i Comfort: hotel con stanze arredate con gusto, con aria condizionata, riscaldamento, parcheggio, mettono il turista a proprio agio.
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Dicembre 17, 2006
GRADARA distesa sulla cresta della collina, guarda verso oriente e verso nord, verso il mare e verso la Romagna, che si apre alla pianura subito dopo il promontorio di Gabicce.
Terra Malatestiana e marchigiana, Gradara respira il vento del mare e le ultime nebbie padane, in cui risuonano le voci e le musiche, e stingono i colori e le maniere delle grandi corti settentrionali, estensi e gonzaghesche e viscontee. Più che in tutti gli altri castelli malatestiani, in essa circola ancora aria di cavalleria cortese e crudele, mescolata al ricordo delle ultime prodezze dello sventato e coraggioso Sigismondo Malatesta, prima del declino.
Costruita su una collina a 5 chilometri dalla spiaggia di Cattolica, la Rocca di Gradara è un magnifico esempio di architettura militare del XIV secolo. Attorno al fortilizio primitivo, costruito probabilmente dai grifi nel XII secolo, quando erano signori di Gradara, il castello fu poi ingrandito e abbellito dai diversi feudatari che si succedettero nel dominio della zona. I Malatesta, gli Sforza e i Della Rovere non si limitarono però ad accrescerne la potenza militare e difensiva, ma ne abbellirono anche le sale interne, raccogliendo diverse opere d’arte.
Oggi il castello è visitabile e contiene, oltre all’armeria, una sala delle torture, una cappella con sull’altare una terracotta di Andrea della Robbia e, al piano superiore alcuni ambienti con i mobili originali del Quattro e Cinquecento. Anche le mura che ancora circondano interamente il borgo antico sono percorribili e dalla torre più alta si gode un buon panorama sul territorio circostante. A Gradara soggiornarono, tra gli altri, anche Francesca da Rimini e Lucrezia Borgia e, quando nel 1289 i Malatesta erano esuli da Rimini, proprio a Gradara si consumò la passione e la tragedia di Paolo e Francesca, eternati da Dante nel V canto dell’Inferno “«galeotto fu il libro e chi lo scrisse» , La fama di Gradara è però innegabilmente legata al poema dantesco che parla della travolgente storia d’amore e morte dei due amanti Paolo e Francesca. .Gradara è citata per la prima volta in documenti del 1032 come «curte gradariae». Ha una origine antichissima e l’arco d’ingresso al borgo, per la sua struttura particolare, è sicuramente più antico delle mura, forse di età romana. Le mura che cingono il centro hanno camminamenti che permettono a chi li percorre di godere, specialmente nelle sere d’estate, di un’atmosfera e di un panorama davvero suggestivi. I Malatesta, che vi si insediarono attorno al 1260, costruirono la Rocca che ancor oggi è visitabile; nella Cappella del palazzo è conservata una «Madonna e Santi», terracotta invetriata di Andrea Della Robbia.
C’è tanto da vedere! tanto da scoprire! L’ospitalità è la Tradizione Romagnola, i prezzi, le offerte, i pacchetti speciali sono la nostra Politica, gli Hotel climatizzati, dotati di tutti i servizi sono il nostro Prestigio e infine la Famiglia con Bambini per i quali si crea, si inventa, si dona gratuità è il nostro punto di Forza!!
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